Marzio Perrelli, CEO di America’s Cup Partnership, al Salone Nautico di Genova

Marzio Perrelli, CEO di America’s Cup Partnership, al Salone Nautico di Genova

America's Cup, il punto di Perrelli al Salone Nautico dopo le preliminari di Napoli

Sport

04/10/2026 - 16:16

Il Salone Nautico di Genova ha offerto l’occasione per tornare a parlare di America’s Cup con Marzio Perrelli, a pochi giorni dalle regate preliminari di Napoli. Un nuovo confronto con i giornalisti, questa volta con il riscontro di un lungomare affollato e di una partecipazione che il successo di Luna Rossa ha certamente contribuito ad alimentare. "Questo era solo l’antipasto", ha ribadito il CEO di America’s Cup Partnership, affiancato da Mario Pozzi, capo della segreteria tecnica del Ministero per lo Sport e i Giovani, e Marco Monsurrò, vicepresidente di Confindustria Nautica con delega all'America's Cup. Dalle regate il discorso si è allargato al coinvolgimento delle imprese, ai lavori di Bagnoli e agli investimenti che accompagneranno Napoli verso il 2027, tornando anche sul rapporto fra la nuova organizzazione e le regole della Coppa. Le oltre 250mila presenze, insieme a risultati televisivi che il manager ha indicato superiori alla media del periodo, costituiscono un punto di partenza incoraggiante. L’anno prossimo, però, le dimensioni saranno diverse: "Un evento della durata di tre mesi, con al suo interno anche la Women e la Youth America's Cup", con il tempo per far crescere l’attenzione e avvicinare alla vela anche chi ha cominciato a seguirla vedendo gli AC40 volare davanti a Castel dell’Ovo.

Perrelli ha raccontato questi primi mesi alla guida della AC Partnership come un’esperienza nella quale ritrova molto del suo percorso fra finanza e media sportivi. La particolarità è lavorare per una competizione dalla storia ultracentenaria attraverso una struttura appena nata: "Una startup", con sette azionisti da conoscere, esigenze da conciliare e un’organizzazione da costruire. Cagliari e Napoli hanno fornito i primi riscontri positivi, anche da parte dei team, mentre il Golfo ha mostrato il vantaggio di poter portare le regate vicino al pubblico. Il programma prevede il ritorno alle competizioni il 22 maggio 2027, con due giornate di regate di flotta sugli AC75 con tutti i sette team. Nella stagione troveranno spazio anche la Youth e la Women’s America’s Cup, che il manager considera parte integrante dell’offerta sportiva e della capacità della manifestazione di coinvolgere nuovi protagonisti. Prima di allora, l’arrivo dei team a Bagnoli, i vari degli AC75 e gli allenamenti daranno continuità alla presenza della Coppa a Napoli, anche se non è previsto un calendario di ulteriori regate per i prossimi mesi.

Da sinistra: Marzio Perrelli, Mario Pozzi e Marco Monsurrò

Sul futuro dell’America’s Cup, il confronto con la stampa ha ripreso il punto già emerso a Napoli: quanto sia possibile garantire continuità in una competizione nella quale il Defender conserva le prerogative sull’edizione successiva, assiema al Challenger of Record. Perrelli non vede una contraddizione fra queste e il compito della Partnership, nata per sostenere lo sviluppo organizzativo e commerciale della Coppa. "Le regole sono quelle del Deed of Gift e noi siamo qui per rispettarle e per proteggerle" ha spiegato. Resta quindi la distinzione fra una struttura che vuole consentire di programmare meglio e le decisioni che spettano ai soggetti responsabili di ciascun ciclo. In questo quadro si colloca anche il possibile interesse dei fondi d’investimento: per Perrelli, tecnologia e componente umana rendono la vela di Coppa un prodotto sportivo dalle grandi potenzialità, ma eventuali scelte sull’azionariato competono agli azionisti. Il paragone con la Formula 1 è tornato nel confronto, così come l’ipotesi che i team possano diventare attività da acquistare e valorizzare. Su questo il manager non ha indicato un modello da perseguire: le proprietà hanno approcci differenti e la sua priorità è far crescere l’evento, costruire rapporti duraturi con le sedi ospitanti e sviluppare un’organizzazione capace di lavorare su scala internazionale.

