America's Cup 38 a Napoli

America's Cup 38 a Napoli

America’s Cup 38, iscrizioni chiuse: cinque team confermati, attese due nuove sfide

Sport

02/04/2026 - 09:03
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Lo scorso 31 marzo 2026 è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle iscrizioni alla 38ª America’s Cup. Tutti si attendevano un comunicato ufficiale da parte dell'ente organizzatore, quella America's Cup Partneship che si sta proponendo come governance anche per le future edizioni, lasciando più di un dubbio sulla liceità dell'operazione.

Al momento, però, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale sul numero definitivo dei partecipanti né sui nomi.

L’unico dato certo resta quello già consolidato: cinque team iscritti. Si tratta del Defender, Team New Zealand, del Challenger of Record GB1, e degli sfidanti: la nostra Luna Rossa, gli elvetici di Alinghi e i francesi di K- Challenge che hanno rinominato il team con il nome dello sponsor La Roche - Posay.

Nessun annuncio ufficiale, ma contatti in corso

ACP, interpellata direttamente dall'agenzia Reuters, ha confermato di essere in contatto con ulteriori potenziali sfidanti, senza entrare però nei dettagli.

Ha fatto seguito una stringata nota di conferma da ACP,  nella quale si confermano delle iscrizioni e si rimandano a tempo debito le comunicazioni sui nomi.

Le ipotesi su nuovi ingressi

A quanto risulta a PressMare, un nuovo sfidante ha garantito l'iscrizione - probabilmente non ancora formalizzata ufficialmente - mentre un secondo è molto probabile. Questo spiegherebbe il silenzio di ACP: non si potevano prorogare ulteriormente i termini per iscriversi, ma sotto traccia si lascia flessibilità per oggettive problematiche di tempo.

Karel Komárek

Appare sicura l’iniziativa con base statunitense legata all’imprenditore ceco Karel Komárek, per la quale resta centrale il tema dello yacht club che lancerebbe la sfida. In un articolo su La Stampa, Fabio Pozzo ipotizza che il più volte citato New York Yacht Club non sarebbe disponibile a lanciare la sfida, in alternativa potrebbe arrivare un nuovo club, sempre a stelle e strisce.

L' altro possibile sfidante pare ormai certo essere  australiano, con il coinvolgimento di due pezzi da novanta quali  Glenn Ashby e Tom Slingby. Non abbiamo informazioni sulla solidità finanziaria, ma il loro problema principale probabilmente riguarda la disponibilità di una barca AC75. Un nodo tecnico non secondario: il Protocollo della  38ª America's Cup prevede l'obbligo per i team di riutilizzare un AC75 esistente, aggiornato ai nuovi regolamenti e con la possibiltà di sviluppare nuovi foil. I team al debutto potrebbero costruire una barca nuova basata su un pacchetto progettuale esistente, ma i tempi sono strettissimi. L'opzione migliore, anche in termini di reale competitività, sarebbe l'acquisto del pacchetto di American Magic. È verosimile pensare che i due team citati se lo stiano contendendo.

Tom Slingsby, fonte SailGP

A questi si aggiunge un terzo team che potrebbe avere necessità di una barca: GB1. La proprietà e l'utilizzo dell'AC75 Britannia è infatti oggetto di una contesa legale tra il precedente sponsor, Ineos e Athena Racing che gestisce il team GB1. Se il Challenger of Record si ritrovasse senza barca, l'alternativa potrebbe essere Te Rehutai, l'AC75 con cui ETNZ ha difeso con successo la 36ª Coppa ad Auckland, contro Luna Rossa. Un' ipotesi suffragata anche dal ben informato Gianluca Agata, firma de Il Mattino di Napoli. Tuttavia, proprio Te Rehuitai servirebbe anche agli australiani...

Con il percorso verso Napoli 2027 già avviato, restiamo in attesa della comunicazione ufficiale in grado di chiarire la composizione della flotta e le date degli eventi successivi alle Preliminary races di Cagliari, in programma dal 21 al 24 maggio.

Un'ultima nota: ACP sembra non curarsi di una denuncia presso la Corte di New York da parte di un veterano dell'America's Cup. John Sweeney attacca sul piano legale tutta l'attuale struttura di governance. Ne dà conto Il Sole 24 Ore in un esaustivo articolo a firma di Alex D'Agosta. Va notato che la Corte di New York potrebbe archiviare questo esposto, non è tenuta a procedere. Se però andasse avanti, gli avvocati dei team che, assieme, costituiscono ACP avrebbero un po' di lavoro in più per dimostrare come il mutuo accordo dei concorrenti non contrasti con le sacre regole del Deed of Gift.

Giuliano Luzzatto

©PressMare - riproduzione riservata

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