Venezia il centro del dibattito sul mare
La terza giornata del Salone Nautico di Venezia conferma l’Arsenale come uno dei principali luoghi europei dedicati alla cultura del mare, alla cantieristica internazionale e alla riflessione sulle grandi trasformazioni che attraversano il settore. Un’edizione che, con centinaia di imbarcazioni e la presenza di marchi italiani e stranieri, ribadisce il ruolo strategico della città nella filiera della nautica e nell’indotto che essa genera, dall’innovazione tecnologica alla formazione, dalla sostenibilità alla ricerca applicata. Il pubblico ha raggiunto il Salone e reso vive le banchine che si preparano ad accogliere l’affluenza del week end con previsioni di bel tempo. Il neo eletto sindaco Simone Venturini ha fatto durante il Salone la sua prima apparizione pubblica, avvenuta poche ore dopo l’insediamento a Ca’ Farsetti. Nel corso della diretta Sky del pomeriggio, condotta da Alessio Viola, ha dichiarato: “Il futuro del Salone sarà ancora più radioso e con nuovi investimenti. Questo è un Salone che non si pone in competizione con nessuna altre manifestazione. Il mio impegno per il futuro arriva dall’esame dei risultati, questa è una eccellenza da continuare. Parlo di sostenibilità, di qualità delle barche esposte. Questo salone vuole essere volutamente circoscritto nelle mura dell’Arsenale con le sue memorie legate alla produzione navale”. Come avvenuto durante la cerimonia di inaugurazione Venturini ha parlato di un programma per almeno altri cinque anni.
La presenza di yacht, catamarani, imbarcazioni full electric, prototipi e modelli ad alta efficienza energetica testimoniano un settore in forte trasformazione, capace di generare un indotto che coinvolge non solo i cantieri, ma anche componentistica, servizi, portualità, turismo nautico e formazione tecnica. Un ecosistema che rappresenta miliardi di euro di export e migliaia di posti di lavoro, con Venezia sempre più riconosciuta come nodo strategico della Blue Economy nazionale e internazionale.
Una fotografia della salute attuale del comparto viene dalla presentazione del “XIII Report Economia del Mare dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare” realizzato con un focus particolare su Venezia e il Veneto. Uno studio a cura di InforMare con il Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, e Assonautica di Venezia presenta dati confortevoli sia nell’ambito della produzione che dei servizi legati al mare nel settore Veneto. Dai dati è emerso che l’Economia del Mare in Italia si conferma un pilastro strategico, generando 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto (pari al 4,0% della ricchezza nazionale), in crescita del +15,9% nel biennio 2023/2022. Il settore garantisce l'occupazione a 1.089.710 addetti e conta 232.841 imprese. In particolare, il Veneto esprime una Blue Economy straordinariamente efficiente e concentrata. Il territorio regionale conta 40 Comuni costieri (11 litoranei e 29 prossimi al mare) distribuiti sulle sole province di Venezia e Rovigo. Pur ospitando appena il 16% della popolazione regionale (contro una media nazionale del 34,2% che vive sulle coste), in queste aree si produce il 15,7% della ricchezza complessiva del Veneto. I dati salienti della Blue Economy veneta evidenziano performance nettamente superiori alla media nazionale. Alcuni dati: Valore Aggiunto Diretto: 6,2 miliardi di euro (il 3,5% della ricchezza regionale), con un balzo record del +30,5% nel biennio 2023/2022 (il doppio rispetto al +15,9% della media italiana). Occupazione: 79.897 addetti (3,3% del totale regionale), con una crescita straordinaria del +20,2%, a fronte del +7,7% registrato a livello nazionale. Imprese: Nel 2024 le imprese registrate sono 14.293 (pari al 3,1% del totale regionale). In questo caso si nota l'unico dato in controtendenza, con una flessione del -1,8% (rispetto al +2,0% italiano), che tuttavia si inserisce in un quadro di sostanziale stabilità se analizzato sul periodo lungo (2019-2024).
