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Rio 2016: il velista Santiago Lange batte il cancro e va alla sesta olimpiade

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Santiago Lange e Cecilia Carranza Saroli, foto Laura Carrau
Santiago Lange e Cecilia Carranza Saroli, foto Laura Carrau

Santiago Lange: batte il cancro e vola alla sesta olimpiade

 

Nacra 17, una delle classi più atletiche, nel senso di fisiche e funamboliche, fra quelle chiamate a regatare nelle acque di Rio, durante le Olimpiadi appena iniziate. Catamarani ideati su specifiche ISAF, con derive a C e albero in carbonio, a bordo dei quali regatano equipaggi misti, uomo-donna, come i nostri Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, vincitori di un bronzo ai campionati europei di Barcellona… speriamo un ottimo auspicio. Come loro, gli equipaggi che compongono la lista dei partenti sono composti da ragazzi, giovanissimi, giovani, qualcuno più maturo fino ad arrivare a Santiago Lange, 54 anni, argentino, che regaterà in coppia con la connazionale Cecilia Carranza Saroli. Lui sarà l’atleta/timoniere che con questa 31ma Olimpiade raggiungerà il traguardo della sesta partecipazione a un’olimpiade. Se già questa è una notizia degna di raggiungere gli onori delle cronache legate a Rio 2016, il fatto che Santiago Lange solo lo scorso anno sia stato operato in fretta in furia dopo la diagnosi di un carcinoma al polmone sinistro e a seguito di ciò il polmone gli sia stato asportato, dà sicuramente ulteriore forza alla storia di questo marinaio, emblematica per tutti coloro che lottano quotidianamente con patologie così gravi.

L’atleta argentino, già vincitore di due medaglie di bronzo nella vela, ad Atene 2004 e Pechino 2008, nella Classe Tornado, sempre catamarani, ha dichiarato che l’essere un atleta ha sicuramente favorito la sua vita, innanzi tutto perché, sottoponendosi frequentemente a test e analisi, è riuscito a sapere immediatamente dell’insorgere della malattia. “Anche se è stata necessaria l’asportazione del polmone, aver saputo per tempo della mia patologia è stato un fattore determinante, che ha aumentato le mie chance di risolvere il problema. – ha detto Santiago, che poi ha aggiunto – Anche dopo l’intervento sono riuscito a reagire velocemente e a recuperare una buona condizione psicofisica, proprio grazie alla mentalità acquisita con lo sport. Essere un agonista, avere un obiettivo forte come quello delle Olimpiadi di Rio 2016, mi ha dato quella forza mentale necessaria a reagire, a montare di nuovo in barca, ad allenarmi assieme a Cecilia, la mia prodiera. Ora, quando mi guardo indietro penso che nonostante tutto è stata una buona esperienza, difficile ma ho imparato molto. Sono stato operato a Barcellona e dopo cinque giorni dall’intervento ero già in bicicletta, in un mese sono tornato a vela.

Sicuramente la mia filosofia e quello che ho imparato attraverso lo sport mi ha aiutato molto. Con la vela s’impara a soffrire in un certo modo, a passare attraverso momenti difficili avendo però la forza rialzarsi in piedi e continuare a spingere.”

Un altro piccolo-grande primato stabilito da Santiago Lange regatando a Rio 2016 sarà quello di poter condividere l'esperienza olimpica con due dei suoi figli, che gareggeranno insieme per l'Argentina nella Classe 49er maschile. Yago Lange (ARG) e Klaus Lange (ARG) si sono infatti qualificati per poter sfidare Peter Burling e Blair Tule (NZL), attuali campioni del mondo 49er e medaglia d'argento a Londra 2012, in una flotta di 20 barche che comprende anche Nathan Outteridge e Iain Jensen (AUS), detentori della medaglia d’oro.

 

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