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Le verità nascoste dietro la tragedia del sommergibile San Juan

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Tragedia sommergibile San Juan
Tragedia sommergibile San Juan

La tragica vicenda del sommergibile San Juan ha tenuto per giorni con il fiato sospeso tutti coloro che vanno per mare e non solo loro. Le speranze del mondo, ben presto rivelatesi inutili, di ritrovare il San Juan adagiato sul fondo con il personale ancora vivo al suo interno rendono se possibile ancora più amara la verità che sta squarciando il velo di omissioni. Il sospetto è che la Marina militare argentina conoscesse sin dall’inizio l’epilogo di questa vicenda, l’esplosione interna all’unità, e abbia taciuto. Il collega Fabio Pozzo ha seguito la vicenda fin dall’inizio, pubblicando gli aggiornamenti sulle pagine de La Stampa. Il suo più recente articolo è visibile al seguente link:

http://www.lastampa.it/2017/12/06/societa/mare/il-san-juan-non-scomparso-in-silenzio-le-comunicazioni-secretate-kwi3SrVe0VgmIy0E8LxakL/pagina.html

Prima che l’unità svanisse nel nulla con i suoi 44 membri d’equipaggio ci sono state otto comunicazioni a voce e testo della durata complessiva di circa 55 minuti, durante le quali il capitano di vascello Pedro Fernández informava di aver subito una infiltrazione d’acqua salata dallo snorkel, il sistema di ventilazione che emerge in superficie per consentire la ricarica delle batterie in immersione, che c’era stato un corto circuito e un principio d’incendio ("fumo senza fiamma") e che aveva isolato il settore. Otto comunicazioni, non classificate come di emergenza, di cui l’Armada Argentina ha ammesso solo sue giorni fa l’esistenza, dopo averle tenute segrete.

Il portavoce della Marina, Enrique Balbi – il quale vive un suo dramma personale essendo stato egli stesso vicecomandante del San Juan - sostiene che il ritardo tra il momento presunto dell’incidente, il 15 novembre, e la sua pubblica comunicazione, il 17, è dovuto al fatto che i sottomarini sono per buona parte della loro missione in navigazione occulta, silenziosa, durante i quali non possono comunicare, perché immersi, col resto del mondo.

Tuttavia queste comunucazioni ci sono state, perché sono state nascoste finché i media argentini non le hanno scoperte? Perché non ammettere subito il tragico incidente? Ufficialmente il sottomarino era impegnato in una missione di controllo contro la pesca illegale, forse non era così e non poteva saltare la copertura. Oppure si tratta di una mentalità per cui non è necessario che l'opinione pubblica sappia, o forse le ragioni sono molto più semplici: si è voluto nascondere qualcosa di pratico, per esempio una manutenzione carente, un problema tecnico sottovalutato del quale però si era a conoscenza.

Sarà il tempo a dirlo, l’opinione pubblica di oggi non è più quella del tempo della giunta militare e il governo è entrato in contrasto con l’Armada. La polemica è probabilmente destinata a crescere. Tutti, non solo chi va per mare, non solo in Argentina, vogliono conoscere le cause che hanno portato alla morte di 44 marinai.

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

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