ISA GTO 70, lo yacht sportivo secondo Carlo Galeazzi

ISA GTO 70, lo yacht sportivo secondo Carlo Galeazzi

ISA GTO 70, lo yacht sportivo secondo Carlo Galeazzi

Barca a motore

29/09/2026 - 13:07

Al Cannes Yachting Festival 2026 PressMare è salito a bordo del nuovo ISA GTO 70 insieme a Carlo Galeazzi, designer che ha contribuito all’affermazione dello yacht design italiano sui mercati internazionali. Un 22 metri da 50 nodi nel quale profilo basso, leggerezza, propulsione Arneson e continuità degli spazi definiscono una precisa interpretazione dello yacht sportivo contemporaneo.

Per comprendere l’ISA GTO 70 vale la pena partire da chi lo ha disegnato. Carlo Galeazzi è uno degli yacht designer che hanno contribuito a caratterizzare il successo internazionale del Made in Italy nella nautica, firmando nel corso della propria carriera numerose imbarcazioni per alcuni dei più prestigiosi cantieri italiani e internazionali, e maturando una particolare esperienza anche nel campo degli yacht sportivi. Nel suo percorso professionale rientra la lunga collaborazione con Cantieri di Baia, per il quale ha lavorato su diversi modelli dalla marcata connotazione sportiva. Un’esperienza che fa parte del patrimonio progettuale con cui Galeazzi si è avvicinato al nuovo GTO 70, senza che la barca cerchi di riproporre forme o modelli del passato.

Visitandolo insieme al designer al Cannes Yachting Festival emerge infatti un progetto dotato di una propria identità, costruito intorno a proporzioni volutamente sportive. Lungo 22 metri, il GTO 70 è caratterizzato innanzitutto dall’accentuato cavallino rovescio, che imprime dinamismo alla linea laterale e contribuisce a dare personalità a un profilo difficilmente confondibile. Altrettanto caratterizzante è l’hard top, integrato visivamente con il parabrezza e modellato attraverso nervature che ne scolpiscono la superficie, formando all’estremità poppiera della copertura una presa NACA con tanto di alettone. Elementi stilistici che dichiarano la vocazione prestazionale della barca senza risultare separati dall’architettura complessiva.

A poppa la scelta progettuale è altrettanto evidente. Non ci sono porte o vetrate a separare il pozzetto dalla parte più interna del main deck: Galeazzi Design ha preferito lasciare completamente aperto il collegamento longitudinale, creando un ambiente continuo e accentuando il rapporto tra interno ed esterno. È lo stesso Galeazzi, durante la visita con PressMare, a ricondurre questa soluzione alla natura del progetto, spiegando che la scelta di non avere una porta a poppa consente di ottenere uno spazio unico, “più da barca sportiva”.

Il GTO 70 nasce del resto come luxury speed yacht e la ricerca delle prestazioni ha influenzato non soltanto la piattaforma tecnica ma anche l’architettura generale. La costruzione fa ampio ricorso alla fibra di carbonio nello scafo e nella sovrastruttura per contenere il peso, mentre la carena planante è stata sviluppata dal team di ingegneria navale di ISA Yachts attraverso studi di fluidodinamica computazionale, CFD, finalizzati all’ottimizzazione di stabilità, efficienza e controllo alle alte velocità.

La propulsione è affidata a due MAN V12 da 1.650 CV, per complessivi 3.300 CV, abbinati a un sistema propulsivo Arneson con eliche di superficie. La velocità massima dichiarata è di 50 nodi. Numeri che collocano immediatamente il GTO 70 nel territorio degli high performance yacht, ma che raccontano soltanto una parte del progetto: visitando la barca con Galeazzi diventa evidente quanto la ricerca della prestazione abbia condizionato proporzioni, distribuzione dei volumi e numerosi dettagli apparentemente secondari.

Uno degli obiettivi sui quali il designer non ha voluto transigere è stato infatti mantenere basso il profilo dello yacht. “La barca doveva essere molto bassa”, spiega Galeazzi, ricordando come questo fosse uno dei punti che non si volevano perdere durante lo sviluppo. La scelta ha avuto conseguenze dirette anche sul layout sottocoperta: collocare la cabina armatoriale a centro barca avrebbe richiesto di innalzare il pozzetto e, di conseguenza, l’intera costruzione. La suite dell’armatore è stata quindi posizionata a prua, invertendo sostanzialmente la disposizione oggi più frequente tra armatoriale e VIP.

