Bellini Nautica, ricavi quasi raddoppiati nel primo semestre 2026: cresce Bellini Yacht, cresce il debito
Bellini Nautica accelera nel primo semestre 2026 e la relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione il 29 settembre racconta soprattutto un cambio di modello: da una prevalenza di servizi a un focus sul prodotto, con la costruzione di yacht a marchio Bellini Yacht che pesa sempre di più accanto a trading di imbarcazioni, Vintage Riva e servizi nautici. I ricavi delle vendite salgono a 23,69 milioni di euro, contro i 12,13 milioni del primo semestre 2025 (+95,3%). Circa 5 milioni dell'incremento arrivano direttamente da Bellini Yacht, i cui ricavi passano da 3,2 a 8,2 milioni; il resto deriva dalle altre attività del Gruppo. Il valore della produzione, che oltre ai ricavi comprende le altre componenti generate dall'attività del periodo, cresce dell'87,2%, da 12,68 a 23,74 milioni.
La redditività aumenta in valore assoluto, ma i margini si assottigliano. L'EBITDA, cioè il risultato della gestione caratteristica prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni, passa da 1,37 a 2,01 milioni (+46,4%), mentre la sua incidenza sul valore della produzione scende dal 10,8 all'8,5%: l'attività genera più margine complessivo, ma meno per ogni euro prodotto. Secondo la società pesano la maggiore incidenza di materie prime e merci (dal 68,8 al 74,5% del valore della produzione), il mix delle vendite, 390 mila euro di componenti non ricorrenti e l'aumento dei costi fissi legato alla produzione a marchio proprio, ritenuto necessario per sostenere la crescita. Escludendo le componenti non ricorrenti, l'EBITDA adjusted, ossia il margine operativo depurato dagli elementi che la società considera straordinari, raggiunge 2,41 milioni (+75,1%), con un'incidenza del 10,1%.
L'EBIT, il risultato operativo, sale a circa 1 milione di euro contro i 325 mila del primo semestre 2025, con un margine che passa dal 2,6 al 4,2%. Gli ammortamenti crescono a 669 mila euro anche per gli investimenti in stampi, attrezzature e sviluppo dei nuovi yacht Bellini. Accantonamenti e svalutazioni ammontano a 344 mila euro: 210 mila vanno al fondo rischi per le garanzie sulle imbarcazioni vendute e 130 mila alla svalutazione dei crediti. Dopo oneri finanziari netti per 135 mila euro e imposte per 318 mila, il semestre si chiude con un utile consolidato di 545 mila euro (118 mila un anno prima), di cui 384 mila di pertinenza del Gruppo.
Più articolata la lettura della posizione finanziaria. Al 30 giugno l'indebitamento finanziario netto, cioè in termini semplificati la differenza tra debiti finanziari e risorse disponibili, è di 6,45 milioni di euro, contro i 5,21 di fine 2025. L'aumento dipende soprattutto dai nuovi finanziamenti a medio-lungo termine, 4,7 milioni accesi nel semestre, con cui il Gruppo ha sostenuto circa 2,4 milioni di investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali (l'attivo fisso netto passa da 3,92 a 5,65 milioni). Cresce però anche la liquidità, da 445 mila a circa 2,4 milioni, con l'attività operativa che ha generato cassa per circa 248 mila euro. Il debito finanziario corrente, pari a 3,16 milioni, è costituito prevalentemente da anticipi su fatture e factoring relativi a Bellini Yacht e, secondo la società, dovrebbe ridursi con l'incasso dei saldi alla consegna delle imbarcazioni.
