Ganga Bruni racconta la Barcolana da bordo di una barca sorprendente
Portare alla Barcolana un equipaggio del Sud Italia era un’idea che avevo da tempo, possibilmente con l’ambizione di provare un giorno a vincerla. Sapevamo bene che con un 62 piedi il successo assoluto sarebbe stato quasi impossibile, ma questa avventura con Manticore-Edilimpianti Trieste ci ha regalato una soddisfazione enorme: quinti assoluti e primi nella nostra categoria, dopo essere rimasti quarti per gran parte della regata. Alla vigilia immaginavamo un piazzamento intorno all’ottavo posto; ritrovarci davanti a barche molto più grandi, riuscendo a restarci quasi fino alla fine, è stato bellissimo. E poi c’è tutto quello che rende speciale la Barcolana: tantissime persone, una città che fa festa, un entusiasmo che ti accompagna in acqua e a terra.
Il progetto è nato in poco tempo, circa due mesi prima della regata, grazie al sostegno di Edil Group, che ci ha permesso di dare concretezza a quell’idea. Manticore, il Judel/Vrolijk 62 dell’armatore Franz Baruffaldi, fa base a Gaeta: soltanto per portarla a Trieste abbiamo dovuto affrontare un trasferimento di oltre mille miglia. Siamo arrivati con il guidone del Club Canottieri Roggero di Lauria e con la voglia di fare bene, mettendo insieme il giovane equipaggio della barca e un gruppo di velisti di esperienza. A dare forma all’operazione ha contribuito Alessandro Riggio, coordinatore del team e promotore del coinvolgimento dello sponsor.
Dal punto di vista tecnico, la nostra regata si è costruita soprattutto sulla partenza. Abbiamo scelto la parte bassa della linea perché offriva due vantaggi: era geometricamente più vicina alla prima boa e ci permetteva di raggiungerla con un angolo al vento di circa 105 gradi, ideale per il nostro Code Zero. Ci siamo avvicinati con randa e fiocco, tenendo il Code Zero avvolto; a circa cinque secondi dal via abbiamo poggiato, attraversato la linea e aperto la vela. Manticore ha accelerato molto bene e da quel momento siamo riusciti a esprimere subito la nostra velocità. Ho timonato io in partenza e per circa metà del primo lato, poi al timone è andato Franz. Alla prima boa eravamo quarti: una posizione che andava già oltre le nostre aspettative.
Dal pozzetto di Manticore abbiamo avuto anche un punto di osservazione privilegiato sulla regata dei più grandi. Nel primo lato Arca SGR ci ha superato di potenza, passando sopravvento: la differenza con un 100 piedi a un certo punto si fa sentire, ma avergli tenuto testa con il nostro 62 piedi, anche soltanto per un tratto, ha dato una soddisfazione enorme a tutto l’equipaggio, soprattutto ai ragazzi. Eravamo partiti pensando a un ottavo posto e ci trovavamo lì, a confrontarci direttamente con i protagonisti della regata.
Credo che nella scelta del punto di partenza ci sia la chiave principale della vittoria di Arca. Eravamo abbastanza vicini e, dal nostro punto di osservazione, il vantaggio era evidente: partendo più in basso si percorreva meno strada verso boa uno e si navigava con un angolo più stretto, favorevole all’impiego del Code Zero. Le barche che avevano scelto una posizione più alta sulla linea si sono trovate invece a dover scendere verso la boa con un angolo più aperto, facendo più fatica a sviluppare velocità. Noi riuscivamo così ad avanzare più rapidamente da sottovento. Arca ha sfruttato molto bene quella geometria, aggiungendo poi tutto il suo potenziale, e alla prima boa era già al comando.

Davanti a noi, intanto, si sviluppava un bel confronto tra Prosecco DOC e Marta07. Prosecco DOC ha fatto un’ottima regata: mentre Arca allungava, ha dovuto difendere il secondo posto da una Marta07 che continuava a tenerla sotto pressione. Li seguivamo dalla quarta posizione, naturalmente concentrati anche sulla nostra regata, e quel duello ci ha accompagnato per buona parte del percorso. Prosecco DOC è rimasto in costante copertura fino alla terza boa; poi, nel tratto da Miramare verso Barcola, Marta07 ha splittato cercando aria libera dai rifiuti, ma Prosecco DOC ha allungato virando sui buoni di vento e consolidando il secondo posto. Per noi, con una barca più piccola, essere ancora lì alle loro spalle era già motivo di grande soddisfazione.
Per quanto ci riguarda, una volta conquistato il quarto posto ho cercato soprattutto di mantenere la regata il più semplice possibile. Non abbiamo commesso errori e siamo riusciti a conservare quella posizione fino alla terza boa. Il sorpasso di Big Sky è arrivato nel tratto successivo, verso boa quattro, quando il vento era un po’ calato. Il Volvo Ocean 65 utilizzava una grande vela avvolgibile da vento leggero, con una sovrapposizione che si estendeva molto verso poppa: riusciva a risalire con quella vela e in quelle condizioni era nettamente più veloce di noi. Abbiamo dovuto cedergli il passo, ma siamo riusciti a tenere dietro Fiamme Gialle Nice, che era molto vicina, portando a casa un quinto posto del quale siamo davvero contentissimi.
Una delle soddisfazioni più grandi è arrivata dall’equipaggio. Avevo chiesto a persone di esperienza come Massimo “Centurione” Galli e Manuel Modena di unirsi ai ragazzi di Manticore; con noi c’erano anche Stefano Pelizza e Andrea Fornaro. Volevo che questo incontro funzionasse, che l’esperienza di chi ha tante regate alle spalle aiutasse i più giovani a esprimersi, e i ragazzi si sono comportati benissimo. Il risultato appartiene a tutti loro. Abbiamo trovato anche più vento di quanto ci aspettassimo e ci siamo divertiti molto su una barca reattiva, sulla quale stiamo ancora lavorando per ottimizzare le prestazioni. È stata la mia quinta Barcolana, dopo aver partecipato anche con le Fiamme Gialle, e ogni volta questa regata riesce a regalarmi qualcosa di diverso.
A terra abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria. Edil Group aveva allestito una grande hospitality, ci ha fatto sentire a casa e abbiamo avvertito un tifo sincero per noi. Il progetto coinvolgeva anche Grillo Parlante, il Southern Wind 100 che offriva agli ospiti dello sponsor una barca più comoda, mentre a noi spettava la parte più corsaiola. Ci tenevo particolarmente a ottenere un buon risultato anche per restituire qualcosa a chi aveva creduto in questa avventura: vedere tanta partecipazione e poterla ricambiare con una prestazione del genere ha reso tutto ancora più bello.
Adesso il prossimo appuntamento sarà la Rolex Middle Sea Race, a bordo di Cippa Lippa. Porterò con me l’entusiasmo di questa Barcolana, per il risultato ma soprattutto per come lo abbiamo costruito e vissuto insieme.
Ganga Bruni
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