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Vela: Andrea Mura presenta i suoi progetti futuri allo YCPR

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Andrea Mura YCPR
Andrea Mura YCPR

Andrea Mura e lo Yacht Club Porto Rotondo si sono già incontrati in passato, cosa quasi scontata, ma, necessario sottolinearla perchè lo scorso anno in un'occasione analoga a quella di ieri sera, il navigatore italiano che negli ultimi cinque anni ha conquistato le regate più difficili, avventurose e tecniche che si organizzano nel mondo, ha trovato i finanziamenti necessari per portare a termine l'imbarcazione IMOCA60 della quale abbiamo già avuto modo di parlre qui su PRESSMARE.IT.

In passato la Regione Sardegna contribuiva in modo significativo allo sviluppo del progetto che ha permesso - per la prima volta nella storia - a un navigatore italiano di conquistare regate atlantiche di richiamo internazionale e note per la loro "durezza".

La serata ha avuto inizio con l'introduzione del presidente dello Yacht Club Porto Rotondo, Roberto Azzi, il quale ha introdotto il tema della serata che è proprio quello di permettere ad Andrea Mura di trovare i fondi necessari per portare avanti i suoi ambiziosi progetti sportivi e al contempo di permettere ai più giovani, appassionati di questo splendido sport, di entrare in contatto con il primo italiano della storia che ha saputo strappare di mano numerosi trofei a navigatori di paesi che ne avevano già collezionati diversi.

A sostegno del navigatore italiano c'era anche Jan Pachner, segretario generale dello Yacht Club Costa Smeralda il quale ha dichiarato: "Credo che oggi Andrea abbia molto da raccontare e sarò breve. Siamo molto felici di dare il nostro supporto a questa sfida, sono contento di vedere qui tanti giovani che possono trovare ispirazione per sfide come queste che ho avuto modo di conoscere da vicino grazie ad Andrea che mi ha accompagnato in cantiere a vedere la barca in costruzione. Da parte nostra cercheremo di fare la nostra parte."

Roberto Azzi: "Andrea porta in giro per il mondo la bandiera del nostro paese e della Sardegna con orgoglio e ci restituisce visibilità e dignità".

Andrea Mura: "E' sempre un piacere tornare qui, l'ultima volta è stato un anno fa in un'altra conferena che ha portato molto bene e sono fiducioso che questa sera non sarà da meno. Sono onorato di essere stato eletto socio onorario del club di Porto Rotondo, un club che ho sempre amato sin da bambino e che oggi dopo la ricostruzione è ancora più bello. Con Jan ci siamo sentiti spesso per trovare sostegno a questo progetto che vede un'imbarcazione nuova e di grande valore costruita in Italia sia a disposizione di un navigatore italiano per il giro del mondo. Spero di portare tutto avanti nel migliore dei modi, nel Vendèe Globe ci sono oltre 1.000 di TV, due milioni di persone alla partenza, numeri simili ai mondiali di calcio, anche se non qui da noi. La vela all'estero è molto seguita, numeri importanti, in Francia è sport nazionale e sponsor importanti continuano a finanziare questa regata investendo cifre molto importanti perchè hanno ritorno mediatico efficace. Spero che anche per gli sponsor italiani questo sia uno stimolo, grazie.  Ora ci saranno due settimane di lavoro molto intenso per la validazione tecnica della barca e delle attrezzature, ci sarò anche io come velaio visto. Poi ci saranno le prove di rovesciamento e altre prove che servono per rispondere a tutti i requisiti del regolamento. Ai primi di settembre avremo la bara in mano e cercheremo di fare subito la qualificazione per la Transat Jaques Vabre che prevede 1.000 miglia, per dimostrare che barca e skipper sono all'altezza, poi cercheremo di partecipare a questa regata che parte da Le Havre e dopo 5.400 miglia in doppio arriva in Brasile, poi il rientro in solitario e l'importante è arrivare, se si arriva si è qualificati, non si può mancare a questo appuntamento, potrebbe diventare molto complicato per il futuro, devo farla. Abbiamo il vantaggio di avere la barca già pagata e senza brand, oggi uno sponsor dovrebbe affrontare solo i costi di gestione delle nostre imprese e questo a differenza di tutti gli altri team taglia i costi di motlo arrivati a questo punto. Un anno fa in occasione di un importante evento della Solaris qui allo YCPR ho avuto la fortuna di conoscere alcune persone che hanno apprezzato molto per quello che ho fatto sinora, cominciando da investire tutto quello che avevo per partecipare alle regate oceaniche e mi hanno voluto dare una mano, dunque, dei privati si sono riuniti e hanno dato vita a questo sogno mettendoci i fondi necessari per realizzare la barca, poi ora devo trovare ciò che serve per il resto. Ho una squadra da sogno, tutti professionisti veri che da nulla hanno contribuito a realizzare una barca custom molto complessa, abbiamo comprato il miglior progetto che c'era sul mercato e abbiamo preso il clone solo per lo scafo di Banque Populaire e abbiamo scelto il cantiere, che io ho voluto Persico Marine perchè è italiano, e molto velocemente abbiamo chiuso il cerchio e la barca è partita."

Sul sito del velista italiano e del suo Vento di Sardegna http://www.ventodisardegna.com/ è possibile apprezzare sia gli importanti successi riscontrati da Andrea Mura sia la storia della costruzione della nuova barca che porterà Andrea a prendere parte alle sfide cui ci ha fatto cenno.

Dopo queste parole è stato consegnato l'attestato di socio onorario dello Yacht Club Porto Rotondo insieme al guidone dello YCPR come augurio per il giro intorno al mondo portando un pezzo di Sardegna a bordo, anche se, il nostro navigatore ne porta tanta di Sardegna con sè, dagli alimenti a tanti simboli.

La serata è proseguita con la proiezione di filmati nei quali Andrea ha raccontato alla platea le sue imprese con le tante difficoltà che ha incontrato a terra e in mare, ma che nonostante queste, lo hanno portato a vincere i più ambiti trofei internazionali della vela transoceanica.

Abbiamo avuto modo di intervistare Andrea Mura e vi proporremo nelle prossime ore la registrazine integrale della nostra intervista, nella quale anticipiamo ora, Andrea pone l'accento su questioni che dovrebbero far riflettere i giovani sportivi di oggi e soprattutto chi si occupa di finanziare lo sport, perchè la vela per il nostro paese è sicuramente fonte di grandi soddisfazioni sportive e soprattutto, una disciplina da incentivare.

Come di consueto la cornice dello Yacht Club Porto Rotondo e l'ospitalità che il suo presidente Roberto Azzi, e nella circostanza specifica anche del direttore sportivo Nanni Ono, sono capaci di trasformare ogni evento che prende vita in questa splendida cornice della Sardegna in un momento di grande contenuto e al contempo piacevole.

Torneremo a parlare anche dei prossimi eventi dello YCPR, in quanto tra sport e mondanità il rinnovato yacht club sardo sta esprimendo le sue grandi potenzialità di centro di aggregazione di grande qualità.