La sede MarineMax di FT Myers
MarineMax, un secondo azionista sostiene l’offerta di Donerail: cresce la pressione sul board
Come riportato ieri dai colleghi di IBI, si intensifica la battaglia per il controllo di MarineMax, player di rilevanza mondiale nell'ambito dei servizi per la nautica da diporto. Dopo la proposta di acquisizione avanzata a inizio febbraio da Donerail Group - di cui PressMare aveva dato notizia a inizio febbraio - e le successive tensioni sulla governance, un secondo azionista rilevante scende ora in campo pubblicamente a sostegno dell'offerta.
Si tratta di Levin Capital Strategies, tra i primi dieci azionisti di MarineMax, che ha rilasciato una nota pubblica sollecitando un'immediata revisione delle alternative strategiche da parte del consiglio di amministrazione. La presa di posizione è netta: Levin Capital critica apertamente la gestione aziendale per non aver sfruttato precedenti offerte ritenute "credibili" e sostiene che l'offerta in contanti da 35 dollari per azione presentata da Donerail – interamente finanziata – costituisce "una via praticabile" per creare valore per gli azionisti.
Il gruppo di investimento chiede che il board di MarineMax esamini rigorosamente tutte le opzioni disponibili per massimizzare il valore dell'azienda, incluso un engagement formale con Donerail in seguito alla recente proposta. Levin Capital ha già comunicato il proprio feedback alla leadership della società e si dichiara disponibile a collaborare per una revisione tempestiva delle strategie operative e finanziarie.
Questa presa di posizione rafforza significativamente la pressione sugli organi societari, creando un fronte comune con Donerail che nelle settimane precedenti aveva pubblicato una lettera aperta agli azionisti criticando duramente la governance di MarineMax. Nella lettera, Donerail aveva citato presunti fenomeni di entrenchment e nepotismo, invitando gli azionisti a votare contro la rielezione del CEO Brett McGill alla prossima assemblea annuale del 3 marzo.
MarineMax a inizio mese ha risposto alla proposta sottolineando di mantenere un dialogo "attivo e continuo" con molti azionisti, incluso Donerail, e di valutare l'indicazione d'interesse ricevuta con l'assistenza di consulenti finanziari e legali indipendenti.
Nel comunicato ufficiale, la società aveva difeso la performance operativa sotto la guida di McGill, evidenziando la crescita dei ricavi, il mantenimento di margini lordi sostenuti e l'evoluzione del modello di business integrato che abbraccia retail, marine e servizi superyacht. Un posizionamento che, secondo il management, rappresenta un valore strategico difficilmente quantificabile nella sola quotazione azionaria.
Assemblea del 3 marzo: una data cruciale
Lo scenario di governance e strategia aziendale rende l'assemblea del 3 marzo un appuntamento decisivo. Gli azionisti saranno chiamati a votare non solo sulla rielezione del management, ma anche, implicitamente, sulla direzione futura di MarineMax nel mercato globale dei servizi nautici.
Con due azionisti rilevanti ora apertamente a sostegno dell'offerta Donerail e una proposta da 35 dollari per azione sul tavolo, il board si trova in una posizione sempre più complessa. La domanda è se il management riuscirà a convincere gli azionisti che il valore a lungo termine della strategia attuale supera quello dell'offerta in cash, o se la pressione porterà a una riconsiderazione formale delle alternative strategiche, inclusa una possibile vendita della società.
La partita è aperta, e il 3 marzo potrebbe segnare una svolta definitiva per uno dei principali operatori mondiali presenti nei servizi nautici, compresa la portualità.
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