Tashmoo 18: il classic skiff di Martha's Vineyard

Tashmoo 18: il classic skiff di Martha's Vineyard

Tashmoo 18: il classic skiff di Martha's Vineyard torna in acqua con nuova anima

Barca a motore

10/06/2026 - 07:37

C'è un'isola al largo del Massachusetts dove le barche non si scelgono, si ereditano. A Martha's Vineyard, i pescatori hanno sempre saputo che per inseguire le aragoste tra le nasse o stanare lo striped bass lungo la costa frastagliata non serviva la velocità: serviva un carattere. Quel carattere aveva un nome - Tashmoo - e oggi torna in acqua.

Tashmoo Boatworks ha presentato il nuovo Tashmoo 18, primo modello di una gamma di classic skiff che riporta sul mercato una delle imbarcazioni più iconiche della costa nordorientale degli Stati Uniti. Non si tratta di una semplice reintroduzione commerciale: è il tentativo, riuscito, di recuperare un'identità nautica che molti credevano scomparsa.

Il marchio prende il nome dal Lake Tashmoo, nell'isola di Martha's Vineyard - una delle mete più esclusive del New England, affacciata sull'Atlantico meridionale del Massachusetts. Fu proprio in quell'area che questi skiff compatti e robusti divennero strumenti di lavoro indispensabili per i pescatori locali: usati per la posa delle nasse da aragosta, per la navigazione nei porti e per la pesca allo striped bass - il branzino striato americano (Morone saxatilis) - lungo le coste dell'isola.

Le origini del Tashmoo affondano nella tradizione delle workboat del New England. Il progettista Dan West, negli anni '80, scoprì una tradizionale lobster boat in legno nell'area di Martha's Vineyard e ne rimase affascinato: ne studiò le linee, ne comprese la logica funzionale e le reinterpretò in vetroresina, creando un'imbarcazione facilmente replicabile senza rinunciare all'autenticità del modello originale. La combinazione tra design tipico delle barche da lavoro del New England e costruzione in fiberglass generò qualcosa di raro: un'imbarcazione con un'anima.

Tra la fine degli anni '80 e i '90, dopo la vendita dell'azienda da parte di West e alcuni ulteriori passaggi di proprietà, la produzione rallentò progressivamente fino a fermarsi. Eppure molte di quelle barche originali sono ancora in acqua oggi, a oltre 35 anni dalla costruzione - testimonianza silenziosa di quanto quella filosofia costruttiva fosse solida. Oggi quella filosofia viene raccolta da David Reiter, fondatore di Tashmoo Boatworks, società con sede in Florida. La scelta di ripartire dagli stampi storici originali non è nostalgia fine a sé stessa: è un metodo. “Molte fishing boat contemporanee sono diventate estremamente tecniche ed efficienti, ma possono apparire un po' troppo omologate”, spiega Reiter. “Pensiamo che i modelli Tashmoo offrano un equilibrio tra prestazioni e personalità”.

La costruzione del Tashmoo 18 avviene con il supporto di Mark Castlow di Dragonfly Boatworks, cantiere di Vero Beach attivo nella realizzazione di skiff dal 1979. Pur mantenendo le forme originali di Dan West, il processo produttivo è stato aggiornato con tecnologie foam core avanzate: l’anima interna in materiale espanso ad alta densità (schiuma strutturale), viene inserita fra due pelli di vetroresina che restituiscono uno skiff più leggero e performante rispetto ai modelli storici, senza intaccare la solidità strutturale che aveva reso celebre la linea. Il Tashmoo 18 misura 5,59 metri di lunghezza fuori tutto, con una larghezza di 2,01 metri, un pescaggio contenuto di circa 20 centimetri e un serbatoio di carburante da 76 litri. Rientrando nei limiti dimensionali previsti dalla normativa italiana per i natanti, non ha bisogno di immatricolazione e, secondo nostro il codice della strada, può essere trasportato su strada trainato da un'automobile: un dettaglio che ne amplifica concretamente la versatilità di utilizzo e semplifica la logistica di rimessaggio.

 

La carena mantiene l'impostazione tipica delle workboat: linee pulite, layout pratici, prua pronunciata capace di affrontare mare formato mantenendo una navigazione asciutta e confortevole. Il pescaggio ridotto permette di operare agevolmente in baie, acque interne e fondali bassi - dai porti del New England alle acque turchesi delle Bahamas, passando per la Florida meridionale e i Grandi Laghi. Ogni esemplare viene costruito su ordinazione ed è personalizzabile in numerosi aspetti: colori, materiali, sedute, elettronica di bordo, configurazione del ponte e motorizzazione.

Il posizionamento che Reiter immagina per il Tashmoo 18 è deliberatamente svincolato rispetto alla concorrenza diretta. “Più che competere con altri modelli, vogliamo offrire qualcosa che oggi è difficile trovare: design, artigianalità, proporzioni e heritage”, dichiara il costruttore. L'acquirente tipo è un armatore con esperienza di navigazione, alla ricerca di un tender distintivo o di una seconda barca orientata al design e all'uso familiare costiero. Reiter paragona l'acquisto a quello di “un SUV vintage rispetto a uno nuovo: non si compra solo funzionalità, ma anche presenza e carattere”.

La gamma Tashmoo Boatworks è destinata ad ampliarsi: nuovi modelli sono già in fase di sviluppo.

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