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Pesca Sportiva: FIPIA e l'impegno per la normativa

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che la FIPIA, Federazione Italiana Pesca In Apnea ha inoltrato alle istituzioni in merito alla licenza di pesca di cui abbiamo già discusso sulle nostre pagine.

Roberto Marelli, segretario della FIPIA, ci ha affidato il compito di darne massima diffusione soprattutto tra gli appassionati di questa disciplina per far comprendere quanto la Federazione sia impegnata nella difesa delle ragioni dei pescatori sportivi, inoltre, anche per far comrpendere ad alcuni che gli iter non sono sempre semplici come più di qualcuno crede.

Il link alla lettera inoltrata in data odierna alle istituzioni è il seguente: http://www.fipia.it/LeggileNews/TabId/147/ArtMID/568/ArticleID/88/I-nostri-emendamenti-alla-PdL-interventi-per-il-settore-ittico.aspx

I nostri emendamenti alla PdL "interventi per il settore ittico"

Ieri, 10 novembre, scadeva il termine per la presentazione alla XIII Commissione degli emendamenti relativi al  “NUOVO TESTO UNIFICATO ELABORATO DAL COMITATO RISTRETTO E ADOTTATO COME NUOVO TESTO BASE - Interventi per il settore ittico - Testo unificato C. 338 e C. 339 Catanoso, C. 521 Oliverio e C. 1124 Caon -”

Ci siamo mossi affidando a diversi Deputati facenti parte della Commissione, alcune proposte di emendamento al citato testo.

Ribadendo la nostra assoluta indisponibilità all’introduzione di una licenza a titolo oneroso, ci siamo concentrati al fine di far introdurre nel testo le modifiche al DPR 1639/68 e al dlgs 4/2012, che attendono da anni di essere esaminate, in particolare, quelle connesse alla pesca in apnea che, in qualche caso, interessano anche i pescatori di superficie.

In sintesi, abbiamo chiesto:

·      La riformulazione del peso minimo catturabile (art. 128 bis) introducendo il principio dell’esclusione del pesce più grande dal computo del peso del carniere (i famosi 5 kg o unico organismo di peso superiore) e una precisazione sulla catturabilità dei molluschi cefalopodi (polpi, totani, ecc.);

·      la riscrittura o abrogazione dell’art. 128 ter (quello del barcaiolo a bordo obbligatorio) tenendo conto delle Circolari ministeriali, che negli anni avevano precisato gli intendimenti di quell’articolo, ma che ha comunque prodotto diversi contenziosi tra PIA e Autorità di controllo;

·      la riformulazione dell’art. 129, chiedendo la riduzione della distanza dalle spiagge frequentate per poter praticare la PIA, equiparandola alla distanza consentita alla navigazione e l’eliminazione della distanza dalle coste ”a picco”;

·      l’armonizzazione delle sanzioni in merito al mancato uso del pallone segnasub e per la violazione del rispetto delle distanze dalle spiagge, chiedendo l’equiparazione delle stesse a quelle comminate ai diportisti nautici;

·      l’introduzione di rappresentanti delle organizzazioni della pesca non professionale nelle Commissioni di Riserva delle AMP e nella  “Commissione consultiva centrale della pesca marittima e dell'acquacoltura”, dove sono invece già presenti numerosi rappresentanti delle diverse organizzazioni della pesca professionale.

Ora non possiamo che attendere per vedere chi avrà fatto sue le nostre proposte di emendamento e se queste saranno accettate dalla Commissione.

Nel frattempo, come proposto con la “lettera aperta alle organizzazioni della PNP”,  stiamo attendendo di sapere se queste organizzazioni riterranno opportuno muoversi, nel tentativo di formare un fronte comune.

 IL C.D. FIPIA