Pozzi ha riportato l’attenzione su un effetto delle Preliminary races che merita di essere seguito oltre il successo del fine settimana: la Federvela ha rilevato in Campania un aumento dei tesserati nella sola settimana delle regate, con la maggior parte delle nuove adesioni fra i ragazzi sotto i 14 anni. Per il rappresentante del governo è una delle ragioni per investire nei grandi eventi, dai quali ci si attende anche un aumento della pratica sportiva e benefici per il tessuto sociale. La riqualificazione di Bagnoli è l’eredità più evidente dell’America’s Cup, ma avvicinare nuovi giovani alla vela è un altro risultato sul quale valutare l’operazione. Monsurrò ha aggiunto il punto di vista di chi a Napoli vive e lavora, raccontando di aver visto crescere il Race Village durante il suo jogging mattutino e ricordando la capacità della città di farsi trovare pronta all’appuntamento. Alla soddisfazione per l’organizzazione e per la risposta del pubblico ha però affiancato una considerazione sulle imprese: alcune si aspettavano un coinvolgimento maggiore già nelle regate preliminari e hanno avuto la sensazione che le opportunità fossero passate senza riuscire a coglierle. Va invece specificato che le regate appena concluse hanno richiesto un impegno limitato rispetto a quello che comporterà la presenza stabile dei team: il grosso della domanda di beni e servizi deve ancora arrivare. Nell’ambito dell’accordo fra America’s Cup Events e Confindustria Nautica, firmato a Genova lo scorso anno e poi esteso all’Unione Industriali Napoli, il portale degli acquisti ha già raccolto circa 3.000 aziende contro le 750 registrate in Spagna alla conclusione della precedente edizione. Confindustria Nautica ha contribuito ad arricchire le informazioni sui fornitori con dati di bilancio, certificazioni e strumenti di valutazione, per aiutare squadre e organizzazione a orientarsi fra le competenze disponibili. Il portale riguarda le forniture private, mentre gli interventi pubblici seguono le rispettive procedure di affidamento. Monsurrò ha richiamato una stima di circa 690 milioni di euro per gli acquisti di beni e servizi, con ulteriori ricadute nei prossimi due anni. Il trasferimento dei team a Bagnoli, a partire da gennaio, sarà dunque il momento nel quale verificare quanto l’interesse delle aziende italiane, e in particolare di quelle locali, riuscirà a tradursi in commesse.

Anche la valutazione dell’impatto complessivo dell’America’s Cup è stata rivista. Pozzi ha ricordato una stima di circa 1 miliardo e 200 milioni di euro nel dossier di candidatura, successivamente aggiornata fino a circa 1,4 B€. Per misurare le ricadute si sta lavorando a un protocollo con Regione Campania, Comune di Napoli e Università Federico II, così da accompagnare l’evento con una valutazione condivisa. Su un piano diverso, quello commerciale, Perrelli ha riferito di un interesse cresciuto dopo le regate preliminari da parte di aziende intenzionate ad avvicinarsi alla Coppa come sponsor o partner. Il manager ritiene che Napoli 2027 abbia le potenzialità per collocarsi fra i maggiori appuntamenti sportivi internazionali: il pubblico visto sul lungomare ha reso più concreta questa prospettiva anche agli occhi di chi potrebbe investirvi.

Il passaggio più immediato resta il completamento delle infrastrutture di Bagnoli e l’arrivo dei team, con i francesi che si sono appena installati. Pozzi ha chiarito che la consegna delle piattaforme di competenza pubblica e la costruzione degli hangar sono due fasi distinte: questi ultimi sono a carico delle squadre, che procedono secondo i propri programmi, coordinandosi con la struttura commissariale. Nel confronto sugli investimenti sono stati indicati circa 1,2 miliardi di euro per il programma complessivo di Bagnoli di cui circa 450 milioni per gli interventi di riqualificazione indicati da Pozzi cui si aggiungono 80 milioni per l’organizzazione vera e propria dell'America's Cup. Pozzi ha inoltre riferito che il governo ha consentito al Comune di liberare risorse per circa 30 milioni in tre anni, da destinare alle opere complementari. Sono importi riferiti a interventi e periodi diversi, la cui distinzione è necessaria per comprendere quanto venga destinato all’evento e quanto alla riqualificazione dell’area.

Fra le opere che dovranno servire sia la Coppa sia la città, i collegamenti con Bagnoli avranno un ruolo decisivo. Pozzi ha parlato di ulteriori 15 milioni di euro per il collegamento ferroviario, in aggiunta alle risorse già stanziate, con l’obiettivo di renderlo operativo entro il 2027. La prospettiva descritta sarebbe di poter arrivare a Bagnoli in quindici minuti dalla stazione di Napoli Centrale, rendendo accessibile un’area destinata a ospitare anche il pubblico, oltre alle basi. L’entità degli interventi porta a ragionare sulla possibilità di una successiva edizione: il Governo, ha confermato Pozzi, è interessato a discuterne nel rispetto delle regole dell'America's Cup e delle decisioni che seguiranno il risultato sportivo. Infine, Marzio Perrelli ha concluso sottolineando il valore del dialogo costante fra i sette team azionisti della AC Partnership, anche quando un accordo è meno semplice da trovare.

Giuliano Luzzatto

 

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