The Ocean Race 2027: una prima tappa che ridefinisce l’approccio alla regata

Sport

26/01/2026 - 09:33

A un anno dalla partenza, fissata per il 17 gennaio 2027 da Alicante, The Ocean Race introduce un’impostazione del percorso che rimanda alle origini della competizione, quando si chiama Whitbread Round the World Race e le tappe erano decisamente più lunghe.

La scelta di una prima tappa di oltre 14.000 miglia nautiche verso Auckland, senza il tradizionale stopover di Cape Town, rappresenta un elemento di discontinuità rispetto al passato.

Si tratta della tappa più lunga mai prevista nella storia della regata e di una decisione che sposta l’attenzione su aspetti chiave della vela d’altura: affidabilità strutturale, gestione dei carichi, ergonomia di bordo e capacità dell’equipaggio di mantenere prestazioni costanti su un arco temporale molto esteso. Forse, ma non ne abbiamo la prova, è anche una risposta alle difficoltà di trovare "host-cities" disposte a farsi carico degli oneri economici connessi a questo tipo di manifestazioni.

Dal punto di vista del percorso, la flotta affronterà una navigazione continua lungo tutto l’Atlantico, il passaggio di Capo di Buona Speranza e l’ingresso nell’Indiano meridionale, prima di risalire verso la Nuova Zelanda. Un percorso che espone le barche a una grande varietà di condizioni, dal caldo equatoriale alle basse temperature e ai sistemi depressionari delle alte latitudini.

In questo contesto, la prima tappa assume un peso sportivo rilevante: non solo per la classifica, ma anche per la capacità dei team di preservare il mezzo e l’equipaggio in vista delle tappe successive. La gestione conservativa della barca, l’equilibrio tra velocità e affidabilità e la capacità di intervenire su eventuali problemi tecnici in autonomia saranno determinanti.

La scelta di concentrare una parte così significativa del percorso in un’unica tappa richiederà anche un approccio specifico alla preparazione: pianificazione dei turni, gestione della fatica, alimentazione e manutenzione preventiva diventano elementi centrali tanto quanto le prestazioni pure.

A livello regolamentare, resta confermato l’obbligo di equipaggi misti, con la presenza di almeno una donna a bordo. Una regola che influisce in modo concreto sulla composizione dei team e sulla distribuzione dei ruoli, soprattutto in una navigazione di lunga durata come quella prevista per la prima tappa.

Prosegue inoltre l’impegno ambientale della regata attraverso il programma Racing for the Ocean, che prevede la raccolta di dati oceanografici durante la navigazione. Un’attività che, pur non interferendo direttamente con la competizione, aggiunge un ulteriore livello di complessità operativa alla gestione della barca.

Con Alicante nuovamente punto di partenza e il ritorno ad Auckland, The Ocean Race 2027 si avvia verso un’edizione che punta a valorizzare la dimensione più autentica della vela offshore: meno frammentazione, più continuità, e una selezione naturale basata su preparazione, solidità e capacità di navigare a lungo in condizioni impegnative.

Confermata la tappa brasiliana di Itajaì, la regata toccherà gli USA e l'Europa (host city ancora da definire) e si concluderà nel Mar Rosso, ad Amaala in Arabia Saudita. La classe di barca utilizzata sarà  l'IMOCA 60.

“L'edizione 2027 alza ancora una volta l'asticella con un percorso che metterà alla prova anche i velisti più esperti. La tappa di apertura fino ad Auckland è una dichiarazione d'intenti: questa è la regata d'altura nella sua forma più estrema ed emozionante” ha dichiarato Richard Brisius, il presidente di The Ocean Race.

Giuliano Luzzatto

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