The Italian Sea Group a Marina di Carrara
TISG, scontro con CGIL sulla crisi del gruppo guidato da Giovanni Costantino
La fase aperta da The Italian Sea Group con l’accesso alla composizione negoziata della crisi (CNC) entra in una dimensione più complessa, dove al tema finanziario e industriale si affianca ora un confronto sempre più esplicito con le rappresentanze sindacali.
I due comunicati diffusi nelle ultime ore – quello del gruppo guidato da Giovanni Costantino e quello di CGIL e FIOM che riportiamo integralmente in fondo al nostro articolo – restituiscono una lettura divergente dello stato attuale del cantiere di Marina di Carrara e, soprattutto, delle prospettive di breve periodo.
Da un lato, l’azienda respinge con decisione le ricostruzioni sindacali, definendole non aderenti alla realtà e sottolineando la trasparenza mostrata nel confronto istituzionale del 12 marzo presso la Prefettura. TISG ribadisce di aver già definito un percorso operativo che prevede la ripresa graduale delle lavorazioni a partire da inizio aprile, accompagnata da una riorganizzazione interna e da un lavoro di riequilibrio delle commesse.
Nel dettaglio, il gruppo evidenzia tre direttrici principali: il confronto con i fornitori, descritti come disponibili a collaborare attraverso accordi per la ripartenza; le interlocuzioni con gli armatori, con i primi accordi già sottoscritti e altri in fase avanzata; e il dialogo con il sistema bancario. In questa lettura, la CNC viene presentata come uno strumento attivato rapidamente e funzionale al recupero degli squilibri emersi.
Dall’altro lato, CGIL e FIOM pongono l’accento su una situazione operativa ritenuta ancora critica, in particolare per quanto riguarda la presenza dei fornitori strategici all’interno del cantiere. Secondo le organizzazioni sindacali, la progressiva riduzione delle attività in appalto starebbe incidendo direttamente sul carico di lavoro e sulla tenuta dell’intera filiera, con possibili ricadute su oltre 1.500 posti di lavoro.
Il punto di maggiore distanza riguarda quindi la percezione della fase attuale: per l’azienda si tratta di una transizione organizzata verso la ripartenza; per i sindacati, invece, di una fase in cui la continuità produttiva non sarebbe ancora concretamente visibile.
A questo si aggiunge un secondo elemento di confronto, relativo alla visibilità del piano industriale. CGIL e FIOM evidenziano la mancanza di un quadro ritenuto sufficientemente definito per garantire la salvaguardia complessiva dell’occupazione, mentre TISG insiste sul fatto che le azioni intraprese siano già state condivise nelle sedi istituzionali, compatibilmente con i vincoli informativi legati alla quotazione.
Un ulteriore nodo riguarda il ruolo della CNC. Le organizzazioni sindacali esprimono la preoccupazione che lo strumento possa tradursi in una redistribuzione del rischio a carico della filiera, mentre l’azienda lo interpreta come un passaggio necessario per ricomporre gli equilibri finanziari e operativi.
Nel complesso, la vicenda evidenzia una dinamica tipica delle fasi di ristrutturazione industriale: la distanza temporale tra la definizione delle misure e la loro percezione operativa sul campo. Nel settore della cantieristica nautica, caratterizzato da cicli produttivi lunghi, forte integrazione con l’indotto e rilevante incidenza delle commesse in corso, questo scarto tende ad ampliarsi.
La questione centrale resta quindi quella della filiera. La capacità di riattivare in tempi coerenti fornitori e subappaltatori rappresenta un passaggio determinante non solo per l’avanzamento delle costruzioni, ma anche per la credibilità del percorso di risanamento.
In questo contesto, il confronto tra azienda, istituzioni e parti sociali appare destinato a proseguire nelle prossime settimane, in parallelo con l’evoluzione della procedura di composizione negoziata. La fase che si apre sarà determinante per verificare la coerenza tra le linee dichiarate e l’effettiva ripresa delle attività produttive.
Vertenza The Italian Sea Group (Marina di Carrara), le preoccupazioni di Cgil e Fiom
The Italian Sea Group (Marina di Carrara), Cgil e Fiom: “Preoccupati per la quasi totale assenza all’interno del cantiere dei fornitori strategici per l’avanzamento delle commesse e per la mancanza di un piano industriale”
A seguito dell’apertura della procedura di Composizione Negoziata della Crisi (CNC) formalizzata in data 16 marzo, come Fiom e Cgil abbiamo pubblicamente richiesto che quanto esplicitato al tavolo istituzionale del 12 marzo da TISG (The Italian Sea Group), ovvero la continuità lavorativa delle maestranze, fosse rispettato. Con tale richiesta significavamo una ripresa reale dell’attività lavorativa a cui avrebbe fatto seguito il rientro graduale delle maestranze impiegate nell’indotto che, almeno fino al momento della formalizzazione della crisi stessa, rappresentavano più dei 2/3 della forza lavoro presente all’interno del cantiere.
