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Red carpet, G. Cinquanta sfila al 56° Salone Nautico di Genova

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G. Cinquanta - 1967
G. Cinquanta - 1967

Genova - La sua bellezza non passa inosservata, non per nulla si mostra all'ingresso del 56° Salone Nautico con uno sfondo rosso, come stesse filando sul red carpet. La star non è giovanissima ma rimane di una bellezza senza tempo, anno di varo 1968, quando l'Avvocato Gianni Agnelli compiva 50 anni. Si regalò infatti questo spettacolare fast commuter per raggiungere e superare i 50 nodi in assoluto comfort, una velocità anche superiore agli offshore dell'epoca. Progettista è stato il mitico Renato "Sonny" Levi, che racconta così la commessa della barca e il suo rapporto con l'Avvocato:

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"...verso la fine del 1967 Gianni Agnelli mi chiese di progettargli un fast commuter, una barca da diporto, confortevole anche in mare agitato e che avese almeno una velocità di 55 nodi. - Sarebbe bello precedere al traguardo di una gara offshore... il vincitore - era il concetto filosofico di base di questo progetto per il quale non era richiesta alcuna cabina mentre, invece, era fondamentale la possibilità di mantenere una buona velocità anche in caso di avaria meccanica.

Proposi un 37' (11,28 m) con una larghezza massima di 10'5" (3,18 m) che aveva caratteristiche di carena molto simile a Surfury. Il diedro allo specchio di poppa era di 26 gradi e la spinta veniva da quattro motori a scoppio Vulcano BPM per complessivi 1280 cavalli a 4000 rpm: due motori erano in linea e due, installati all'estrema poppa, lavoravano (tramite V-drive che incorporavano un moltiplicatore del 25%) le eliche centrali interne.

Naturalmente le eliche esterne, che dipendevano dai motori di prua e non avevano moltiplicatori di giri, erano di diametro e passo superiori. Questi motori venivano usati nelle manovre (e la barca risultò manegevolissima), nella ricerca di planata (che veniva facilitata dal maggior diametro delle eliche) e alle velocità minori (eliminando così il rumore del V-drive tanto noioso specie alle basse rotazioni).

La costruzione venne realizzata a regola d'arte dal cantiere Delta, tutta in laminato, compreso il ponte che fu rifinito con uno strato finale sottilissimo in teak e calafatato con un adesivo di neoprene. I serbatoi, in compensato laminato e rinforzato con vetroresina, contenevano complessivamente 1600 litri di benzina ed erano piazzati lateralmente a poppa. Garantivano a 30 nodi di velocità, una autonomia di 300 miglia.

Il posto guida e in particolare la console che sopportava tutti i comandi venne studiata da Pininfarina che, peraltro, curò anche il design dell'arredamento della barca. Benchè non fosse richiesta una cabina, a prua era stata ricavata una zona con due posti letto, una toilette e un lavandino e immediatamente davanti al posto di guida c'era un pozzetto con due divani. La barca venne chiamata G. Cinquanta e fu varata nel giugno 1968.

Le prove andarono immediatamente bene, non ci furono avarie meccaniche o altri problemi e lo scafo dimostrò ampiamente di meritarsi il nome, superando facilmente la velocità richiesta di 55 nodi.

Davvero un ottimo risultato se si pensa alla considerevole quantità di attrito d'appendici che 4 eliche producono. Planava con estrema facilità e con soli due motori toccava i 25 nodi, garantendo così una buona velocità di rientro in caso di avaria a uno o due motori....

Dopo il primo anno di impiego, durante il quale il G. Cinquanta coprì circa 2000 miglia, Gianni Agnelli mi disse che la barca era perfetta: l'unica cosa che non funzionava era il parabrezza.

Era difficile tenere gli occhi aperti quando si apriva a tutto gas. In effetti quello esistente mirava a non creare troppa resistenza aerodinamica: ne venne disegnato uno nuovo, piu' efficente, e venne montato per la stagione successiva" 

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