L'indebitamento è anche il principale scostamento rispetto al Piano Industriale 2024-2027, presentato il 26 giugno 2024, che per fine 2026 indicava un valore tra 0,6 e 0,7 milioni. Bellini precisa però che i 6,45 milioni non tengono pienamente conto dei crediti tributari in corso di cessione al sistema bancario, in prevalenza crediti IVA generati dall'attività produttiva di Bellini Yacht: includendoli, l'indebitamento finanziario netto adjusted è di 4,6 milioni. Sul piano economico, invece, la società considera i risultati coerenti con il Piano, che per l'intero 2026 prevede un valore della produzione tra 40,9 e 47,1 milioni e un EBITDA tra 5 e 6,7 milioni, con un margine tra il 12 e il 14%. Alla luce dell'evoluzione della posizione finanziaria, il CdA si riserva di aggiornare le stime del Piano quando saranno disponibili nuovi elementi.
Sul fronte industriale, il semestre ha visto l'ampliamento delle superfici operative di Bellini Yacht, annunciato a febbraio, per aumentare la capacità produttiva a supporto della gamma Astor. Il Gruppo cita come segnale positivo anche la strategia di segmentazione tra nuovo, usato e vintage, che ha portato a una significativa riduzione delle rimanenze di prodotti finiti e merci. In corso d'anno è stato inoltre avviato il programma di acquisto e disposizione di azioni proprie, deliberato dal CdA l'8 maggio: le azioni detenute erano 6.000 al 30 giugno e sono oggi 15.500, pari allo 0,217% del capitale.
Dopo la chiusura del semestre il Gruppo ha rafforzato le risorse finanziarie. Il 29 luglio l'Assemblea straordinaria ha conferito al CdA una delega, valida cinque anni, ad aumentare il capitale fino a 10 milioni di euro, anche con esclusione del diritto di opzione. Il giorno dopo il Consiglio l'ha esercitata in parte, con un aumento da 2,3 milioni riservato a investitori qualificati e istituzionali, destinato al potenziamento della capacità produttiva e all'acquisizione di competenze tecnologiche innovative. Il 18 settembre l'Assemblea di Bellini Yacht ha deliberato un ulteriore aumento fino a 2,76 milioni, offerto in opzione a tutti i soci, per sviluppare la gamma a marchio proprio, valorizzare il brand, espandersi sui mercati internazionali ed entrare in nuovi segmenti.
Su questo fronte si è mossa anche la strategia di prodotto. Al Cannes Yachting Festival, dall'8 al 13 settembre, Bellini Yacht ha portato quella che definisce la lineup più importante della sua storia: i nuovi Astor 38, nelle versioni OTB (Outboard) e PISTA, e Astor 68, affiancati dall'Astor 58, tra i modelli di punta. L'Astor 38 Pista, nato come progetto one-off per un pilota professionista italiano, è stato sviluppato come modello di serie ed è disponibile da settembre. Il 17 settembre è arrivato l'ingresso nei superyacht con Eternal 36, primo modello in acciaio e alluminio per la navigazione oceanica di una nuova gamma che porta nel segmento tra 30 e 50 metri i valori del marchio. A fine agosto, infine, è stata ampliata la rete commerciale internazionale: in Francia con Pascal Villanova Ets, concessionario esclusivo per Saint-Tropez e il Var, e negli Stati Uniti con una presenza diretta in collaborazione con James Carter Yachting.
Chiude il quadro il backlog, il valore degli ordini già acquisiti ma non ancora trasformati in consegne e ricavi: al 29 settembre è di 18 milioni di euro e comprende contratti su imbarcazioni nuove (anche a marchio proprio), usate e Vintage Riva. Il dato, precisa la società, non è sottoposto a revisione contabile. Per i prossimi semestri Bellini Nautica indica tra le priorità l'esecuzione del portafoglio ordini, il miglioramento della marginalità operativa e la generazione di cassa, con l'obiettivo di ridurre i costi fissi, migliorare il margine di contribuzione dei servizi e ottimizzare il processo produttivo. Secondo la società, la posizione finanziaria è stata rafforzata dalle operazioni sul capitale successive alla chiusura del semestre.
Il comunicato stampa integrale di Bellini Nautica SpA è scaricabile dal link in fondo alla pagina.
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