Mike Lynch

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Caso Lynch eredi condannati a risarcire HP per 1,24 miliardi. Resta aperta la vicenda Bayesian

Editoriale

25/03/2026 - 08:32

Una nuova decisione giudiziaria emersa dalla stampa britannica riporta al centro dell’attenzione la figura di Mike Lynch, imprenditore dell’hi-tech scomparso nell’agosto 2024 nel naufragio del superyacht Bayesian, al largo della Sicilia.

Secondo quanto riportato ieri dai media inglesi, l’Alta Corte di Londra ha stabilito che il patrimonio dell’imprenditore dovrà risarcire Hewlett Packard Enterprise (HPE) per circa 930 milioni di sterline (1,24 miliardi di dollari), nell’ambito della lunga controversia legata alla vendita della società Autonomy nel 2011.

Il procedimento ha origine dalle accuse mosse da HPE già nel 2012, secondo cui il valore della società sarebbe stato gonfiato prima dell’acquisizione da 11,7 miliardi di dollari. Nel 2022 un giudice aveva riconosciuto la responsabilità per frode nei confronti di Lynch e del direttore finanziario dell’azienda, Sushovan Hussain. Successivamente, nel 2025, era stata quantificata una prima misura risarcitoria pari a circa 700 milioni di sterline, alla quale si sono aggiunti gli interessi, portando l’importo complessivo alla cifra attuale.

La decisione incide sul patrimonio del fondatore di Autonomy, mentre la posizione della vedova Angela Bacares risulta distinta sul piano giuridico, in quanto titolare di beni separati.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto già articolato, che coinvolge anche il naufragio del Bayesian, yacht di circa 30 milioni di sterline affondato il 19 agosto 2024 al largo di Porticello durante una violenta tempesta. Nell’incidente persero la vita sette persone, tra cui lo stesso Lynch e la figlia Hannah.

Il relitto del Bayesian nel porto di Termini Imerese

Il caso ha assunto una dimensione ulteriore anche sul piano industriale e legale. Nel gennaio 2026, The Italian Sea Group (TISG), attuale proprietario del marchio Perini Navi, che nel 2008 aveva varato l’unità, ha avviato un’azione legale da 400 milioni di sterline presso il tribunale di Termini Imerese.

Secondo quanto dichiarato dal gruppo, il naufragio sarebbe stato determinato da una gestione operativa non adeguata dell’imbarcazione, con particolare riferimento alla mancata chiusura di porte e aperture e all’inosservanza degli avvisi meteo. TISG sostiene di aver subito danni economici e reputazionali, anche in termini di opportunità commerciali mancate.

L’azione è stata intentata nei confronti della società armatrice Revtom, riconducibile ad Angela Bacares, oltre che nei confronti del comandante e di alcuni membri dell’equipaggio.

Dal fronte della famiglia Lynch, alcune fonti avevano invece evidenziato come l’inchiesta britannica abbia lasciato aperti interrogativi su aspetti progettuali e sulla stabilità dell’unità, suggerendo che la vicenda non possa essere ricondotta esclusivamente alla gestione operativa.

Nel frattempo, lo scafo del Bayesian è stato recuperato nel giugno 2025 e resta oggetto di analisi tecniche e accertamenti giudiziari. Secondo indicazioni della Marine Accident Investigation Branch (MAIB), l’unità sarebbe stata colpita da raffiche di vento fino a circa 130 km/h, con effetti significativi sulla stabilità.

La nuova condanna economica legata al caso Autonomy si aggiunge quindi a un quadro già complesso, in cui si intrecciano profili finanziari, responsabilità industriali e indagini tecniche, mantenendo aperta una vicenda che continua ad avere riflessi su più livelli, dal settore tecnologico a quello dello yachting.

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