Marina Stella, Direttore Generale di Confindustria Nautica
Salone Nautico, Marina Stella: È tornato a essere uno strumento di business per tutta la filiera
GENOVA – Oltre 138mila visitatori sono un buon risultato per una fiera, ma non è detto che lo siano per chi vi espone. Per Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova va misurato altrove: nella sua capacità di trasformare i contatti in affari. È su questo terreno che l'edizione appena chiusa ha dato le indicazioni più interessanti, soprattutto da quei comparti, piccola e media nautica, che negli ultimi tempi si erano mostrati più deboli sul mercato.
I numeri, del resto, ci sono tutti: 138.273 presenze (+11,3% sulla precedente edizione), oltre 1.000 imbarcazioni, aziende da 45 Paesi, 215 novità, più di 4.600 prove in mare. A cui si aggiunge l'incoming raddoppiato di buyer e giornalisti da 35 Paesi, con 580 appuntamenti B2B in due giorni. Sono la base da cui parte il bilancio con PressMare, che guarda poi al 2026-2027 e ai nodi emersi con la crescita, dagli accessi alla banchina dei superyacht.
PressMare - Qual era l'obiettivo che vi eravate posti per questa 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova e, a manifestazione conclusa, ritenete di averlo raggiunto?
Marina Stella - L'obiettivo era rappresentare l'intera filiera e tutti i settori merceologici di Confindustria Nautica: rafforzare le iniziative per la piccola e media nautica e la componentistica, senza rinunciare ad aprire nuovi spazi alla grande nautica, cioè alle unità sopra i 24 metri. In questo segmento l'Italia è leader, ma è una leadership da mantenere e consolidare. I riscontri del nostro Consiglio generale, che rappresenta tutti i comparti presenti sia nell'associazione sia al Salone, sono stati ampiamente positivi: sul piano delle relazioni commerciali, del consolidamento di rapporti avviati in altri saloni e anche delle vendite. Alcuni clienti che avevano visitato le imbarcazioni in altre manifestazioni hanno concretizzato qui a Genova. Il Salone è stato inoltre un'occasione per costruire collaborazioni future fra aziende, professionisti e in tutti coloro che compongono la nostra filiera.
PM - Uno degli obiettivi dichiarati era riportare maggiormente al centro del Salone proprio la componentistica. Quale risposta avete avuto da questi comparti?
MS - Decisamente buona. È stato particolarmente apprezzato il raddoppio degli investimenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme all'Agenzia ICE, per portare al Salone buyer internazionali molto profilati. Un'attività importante soprattutto per le aziende che negli ultimi anni si erano sentite un po' a rimorchio della cantieristica e non sempre trovavano nella manifestazione risposte all'altezza del passato. Abbiamo rafforzato i Tech Trade Days e il B2B, arrivando a 580 incontri in due giorni, e proprio da chi era stato più tiepido nel valutare i risultati del Salone sono arrivati stavolta riscontri molto favorevoli.
PM - Quindi il Salone è tornato a essere soprattutto uno strumento di business per l'industria?
MS - Era esattamente uno degli obiettivi: volevamo che tornasse a essere pienamente il Salone dell'industria, una tappa di quel percorso commerciale che accompagna le aziende fino all'autunno e contribuisce a ricostituire il portafoglio ordini. Alla fine un espositore deve poter dire: "Il Salone Nautico mi è servito per fare business". Da questo punto di vista, ci siamo.
PM - Oltre al business, uno dei temi delle scorse edizioni riguardava i servizi e la fruibilità del quartiere fieristico. Avete registrato miglioramenti?
MS - Sì, e lo hanno riconosciuto anche gli espositori. I servizi erano uno dei punti su cui dovevamo intervenire: l'apertura del centro commerciale nella struttura di quello che un tempo era il Palasport di Genova, per esempio, ha decongestionato ristorazione e servizi igienici, e anche la viabilità interna è stata più fluida nonostante la maggiore affluenza. Nel complesso il format ha dato risultati superiori alle aspettative e in linea con gli obiettivi che ci eravamo posti.
PM - Che fotografia del mercato nautico restituisce questa edizione del Salone?
