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Nautica: il calo del petrolio favorisce il settore

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Pistole per l'erogazione del carburante
Pistole per l'erogazione del carburante

Il crollo del petrolio invece che essere salutato con peana di gioia ha innescato un disastro finanziario sul quale si è avventata la speculazione, consentita di troppi capitali nascosti (in paradisi fiscali e non solo). Per la nautica, è evidente, è solo un fatto positivo, perché riduce il costo di alcune materie prime derivate, essenziali per i costruttori, e consente l’uso delle unità a un prezzo abbattuto rispetto a un triste recente passato. E lo stesso effetto il ribasso dovrebbe averlo sul costo dell’energia e dei trasporti. Dovremmo quindi essere felici, invece sembra che tutti i guai del mondo dipendono dal calo del barile di petrolio.  In effetti, il sistema finanziario aveva investito fortemente sulle energie alternative, non a caso stimolato dalla politica in questo senso avviata da Barack Obama, che alla scadenza del suo mandato sta cercando di portare avanti alcuni temi non realizzati del suo iniziale programma politico. Ma un’innovazione nelle tecniche estrattive, messa a punto dalle sue multinazionali petrolifere, che sta consentendo anche di rigenerare vecchie aree estrattive, ha cambiato rapidamente una situazione di dipendenza degli Stati Uniti verso l’estero in una di forza, rendendo possibile anche la mossa successiva di Obama, anche questa assolutamente imprevista, di riprendere i rapporti con l’Iran facendo abolire dalla comunità internazionale le sanzioni contro quel paese, la maggiore e più ricca potenza sciita. L’iniziativa è stata un terremoto per il Medio Oriente suscitando la reazione del regno saudita, sunnita, basata proprio sulla massima disponibilità dell’oro nero sui mercati per contrastare l’ulteriore arricchimento dell’avversario. E pensare che nel 2008 le importazioni di petrolio cinesi avevano portato il suo prezzo alle stelle, contribuendo alla conseguente crisi economica mondiale. Certo sugli eventi che stiamo vivendo si innescano anche molte altre ragioni politiche e commerciali, ma questa sintesi dimostra ancora una volta quanto sia difficile impostare piani economici, sempre a rischio di un imprevisto non controllabile. Il triste della situazione è che i miliardi usciti dalle banche per investimenti falliti difficilmente rientreranno e saremo noi cittadini e nazioni a pagarne l’ammortamento. Pensate a quanto difficile sia il compito del Presidente del Consiglio Renzi in una situazione economica globale così instabile e difficile, in cui il nostro paese vive a ricasco di scelte altrui. Consoliamoci pensando almeno che al momento possiamo andare in barca più a buon mercato.

Consoliamoci pensando almeno che al momento possiamo andare in barca più a buon mercato e che questa parentesi può aiutare la ripresa del settore più di ogni normativa nazionale di sostegno. Anche le particolari attenzioni ai controlli fiscali a bordo delle unità, pure quelle con bandiera estera, al tempo stimolate dall’Agenzia delle entrate alla Guardia di Finanza, sembrano essere diminuite. È ora di preferire alla tattica della sorpresa, dell’arrembaggio, una maggiore capacità d’indagine, rispettosa del tempo libero dei diportisti. Ormai chi aveva interesse a sparire è sparito, mentre i ladri di polli si offrono da soli. Vuoi vedere che qualcuno ha finalmente capito che è meglio usufruire del gettito fiscale della nautica piuttosto che tartassarla fino a farla sparire? Le entrate per lo Stato nascono con la costruzione della barca, ma diventano ancora più importanti quando l’unità viene a stanziare delle nostre darsene e porti, dove stimola una scia di attività artigianali e imprenditoriali assai più preziose, che inoltre generano occupazione a costo zero per l’ente pubblico.

L.P.

 

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