Route du Rhum, sei italiani al via tra ambizioni e passione

Sport

30/10/2026 - 13:06
advertising

Sei italiani sulla stessa linea di partenza, due dei quali possono guardare alle prime posizioni della classe IMOCA. La Route du Rhum 2026 segna un passaggio importante per la vela oceanica italiana: alla partecipazione più ampia di sempre si aggiungono risultati, barche e competenze che rendono questa presenza particolarmente interessante. Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich correranno sugli IMOCA, Luca Rosetti, Andrea Fornaro, Matteo Sericano e Marco Guerra nei Class40. Dopo la compagine francese, l’Italia è la più numerosa presente al via di questa tredicesima edizione.

La partenza, su un’unica linea per tutte le classi, è prevista domenica 1° novembre alle 13:02, ora italiana, al largo di Saint-Malo. Davanti ai concorrenti ci sono 3.542 miglia fino a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa e decisioni tattiche importanti: l’uscita dalla Manica, le scelte meteorologiche nell’Atlantico settentrionale e infine il passaggio attorno all’isola di Guadalupa, dove ridossi e cali di vento possono mettere in discussione anche un buon vantaggio costruito in oceano. Nata nel 1978 e disputata ogni quattro anni, la regata riunisce questa volta 115 skipper nelle sei classi Ultim, Ocean Fifty, IMOCA, Class40, Vintage Multi e Vintage Mono.

I sei navigatori presenti a Saint-Malo si sono ritrovati il 29 ottobre per la conferenza stampa di quella che è stata definita già nella passata edizione “L’onda oceanica italiana”. Dal confronto sono emerse le differenze tra campagne ormai strutturate, progetti sostenuti da una rete di amici e appassionati e percorsi nei quali lo skipper ha seguito personalmente anche la costruzione della barca. Li unisce una consuetudine di collaborazione: informazioni, esperienze e contatti che circolano tra concorrenti destinati, una volta in mare, a cercare ciascuno il proprio risultato.

“Vedere così tante barche italiane al via della Route du Rhum mi fa felice. Quando ho iniziato eravamo pochissimi. Oggi ci sono grandi aziende che investono e chi comincia vede che si può fare e sa a chi chiedere consiglio. E più siamo, più riusciamo a raccontare la vela oceanica italiana e più il nostro sport viene seguito: è un circolo virtuoso”, spiega Beccaria. Il milanese torna al Rhum dopo il secondo posto in Class40 del 2022, questa volta al timone dell’IMOCA “Allagrande Mapei”. Il successo nella Vendée Arctique e il secondo posto nella prova di 48 ore del Défi Azimut lo hanno portato tra i protagonisti attesi della regata. Rispetto a quattro anni fa, quando si presentò con un Class40 appena varato e poco tempo per allenarsi, la preparazione è stata molto più estesa. Il cantiere invernale e l’installazione dei nuovi foil V3 sono stati accompagnati da numerose uscite, in solitario e con i tecnici, per migliorare prestazioni, affidabilità e conoscenza del mezzo.

A Saint-Malo, Beccaria ha raccontato anche il rovescio della medaglia: ritrovarsi tra i favoriti comporta una pressione diversa da quella di chi deve ancora dimostrare il proprio valore. La maturità raggiunta dal progetto è arrivata più rapidamente di quanto si aspettasse, dopo scelte impegnative tanto sul piano tecnico quanto nella composizione della squadra. In alcune condizioni sente di poter essere più veloce degli avversari, ma sa che trasformare questa possibilità in un risultato richiede soprattutto lucidità. Il Vendée Globe 2028 resta all’orizzonte, senza ridimensionare l’appuntamento immediato: “Io voglio davvero affrontarla al massimo. Insieme al team stiamo mettendo in campo tutti i mezzi a nostra disposizione per tentare di fare il meglio possibile”.

Per Clapcich, a bordo di “11th Hour Racing”, sarà la prima transatlantica in solitario, dopo due campagne olimpiche, due giri del mondo in equipaggio e la vittoria in equipaggio nella The Ocean Race 2022-23. Arriva con una stagione già solida alle spalle e in testa alla IMOCA Globe Series: un piazzamento nei primi sei le garantirà il titolo 2026, che nessuna donna ha ancora conquistato. La preparazione della barca le dà fiducia nella possibilità di confrontarsi anche con gli IMOCA più recenti; sul piano personale, la sfida sarà amministrare energie, sonno e manovre senza poter condividere il lavoro con altri. Il programma sportivo continua inoltre ad accompagnarsi all’impegno per rendere la vela più accessibile, sviluppato dal team anche attraverso incontri e attività con la comunità locale di Saint-Malo.

Nei Class40, la categoria più numerosa con 49 iscritti, Luca Rosetti arriva dopo la vittoria nella Mini Transat 2023 tra i 6.50 di serie. La sua “Maccaferri Futura” sviluppa l’esperienza dei Musa40, il progetto italiano che ha accompagnato l’affermazione di Beccaria e sul quale sono confluite anche le indicazioni degli altri skipper che lo hanno utilizzato. Rosetti ha sottolineato proprio questo lavoro condiviso, dal quale sono nate modifiche e affinamenti. Le sue ambizioni sono esplicite: “Sappiamo quanto sarà dura, ma non siamo qui soltanto per partecipare: vogliamo essere competitivi, spingerci al limite e portare fino in Guadalupa tutta l’ambizione di questo progetto italiano”. Alla preparazione sportiva si affianca un programma scientifico con l’Università di Milano-Bicocca: campionamenti ambientali, studio dei materiali e monitoraggio psicofisiologico dei navigatori, con attenzione a sonno, stress e recupero.