MS - Il 30 settembre avevamo presentato dati che indicavano già prospettive migliori per il 2026 e il 2027, e l'indagine realizzata con Deloitte nei mesi precedenti aveva rilevato segnali incoraggianti, anche a livello mondiale, rispetto al 2025. Il Salone ha confermato e, direi, rafforzato questo quadro: gli espositori ci avevano già fornito valutazioni positive sul 2026-2027 e dopo i giorni di Genova quelle aspettative si sono consolidate. Per il 2026 ci aspettiamo quindi prospettive migliori di quelle emerse dai dati del 2025.
PM - È una percezione che riguarda tutta la filiera oppure esistono ancora forti differenze tra i diversi segmenti?
MS - Riguarda tutti i settori: piccola, media e grande nautica. Anche gli espositori sopra i 24-30 metri, che avevano già segnalato una stabilizzazione, mostrano oggi maggiore fiducia, anche rispetto all'apertura di nuovi mercati. La piccola e media nautica ha lavorato bene durante il Salone e gli operatori sono molto più ottimisti di come avevano affrontato l'inizio della stagione autunnale.
PM - E dalla vela, comparto che ha attraversato una fase più difficile, quali segnali sono arrivati?
MS - Sul Salone la valutazione è positiva anche per la vela. È presto, invece, per trasformare questa percezione in una previsione sull'andamento del business. Posso però dire che la manifestazione è stata utile anche a questo comparto, a sostegno dell'attività commerciale.
PM - Avete già un dato sulla presenza di visitatori internazionali?
MS - Non ancora: i dati definitivi arriveranno nei prossimi giorni. I primi riscontri indicano però una buona componente internazionale, e anche dal confronto con alcuni dei principali cantieri emerge la percezione di una maggiore presenza di clientela estera. Prima di fornire numeri preferiamo attendere i dati consolidati.
PM - Il Waterfront di Levante è ancora in trasformazione. Quando vedremo il Salone nella sua configurazione definitiva?
MS - Le indicazioni ricevute portano al 2028 per il completamento delle opere, nel cui percorso dovrebbero rientrare il Centro del Mare e l'albergo. Per il Salone 2027 il Waterfront non sarà finito: l'orizzonte realistico è l'edizione 2028. Solo allora sarà completo anche il "biglietto da visita" esterno della manifestazione, che oggi ha ancora, oggettivamente, l'aspetto di un cantiere. All'interno la qualità è già molto diversa e rispetto allo scorso anno i miglioramenti sono evidenti, ma resta del lavoro da fare.
PM - State già pensando a modifiche per gli accessi alla prossima edizione?
MS - Sì. L'ingresso di Levante dovrà trovare una sua definizione anche dal punto di vista degli accessi. Quest'anno abbiamo sperimentato percorsi differenziati e una diversa organizzazione dei tornelli; per la prossima edizione vorremmo tornare a un grande hub principale di accoglienza, eventualmente affiancato da hub secondari, in una posizione ben identificabile e con flussi più funzionali.
PM - Una delle novità è stata la maggiore presenza della grande nautica. La banchina dei superyacht, però, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza è sembrata molto congestionata. È un aspetto sul quale state già lavorando?
MS - Assolutamente sì, abbiamo già fatto alcune valutazioni. Quando i visitatori erano meno, la configurazione della banchina poteva bastare; oggi, con molto più pubblico, gli spazi risultano stretti. Dobbiamo creare un'area più riservata e ripensare alcuni elementi: allestimenti, pavimentazioni e organizzazione dei servizi dovranno avere funzionalità, qualità e accoglienza diversi, più esclusivi e pensati per questo segmento. Gli espositori sono soddisfatti del ritorno al Salone, ma dobbiamo rendere più semplice anche il flusso dei loro clienti. È uno dei temi su cui lavoreranno i comitati di cui ha parlato il presidente Formenti nella coonferenza stampa.
PM - Insomma, siete soddisfatti del risultato complessivo?
MS - Sì. Vogliamo essere orgogliosi, non presuntuosi. I risultati sono stati molto positivi, soprattutto considerando il punto di partenza: un mercato che negli ultimi tempi aveva mostrato velocità diverse tra i segmenti e alcuni segnali di stabilizzazione. Per noi, però, resta essenziale il business: un Salone può essere bello e molto frequentato, ma deve prima di tutto servire alle aziende che vi partecipano.
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