Grazie al moltiplicatore regionale di 2,1 (il più alto d'Italia), ai 6,2 miliardi di valore aggiunto diretto si affiancano 13,1 miliardi di euro di indotto, per una ricchezza complessiva generata dalla filiera del mare pari a 19,3 miliardi di euro. Questo significa che la Blue Economy contribuisce per ben il 10,9% al PIL di tutto il Veneto. Un peso specifico enorme, quasi pari all’11,3% del dato nazionale, ma ottenuto con appena 1/15 della popolazione regionale residente nelle aree costiere.
Inoltre, nelle graduatorie nazionali spicca il ruolo dei territori veneti: Venezia è la terza provincia in Italia per numero assoluto di imprese blu (9.572 aziende) ed è quarta a livello nazionale per incidenza del valore aggiunto sul totale dell'economia provinciale (15,4%). Venezia si posiziona al quarto posto in Italia anche per l'incidenza degli occupati (15,4%) e delle imprese marittime sul totale provinciale (12,7%). Durante lo stesso momento si è parlato anche di turismo nautico: in Adriatico si contano 347 strutture per un totale di 81710 posti barca, il 16% è dedicato al transito, che tuttavia è una percentuale che non fotografa tutto lo spostamento che comprende anche chi lascia il consueto posto invernale per il periodo estivo.
La mattinata si era aperta con il workshop “Polo del mare. Il mare nel Blue Century, tra tutela ambientale, crescita economica e sicurezza”, promosso dalla Marina Militare, che ha riunito studiosi, istituzioni e operatori per analizzare il valore ambientale e geopolitico dello spazio marittimo nel contesto internazionale attuale.
Sempre in mattinata, alla Torre di Porta Nuova, si è svolto il convegno internazionale “Marine Litter Monitoring, Removal and Blue Circular Economy”, sesta edizione del workshop promosso da Venice Lagoon Plastic Free, con una tavola rotonda dedicata alle buone pratiche per la gestione dei rifiuti marini e alla transizione verso modelli circolari nella nautica. Un tema che dialoga direttamente con l’impegno del Salone verso la sostenibilità, già evidenziato nelle precedenti edizioni e confermato in questa settima edizione.
La giornata ha ospitato anche la conferenza stampa della 41ª Transadriatica, storica regata organizzata dal Diporto Velico Veneziano, che partirà il 4 giugno con due percorsi distinti e che vedrà la consegna del Trofeo Salone Nautico a Cittanova, in Istria. Un appuntamento che conferma il legame tra il Salone e il mondo della vela, tra sport, tradizione e promozione del territorio.
L’ente di Certificazione TÜV Italia Srl, ha consegnato al direttore generale di Vela spa Fabrizio D’Oria, il certificato che ne conferma la sostenibilità del Salone Nautico. A consegnare una targa di riconoscimento e il certificato rinnovato, Chiara Bernardi e Marco Scarpa di TÜV Italia che hanno sottolineato l’importanza del percorso intrapreso da Vela, che anche per questa edizione viene valutata al fine di confermare il virtuoso processo di miglioramento. Presenti al momento della consegna anche Alberto Bozzo, direttore Sviluppo Mercati Vendite e Clienti di Vela spa, e Nicola Catullo, direttore operativo Eventi e Mice di Vela spa.
“Come negli anni precedenti, anche questa settimana edizione del Salone Nautico si è aperta sotto il segno non solo della passione per il mare ma anche della sostenibilità, che è un obiettivo importante per una città come Venezia, candidata a essere capitale mondiale della sostenibilità – ha sottolineato D’Oria – Da molti anni Vela è impegnata su questo fronte, e ci tengo a ringraziare tutte le persone che lavorano all’evento e seguono il percorso di certificazione, è grazie alla loro dedizione che il Salone ha ottenuto questo prestigioso riconoscimento per il settimo anno consecutivo”.
Il Salone Nautico di Venezia è promosso dal Comune di Venezia, organizzato da Vela Spa in collaborazione con la Marina Militare Italiana.