Da quanto ci risulta, ad oggi, sono sempre meno i lavoratori dell’indotto presenti all’interno del cantiere, limitando conseguentemente il carico di lavoro dei diretti. Le preoccupazioni da noi manifestate, rispetto alle dichiarazioni fatte da TISG, trovano il loro fondamento nella quasi totale assenza all’interno del cantiere dei fornitori strategici funzionali per l’avanzamento delle commesse. Tuttavia, se da un lato l’azienda ha mantenuto fede agli adempimenti degli istituti contrattuali per la propria forza lavoro diretta, dall’altro ha pressoché svuotato il cantiere degli appalti, mettendo a rischio, come già più volte da noi dichiarato, la tenuta della filiera e conseguentemente quella di più di 1500 posti di lavoro.
In merito alla fase della CNC, che ricordiamo è uno strumento pensato per salvare imprese che si trovano in difficoltà, favorire il dialogo con i creditori e preservare il valore degli asset aziendali, non vorremmo invece che, questo istituto, si trasformasse solo ed esclusivamente in uno scudo utile a sacrificare appaltatori e subappaltatori e conseguentemente lavoratrici e lavoratori.
A differenza di quanto dichiarato al tavolo istituzionale del 12 marzo dal Presidente di TISG, non è pensabile che il rischio d’impresa che si assume un appaltatore monocommittente possa essere contemporaneamente sia quello della propria azienda che quello della stazione appaltante. Non vogliamo con questo comunicato mettere assolutamente in dubbio le competenze e l’onestà intellettuale dell’Esperto nominato a seguito dell’apertura della procedura, ma sottolineare la continua reticenza aziendale rispetto alla reale situazione finanziaria ed industriale in cui si trova. Pochi giorni fa, assieme a molti altri soggetti ed ordini professionali, siamo stati destinatari di una mail proveniente da un indirizzo anonimo e non firmata, alla quale si allegava un documento del legale incaricato da TISG. All’interno del corpo della mail, riprendendo quanto in allegato, si faceva riferimento a richieste di somme aggiuntive ad un armatore rispetto a quanto già pattuito per la vendita di un’imbarcazione e regolarmente saldato. Nonostante l’anonimato del mittente della missiva, ci stupisce come in un momento così delicato per le sorti del cantiere, nessuna risposta pubblica ci sia stata da parte di nessuno dei soggetti in indirizzo, considerato il fatto che l’azienda si trova all’interno della procedura di CNC. Quello che ci preoccupa come Fiom e Cgil, lungi da qualsiasi ipotesi di speculazione, è, almeno fino a questo momento, la mancanza di un vero e proprio piano industriale funzionale ad una vera ripresa dell’attività e alla salvaguardia occupazionale di tutte le maestranze, dirette ed in appalto, coinvolte.
Firmato: Umberto Faita Segretario Generale Fiom Cgil Massa Carrara; Nicola Del Vecchio Segretario Generale Cgil Massa Carrara
Marina di Carrara, Carrara, 26 marzo 2026 — The Italian Sea Group e il Presidente Giovanni Costantino, in merito alle esternazioni a mezzo stampa da parte dei Segretari Generali FIOM-CGIL Umberto Faita e Nicola Del Vecchio.
The Italian Sea Group in merito alle esternazioni a mezzo stampa da parte dei Segretari Generali FIOM-CGIL Umberto Faita e Nicola Del Vecchio, osserva la assoluta distanza dalla realtà e la non veridicità di quanto da loro dichiarato. Entrambi presenti all’incontro istituzionale presso la Prefettura di Massa dello scorso 12 marzo 2026 alla presenza del Prefetto, della Sindaca di Carrara nonché delle altre sigle sindacali, è stata apprezzata da tutti i presenti non solo la trasparenza di TISG, ma anche il livello di dettaglio delle informazioni fornite, naturalmente nel rispetto delle normative di Borsa.
Nell’incontro TISG ha inoltre chiarito che le lavorazioni avrebbero visto la ripresa graduale a partire dalla prima settimana di Aprile e a tale scopo l’organizzazione interna è già stata ridisegnata, riequilibrata e potenziata.
L’azienda sottolinea come l’accesso alla Composizione Negoziata per la soluzione della crisi (CNC) sia stato deciso e messo in atto in tempi strettissimi con un sottostante piano di azione condiviso nell’incontro del 12 marzo, volto al recupero dei delta negativi causati dal noto piano fraudolento posto in essere da un gruppo di ex dirigenti e vertici aziendali, come già dettagliatamente comunicato.
È inoltre stato avviato un attento confronto con i fornitori, che stanno manifestando grande disponibilità a collaborare alla soluzione di quanto accaduto, sottoscrivendo accordi che consentiranno la graduale ripresa delle attività nel massimo rispetto possibile delle esigenze finanziarie di ogni singolo fornitore. Sono infine già state avviate le importanti interlocuzioni con le 17 Società Armatrici in progress volte a riequilibrare il maggior valore investito sulle commesse di riferimento. Bruciando le tappe, il primo accordo è già stato sottoscritto ed altri due sono già in fase di formalizzazione.
Sono stati contattati anche gli Armatori che hanno già ritirato le proprie navi, risultate prodotte con un importante sbilanciamento sui costi, per trovare una soluzione sulle garanzie di queste ultime. Non esiste quindi alcuna reticenza da parte dell’azienda, che è al lavoro con grande impegno e i fornitori tutti, strategici e non, sono tutti coinvolti nel percorso di riattivazione seguendo anche qui il ritmo sostenuto degli incontri di composizione.
Infine, sono state avviate le doverose interlocuzioni con il sistema bancario in un clima di costruttivo confronto.
©PressMare - riproduzione riservata