Il risultato è un layout meno convenzionale ma coerente con la natura della barca. La cabina armatoriale beneficia di ampie superfici vetrate, diversi volumi destinati allo stivaggio e televisore da 50 pollici. La VIP sfrutta invece il baglio disponibile a centro barca: soltanto il passaggio verso il letto interessa una zona con altezza ridotta, mentre armadi, bagno e altre funzioni rimangono utilizzabili a tutta altezza. Tutti i bagni delle cabine dispongono inoltre di doccia separata.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’equipaggio. Galeazzi spiega di aver voluto adottare una soluzione concettualmente più vicina a quella di uno yacht di maggiori dimensioni: l’area crew dispone di due posti letto e di un proprio bagno ed è collegata alla cucina, mentre un’ulteriore possibilità di accesso è ricavata attraverso una botola sotto il divano. Anche le finiture sono state mantenute in continuità con quelle delle aree ospiti, evitando di considerare gli spazi destinati all’equipaggio come un elemento residuale del progetto.

Sul ponte principale la configurazione scelta per il primo esemplare prevede un bar che affianca la cucina collocata al livello inferiore, ma il progetto consente differenti interpretazioni dell’area. Tra le alternative illustrate da Galeazzi ci sono una soluzione senza bar, con un divano più ampio e simmetrico, e altre combinazioni degli arredi. Anche le funzioni della cucina possono essere parzialmente trasferite all’esterno, prevedendo per esempio un piano cottura. La possibilità di intervenire sulla disposizione permette quindi di personalizzare la zona giorno senza modificare l’impostazione fondamentale del GTO 70.

Anche la gestione dell’aria a bordo è stata affrontata tenendo conto delle caratteristiche di una barca veloce e prevalentemente destinata alla navigazione nelle stagioni più calde. Oltre all’impianto di climatizzazione, il GTO 70 dispone di un ingresso centrale per l’aria naturale proveniente da prua, dotato di un sistema di chiusura per impedire eventuali ingressi d’acqua. A 50 nodi, osserva Galeazzi, la pressione dinamica permette di ottenere un consistente flusso d’aria senza ricorrere necessariamente alla ventilazione forzata. Le aperture laterali sono state inoltre sviluppate con finestrature a filo, cercando di integrare e nascondere quanto più possibile i relativi binari.

Proprio parlando di ventilazione, durante la visita PressMare ha chiesto al designer se l’aumento delle temperature e il progressivo allungamento della stagione nautica possano modificare il modo di progettare le barche. Per Galeazzi la risposta è affermativa. Una considerazione che, al di là del GTO 70, introduce un tema destinato ad assumere maggiore peso nella progettazione degli yacht: trovare un nuovo equilibrio tra protezione solare, ventilazione naturale, climatizzazione e possibilità di vivere gli spazi esterni anche nelle giornate più calde.

Il lavoro svolto insieme all’ingegneria emerge anche osservando elementi meno appariscenti. È il caso dei montanti delle vetrate, la cui sezione è stata studiata per ridurne l’ingombro percepito dall’interno mantenendo all’esterno le dimensioni necessarie per le esigenze strutturali e per l’incollaggio dei vetri. Galeazzi sottolinea come questo tipo di soluzione derivi proprio dal confronto tra designer e ingegneri. La costruzione mediante elementi stampati e controstampati ha inoltre permesso di integrare maggiormente queste strutture nel disegno degli interni, evitando i più tradizionali rivestimenti aggiuntivi.

La stessa attenzione si ritrova a poppa. Gli sportelli dedicati ai servizi sono stati organizzati distribuendo in maniera razionale imbarco acqua, doccette e collegamento elettrico, mentre il punto di rifornimento del gasolio è stato spostato lateralmente per facilitarne l’utilizzo. Un sistema di plancia poppiera “transformer” permette di movimentare e mettere in acqua un jet ski o il tender. Sotto il prendisole non è stato invece realizzato un garage tradizionale: lo spazio è destinato allo stivaggio dei water toys, con alloggiamenti anche per i Seabob.

Sull’esemplare presentato a Cannes un ulteriore elemento cattura inevitabilmente l’attenzione: l’elicottero collocato a prua. Dalla conversazione con Galeazzi emerge che non si tratta di una trovata aggiunta a progetto concluso. L’idea era presente prima ancora che la barca prendesse forma sulla carta e, una volta avanzato lo sviluppo, la presenza dell’elicottero ha richiesto specifici rinforzi delle strutture.

Il primo ISA GTO 70 è stato venduto con l’intermediazione del dealer francese Ocean Drive che fa capo a Renaud Canivet.

©PressMare - riproduzione riservata

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