Per Fornaro, alla seconda partecipazione su “Influence 2”, Musa40 varato nel 2023, questa traversata potrebbe chiudere una fase della carriera. “Questa sarà la mia seconda Route du Rhum e non vedo l’ora di partire e godermela. Credo che sarà anche la mia ultima lunga regata in solitario: un passaggio verso una nuova fase della mia carriera. Proprio per questo voglio viverla fino in fondo, con un approccio sereno e abbastanza rilassato”. Il riferimento sportivo resta il 21° posto ottenuto nel 2022, al termine di una traversata segnata da diversi problemi, e l’obiettivo dichiarato in conferenza è migliorarlo. L’esperienza gli suggerisce però di affrontare la regata senza farsi condizionare dal risultato: “Farò del mio meglio, ma senza la pressione di dover vincere o spingere a tutti i costi. Voglio navigare sciolto, disinvolto e felice. Ho una bella barca e un team che ha lavorato benissimo per prepararla: parto con fiducia e con la sensazione che tutto sia pronto per questa avventura”.

Per Sericano e Guerra, entrambi all’esordio, il lavoro personale e la passione hanno avuto un peso ancora maggiore nella costruzione della campagna. Sericano sarà al timone di “Lucente”: il genovese si è occupato direttamente della preparazione e della ricerca dei finanziamenti, cercando di ricavare anche il tempo necessario per allenarsi, senza una squadra a terra strutturata come quella dei maggiori progetti professionistici. “È molto emozionante per me essere alla partenza della mia prima Route du Rhum portando una campagna fatta prima di tutto di amici. Il nostro progetto è forse la dimostrazione che si può arrivare a grandi obiettivi anche attraverso il supporto reciproco e la forza dei rapporti umani”. Presidente della Classe Mini italiana, Sericano conosce bene il valore di questa disponibilità e la necessità di trasmettere l’esperienza a chi comincia. In conferenza l’ha sintetizzato con poche parole: “Stiamo costruendo la filiera”. Per lui e per chi lo ha aiutato, arrivare a Saint-Malo significa aver già superato una parte importante delle difficoltà, prima ancora di affrontare l’Atlantico.

Guerra porta invece in mare una barca alla quale ha dedicato due anni e mezzo di costruzione. Barese, da anni in Francia, ha trasferito nel Class40 “Imagin’Act Socomec” l’esperienza maturata nel settore nautico, seguendone direttamente lo sviluppo e la realizzazione con il supporto di un piccolo gruppo di collaboratori. Le linee d’acqua sono state affidate a uno studio di progettazione, mentre molte soluzioni di bordo derivano dal suo lavoro e dal confronto con i partner tecnici. Tra queste figurano il controllo degli impianti elettrici e la gestione automatizzata dei ballast, sviluppata anche con il contributo dell’INSA di Strasburgo. Una wild card gli ha aperto l’accesso all’edizione 2026, anticipando un obiettivo che immaginava più lontano; è rimasto necessario completare la qualificazione in mare. “È l’inizio di un viaggio tutto da scoprire, in cui dovrò imparare a conoscere fino in fondo la barca che ho ideato e realizzato, trovare i nostri limiti e, soprattutto, superarli. Non parto soltanto per attraversare l’Atlantico, ma per mettermi alla prova, affrontare l’imprevisto e vivere fino in fondo la libertà del mare”. Il progetto sostiene inoltre, attraverso Imagin’Act, iniziative rivolte a giovani provenienti da contesti sociali svantaggiati.

La conferenza ha offerto anche l’occasione per interrogarsi sulla continuità di questa presenza italiana. Pur riconoscendo i progressi, Beccaria ha invitato a guardare oltre i risultati dei professionisti già affermati, esprimendo preoccupazione per il ricambio nella Mini Transat e per la difficoltà di costruire un percorso verso le classi maggiori. Il punto riguarda le barche disponibili, le regate e le opportunità che consentono a un giovane di immaginare la navigazione oceanica come un mestiere. L’esperienza italiana ha prodotto skipper competitivi, progettisti, cantieri e tecnici riconosciuti, ma continua a dipendere in misura rilevante dall’iniziativa delle singole persone. La collaborazione raccontata dai sei navigatori è una risorsa concreta sulla quale costruire.

Intanto, a Saint-Malo, la partenza comincia già con il passaggio attraverso le chiuse. Gli Ultim lasceranno i bacini venerdì 30 ottobre; per gli IMOCA l’uscita è prevista sabato, mentre i Class40 passeranno domenica mattina. Le barche uscite in anticipo attenderanno nelle aree predisposte fuori dal porto, con la possibilità per gli skipper di trascorrere a terra l’ultima notte. Domenica il segnale sarà unico per tutti i 115 concorrenti, ma la linea sarà suddivisa in settori riservati alle diverse classi, delimitati da boe, con una nave militare francese al centro dello schieramento. Quattro minuti prima del via ogni skipper dovrà rimanere da solo a bordo. Per tutti e sei gli italiani, impegnati su monoscafi, sarà inoltre vietato il routage da terra: l’interpretazione della meteorologia e le scelte di rotta rimarranno responsabilità del navigatore.

Le previsioni disponibili alla vigilia indicano per la partenza condizioni favorevoli, con vento da Nord-Est e mare poco mosso, sotto l’influenza di un’area anticiclonica. Un quadro da aggiornare con gli ultimi bollettini, che per ora prospetta un’uscita da Saint-Malo meno severa di altre edizioni. La diretta della partenza e la cartografia per seguire le posizioni saranno disponibili sul sito ufficiale della regata, www.routedurhum.com. Dalle 13:02 di domenica, il lavoro di mesi lascerà spazio alle decisioni dei sei skipper, ciascuno solo sulla propria barca.

Giuliano Luzzatto

©PressMare - riproduzione riservata

advertising
PREVIOS POST
Evo Yachts “fa 40” e non smette di innovare