Tom Laperche
Route du Rhum, Laperche vince con record. Clapcich quinta, Beccaria a Horta
Tom Laperche ha vinto la Route du Rhum 2026 in classe Ultim, stabilendo il nuovo record della traversata da Saint-Malo a Pointe-à-Pitre. Lo skipper di SVR-Lazartigue ha tagliato il traguardo alle 3:31:40 italiane di domenica 8 novembre, le 22:31:40 di sabato in Guadalupa, dopo 6 giorni, 13 ore, 27 minuti e 40 secondi. Il precedente primato, firmato da Charles Caudrelier nel 2022, è stato migliorato di 6 ore, 19 minuti e 45 secondi. A 29 anni, alla prima partecipazione, Laperche ha concluso una regata condotta al comando dal passaggio di Cap Fréhel, percorrendo effettivamente 4.308 miglia alla media di 27,18 nodi.
La sua vittoria nasce da una partenza particolarmente efficace e dalla capacità di mantenere velocità nelle transizioni, prima di amministrare il vantaggio nella seconda parte della traversata. Un dettaglio misura il livello della prestazione: al passaggio di Ouessant, all’uscita della Manica, ha registrato una punta di 48,9 nodi. Laperche ha inoltre corso con due foil di generazioni diverse, dopo che la rottura di quello di dritta in allenamento, sei settimane prima della partenza, aveva imposto il ritorno alla versione precedente. La scuffia di Banque Populaire XI ha tolto dalla lotta Armel Le Cléac’h, il rivale più vicino, quando per SVR-Lazartigue restavano ancora 2.000 miglia da percorrere, diverse transizioni e una depressione tropicale. Ad accompagnare le scelte del vincitore, la cellula di routing composta da Franck Cammas e Jean-Yves Bernot. Il rilevamento delle ore 10 italiane di oggi, 8 novembre indica Coville a 103 miglia dall’arrivo e Burton a 162 miglia.
Negli IMOCA Francesca Clapcich conserva il quinto posto nonostante la rottura del bompresso di 11th Hour Racing. Nel rilevamento delle 9 italiane dell’8 novembre le restano 1.035 miglia al traguardo: il distacco da Corentin Horeau, al comando su MACSF, è di 329 miglia, mentre il margine sul sesto, Maxime Sorel, è di circa 130. Davanti all’italiana ci sono Sam Goodchild, Boris Herrmann ed Elodie Bonafous; quest’ultima è a 75 miglia. Clapcich sta navigando a 18,8 nodi, un dato che conferma come l’avaria non le impedisca di mantenere velocità sostenute nelle condizioni attuali. Nella quinta notte di regata, mentre occupava la terza posizione, Francesca ha prima dovuto recuperare il J0 finito in acqua e avvolto attorno allo strallo del J2 e poco dopo, mentre stava mettendo a segno il Code Zero frazionato, il bompresso ha ceduto all’altezza della prua. Momenti difficili che non hanno fermato la nostra velista. Nell’aggiornamento del 7 novembre racconta di avere recuperato energie e sonno, con un obiettivo preciso: “Voglio finire la regata. Sono ancora in una posizione abbastanza buona”. La dotazione disponibile si riduce a randa, J2 e J3. Il vento forte causato alla depressione tropicale contribuisce a limitare temporaneamente lo svantaggio, ma il passaggio più delicato potrebbe essere quello conclusivo, con le possibili arie leggere intorno alla Guadalupa, dove l’assenza del J0 rischierà di pesare molto. “Stiamo studiando con il team la possibilità di usare il FR0 - Code Zero frazionato - con un punto di mura diverso”, ha spiegato. “C’è parecchio lavoro da fare e dovrei andare spesso in coperta per tutta una serie di operazioni. Dovremo vedere se sarà possibile con questo mare. Non ho più le lifeline quindi al momento in coperta non è molto sicuro.”
Nel frattempo “Bogi” Beccaria ha raggiunto il porto di Horta, alle Azzorre ed è in ospedale. Qui il team ha predisposto l’assistenza allo skipper dopo la caduta in pozzetto che lo ha costretto a interrompere la Route du Rhum. Cinque membri della squadra, tra loro Alberto Riva, hanno raggiunto l’arcipelago per organizzare l’approdo e mettere in sicurezza skipper e barca. Nell’ultimo aggiornamento il team aveva segnalato condizioni previste davanti a Horta di 35 nodi di vento medio e quattro metri d’onda, particolarmente impegnative per Beccaria, dolorante alla schiena e con difficoltà a manovrare. Il racconto della squadra ricostruisce anche le ore precedenti al ritiro: prima della caduta aveva già affrontato un’avaria al ballast, l’allagamento del compartimento batterie e un blackout dell’elettronica. Dopo una notte di contatti con il medico di regata, il dolore gli ha impedito di continuare. Si attendono ora aggiornamenti sulle sue condizioni dopo lo sbarco.
Dai Class40 arriva intanto la conferma di un soccorso concluso positivamente. Benoît Sineau, skipper di Ekinox-Rhétores, è stato recuperato sano e salvo da Jules Bonnier, a bordo di Plastic Odyssey. L’allarme è scattato sabato 7 novembre alle 14:30 italiane, quando i centri di coordinamento dei soccorsi hanno informato la direzione di regata dell’attivazione dell’EPIRB. Francis Le Goff ha dirottato Bonnier verso il concorrente in difficoltà: raggiunta la zona alle 20:45, lo skipper è riuscito a prenderlo a bordo. Il comunicato ufficiale conferma il recupero, senza precisare la causa dell’emergenza né le condizioni del Class40 abbandonato.
Sul piano sportivo, la lotta in testa ai Class40 resta aperta. Nel rilevamento delle 8:30 italiane Guillaume Pirouelle precede Achille Nebout di appena tre miglia, Pierre Leboucher di sei e Robin Follin di sette, con ancora circa 1.576 miglia da percorrere. Luca Rosetti è decimo, a 137 miglia dal leader; Andrea Fornaro è quindicesimo e Matteo Sericano ventitreesimo. Dopo le condizioni impegnative dei giorni scorsi, le basse velocità del gruppo di testa mantengono contenuti i distacchi fra i primi e lasciano spazio a ulteriori cambiamenti di classifica.
Giuliano Luzzatto
©PressMare - riproduzione riservata


