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Santi Lange e Mills-Clark vincono il premio Rolex Sailor of the Year

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Santiago Lange-Cecilia Carranza Rio 2016 Gold medallists sailing
Santiago Lange-Cecilia Carranza Rio 2016 Gold medallists sailing

Notte di elezioni, non sono negli USA. In una serata di gala a Barcellona, a margine della conferenza annuale di World Sailing, la federvela mondiale, sono stati conferiti i prestigiosi premi Rolex World Sailor of the Year.  La short list da cui sono usciti i vincitori era così formata:

Maschile

Peter Burling and Blair Tuke (NZL)

Sime Fantela and Igor Marenic (CRO)

Santiago Lange (ARG)

Giles Scott (GBR)

Damien Seguin (FRA)

 

Femminile

Marit Bouwmeester (NED)

Cecilia Carranza Saroli (ARG)

Martine Grael and Kahena Kunze (BRA)

Hannah Mills and Saskia Clark (GBR)

Charline Picon (FRA)

Oltre ai voti espressi dalle singole federazioni nazionali, quest’anno sono stati tenuti in considerazione anche i voti del pubblico (ma non abbiamo trovato evidenza regolamentare di quanto possano aver influito oppure se si trattasse di un mero voto consultivo).

In un anno olimpico tutti gli atleti in short list sono stati scelti tra i medagliati nei recenti giochi, anche se forse una rappresentanza di altre specialità avrebbe potuto esserci. Vincitore annunciato tra gli uomini è stato l’argentino Santiago Lange, oro a 54 anni sul Nacra 17 con una prestazione che resterà nella leggenda della vela. Ovviamente, il fatto che tale risultato (nel suo palmares c’erano già due bronzi olimpici sul Tornado, ad Atene e Qindao) sia giunto dopo aver subito l’asportazione quasi completa di un polmone a seguito di un tumore ha avuto il suo peso. Peccato invece che il regolamento basato sulla suddivisione di genere non tenga conto degli equipaggi misti ma solo di quelli maschili e femminili. Così Cecilia Carranza, la prodiera di Lange, è salita sul palco solo perché l’ha chiamata con sé il neo vincitore, dicendo: “Siamo un team, sul palco deve esserci anche Cecilia”.  Evidentemente qualcosa deve essere rivisto, visto che è proprio World Sailing (su spinta del CIO) a cercare la parità di genere nella vela, almeno a livello di “quote rosa”.
E se il vincitore fosse uno solo indipendentemente dal genere? Diciamolo, si tende a dare maggiore importanza al vincitore maschile (con l’occasione ricordiamo che nel 2008 la categoria femminile è stata vinta da Alessandra Sensini, unico velista italiano ad aver ottenuto il riconoscimento) tanto vale che a vincere sia un solo equipaggio (o atleta singolo a seconda delle specialità) maschile, femminile o misto. Sarebbe meglio per tutti.

Tra le donne l’ambito trofeo è andato alle inglesi Hannah Mills and Saskia Clark, vincitrici nel 470 a Rio. Le aspettative erano tutte per le brasiliane del 49FX, Martine Grael e Kahena Kunze (già vincitrici nel 2014), protagoniste di un’altra grande storia di vela olimpica con la vittoria sul filo di lana, soli due secondi, in rimonta sull’equipaggio neozelandese. La sensazione poco simpatica è che la federazione mondiale della vela sia considerata dai britannici “cosa loro” e politicamente non sia possibile dare entrambi i premi ai latini. A pensare male…

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

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