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NYYC American Magic, Cicho Cicchetti racconta il giorno dopo

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Patriot, l'AC75 del NYYC American Magic
Patriot, l'AC75 del NYYC American Magic - ph.Sailing Energy©

Cosa succede quando la dura legge dello sport ferma un team di America's Cup? Gli sportivi sanno bene che è più frequente perdere che vincere, in Coppa l'eliminazione viene sempre messa in conto, ma nel caso di American Magic brucia particolarmente, soprattutto in ragione dello sforzo titanico che tutto il team ha posto per ricostruire Patriot e presentarsi alla semifinale contro Luna Rossa, conclusa come sappiamo ma anche con i reciproci, sportivi, applausi da parte di entrambi i team. 

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Cicho Cicchetti, trimmer e grinder su Patriot ci aveva raccontato settimana scorsa la scuffia vista da bordo  ieri lo abbiamo sentito mentre era alla base di American Magic.

Maciel
Maciel "Cicho" Cicchetti

Oggi è il secondo giorno alla base (dopo un meritato riposo), avete in programma ancora qualche attività?
Ieri abbiamo fatto una serie di riunioni, adesso stiamo impacchettando tutto. Che un team avrebbe terminato la sua avventura a fine gennaio era già scritto nel programma della Prada Cup, fa parte dello sport essere battuti da qualcuno di più bravo, ma di certo non ci aspettavamo un evento con le conseguenze che tutti hanno visto. Le ultime due settimane sono state brutali per noi, al di fuori di qualsiasi pianificazione possibile. Al momento non è certo facile gestire l’aspetto emotivo, oltre tre anni di sforzi, sacrifici e rinunce che hanno coinvolto anche le nostre famiglie.

Qualcuno, tra cui il sottoscritto, rientrerà a breve. Il management invece resta operativo qui ad Auckland per valutare il futuro, così come alcuni osservatori che analizzeranno le barche degli altri concorrenti. Ma ogni valutazione circa il futuro è prematura, tutto dipenderà da chi vincerà la 36^ America’s Cup.

In ogni caso riuscire a vincere la Coppa al primo colpo resta molto difficile, non a caso il progetto del NYYC era parso che prevedesse almeno due cicli…
Si è difficile vincerla al primo tentativo, ma non certo impossibile, come ha dimostrato Alinghi nel 2003. American Magic ha saputo creare in poco tempo una bella struttura che ha funzionato bene e che aveva, io credo, ottime potenzialità.

Siete stati gli unici a battere ETNZ nelle AC World Series prima di Natale, è tutta colpa della scuffia o c’era qualche altro problema, visto che i primi due RR non sono andati bene?
Il fatto di averli battuti a dicembre non vuol dire nulla, come hanno dimostrato viceversa gli inglesi nelle fasi successive. Dall’esterno forse è difficile rendersi conto quanto siamo ancora agli albori con queste nuove barche, i margini di miglioramento delle loro performance e la nostra curva di apprendimento sul come portarle sono esponenziali, tutto può cambiare nel giro di una settimana, le variabili sono davvero molteplici. Se ci paragonassimo a un atleta che fa i 100 metri, saremmo alla fase di imparare a camminare! Luna Rossa ha dimostrato una crescita importante tra i Round Robin e le semifinali, noi abbiamo pagato davvero troppo cari quei 10 giorni in meno di sviluppo.

American Magic capsize ph. Borlenghi/COR36
American Magic capsize ph. Borlenghi/COR36

Veniamo alle semifinali. Prima della regata autorevoli osservatori vi davano agguerritissimi, non avevate nulla da perdere, com’è stata la tua percezione dall’interno?
Semplicemente che Luna Rossa ha navigato meglio di noi, nulla da dire. Noi avevamo più difficoltà a far navigare la barca come avremmo voluto per una somma di piccole cose, non abbiamo potuto esprimerci al 100%. Il primo giorno, con vento forte, per noi è stato difficile navigare, non eravamo al livello degli ultimi mesi. Senza voler trovare scuse, noi siamo tornati a bordo di una barca di fatto affondata e quanto fatto dallo shore team è stato impressionate, in 10 giorni hanno portato a termine un lavoro di 5 settimane in condizioni normali. Ma gli AC75 sono barche di una complessità estrema, qualsiasi piccola cosa che non funziona al 100% genera un effetto valanga, ingrandendo così il problema.

Pensi che la scuffia abbia interrotto qualcosa negli automatismi del team a bordo?
No, non penso che sia il nostro caso, eravamo consapevoli della difficoltà e preparati di conseguenza. Siamo velisti, nella nostra vita sportiva abbiamo iniziato scuffiando, nella preparazione all’AC abbiamo scuffiato tante volte anche se mai come l’ultima. Certamente è stato un brutto momento ma nulla più.

Facciamo un passo indietro: tu sei argentino e vivi in Italia, l’unico latino a bordo. Come si riesce a entrare in un team a forte connotazione nazionale e comunque anglosassone?
Da anni navigo con team di ogni nazionalità, penso di essere stato scelto per le mie capacità e non per il passaporto, anche se culturalmente sono latino. Sarò anche l’unico non anglosassone a bordo, ma in American Magic ci sono tanti altri componenti del team italiani, francesi, spagnoli.

Applausi reciproci con Luna Rossa, vincitrice della semifinale
Applausi reciproci con Luna Rossa, vincitrice della semifinale - ph.Sailing Energy©

Quale bagaglio di nuove competenze porterai con te da questa campagna di AC?
A 47 anni ho potuto fare questa eccezionale esperienza di foiling, che è il presente e soprattutto il futuro della vela. Averlo vissuto in America’s Cup mi aiuterà a continuare nel mondo della vela di alto livello, sempre più orientato in questa direzione.

Quali sono i tuoi altri programmi per il 2021?
Oggi è molto difficile se non quasi impossibile pianificare. Covid permettendo sarò sul TP52 Bronenosec e sul Maxi72 Bellamente, ma voglio anche dedicare più tempo alla mia famiglia, poi tornare a occuparmi del Persico 69F.

Il Persico 69F, un monotipo che sta avendo sempre più successo, tu sei nel gruppo degli ideatori…
Si tratta di una barca che ha un grande potenziale per portare i giovani nel foiling, l’abbiamo sognata per 3 anni e siamo riusciti a offrire questa piattaforma per competere ad alto livello con un costo relativamente basso. Vogliamo avere tanti nuovi appassionati di foiling.

Prenderai parte ad alcune tappe del circuito?
Non credo. Con gli altri soci ci siamo dati la regola di non partecipare per non creare malintesi. Forse farò coaching per aiutare qualche nuovo team, potrei essere a bordo solo nel caso riuscissimo a varare un format riservato ai professionisti, anche con prove di match race… vedremo.

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

Patriot alla base dopo le riparazioni con i 'cerotti' sullo scafo
Patriot alla base dopo le riparazioni con i 'cerotti' sullo scafo - ph. Sailing Energy©

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