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Il canale dei Navicelli, la via d'acqua tra Pisa e Livorno ponte per un gemellaggio?

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Il Canale dei Navicelli fra Livorno e Pisa
Il Canale dei Navicelli fra Livorno e Pisa

La dottoressa Monica Baldassarri della Società Storica Pisana così descrive sinteticamente la storia del Canale dei Navicelli: "Per collegare efficacemente il porto di Livorno con Firenze e l’entroterra toscano attraverso la via fluviale dell’Arno, durante il regno di Cosimo I de' Medici fu realizzato un canale che si dispiegava dalla Porta a Mare di Pisa fino alla Fortezza Vecchia di Livorno.

Il tracciato, progettato nel 1541, negli anni 1574-75 giungeva finalmente alla città labronica, con una lunghezza complessiva di 22 km. Tale canale, detto “dei navicelli” dal nome delle tipiche imbarcazioni che lo percorrevano, fu aperto al traffico nel 1603. Nel XVIII secolo il tracciato subì importanti modifiche e con Pietro Leopoldo di Lorena fu trasformato, presso la darsena di Pisa, anche il cosiddetto "Sostegno": in luogo della semplice tettoia che serviva a riparare le imbarcazioni per le operazioni di dogana, fu costruita un’imponente chiusa in muratura. Questa, associata alla vecchia "Cateratta Maestra" posta direttamente sull’Arno, costituiva una sorta di vasca di compensazione, grazie alla quale si poteva regolare al meglio il livello d'acqua per chi era in transito. Il canale e le sue strutture di accesso videro nuovi aggiustamenti all’indomani dell’Unità d’Italia, ed ancora nei primi decenni del XX secolo, quando il tracciato assunse un andamento prevalentemente rettilineo]... ...[Nel 1943 il quartiere di Porta a Mare subì un pesante bombardamento, che provocò un lungo periodo di abbandono delle strutture".

Dal 1943 ad oggi l'incile sull'Arno non è stato più aperto. Il canale dei Navicelli fu in parte ripristinato dagli americani per la base di Camp Darby nel 1951. Il traffico si spostò su strada e il canale sembrava non avere alcuna importanza. I navicelli e i becolini scomparvero e così la variegata vita sulla via d'acqua (navicellai, bardotti, renaioli, ecc). Nel 1982 una legge regionale affidò al Comune di Pisa la gestione del canale. Nel marzo del 1982 nacque la Spa Navicelli di Pisa. La Navicelli S.p.A., è una società interamente a capitale pubblico, costituita al fine di gestire il Porto pisano, il Canale dei Navicelli e le aree demaniali limitrofe. Deve quindi provvedere al mantenimento dell'efficienza e dell'utilizzo del canale, in particolare è di fondamentale importanza il dragaggio del canale e l'apertura dei ponti per il passaggio delle imbarcazioni. Dal 2008, la SpA Navicelli gestisce e amministra il Centro Servizi Yachting Lab, il quale ha il compito di erogare servizi alle imprese e agli operatori del comparto nautico e non solo. Una efficiente darsena attrezzata, dove operano varie ditte[1],  dà occupazione ad oltre 1000 persone con un giro d'affari che supera i 160 milioni di euro.

Il canale lungo 17 chilometri, largo 35 metri e con un pescaggio di 3 metri (calcolato medio mare) permette il passaggio di natanti con stazza fino a 1200 tonnellate, lunghezza massima 90 metri e pescaggio fino a 2,6 metri. I natanti non devono superare la velocità di 6 nodi per non rovinare le sponde con il moto ondoso. Una chiusa (come il vecchio Sostegno) permetterà di allineare il livello dell'Arno al canale (il livello dell'Arno in alcuni periodi può essere 1,5 metri più alto del canale).

Ma, come ha evidenziato l'ing. Giovandomenico Caridi AD della SpA Navicelli nella sua intervista, il canale potrebbe avere anche una notevole valenza turistica. Grazie ad un accordo tra il Comune, la Provincia di Pisa e la Società OLT Offshore LNG, costruttrice  del gassificatore, come compensazione per la limitazione del traffico marittimo e della pesca, detta società si è impegnata ad aprire lo sbocco in Arco del Canale dei Navicelli. La conclusione dei lavori, assegnati alla ditta Forti, dovrebbe avvenire nell'estate del 2016. Battelli con capacità attorno alle 70 persone, ad un prezzo modico, raccoglieranno i turisti sbarcati dalle navi da crociera a Livorno per condurli, navigando sui Navicelli, fino al centro storico di Pisa, al Ponte di Mezzo e al Palazzo alla Giornata, poi ritorno sempre lungo il canale o, in alternativa, discendere l'Arno fino a Marina di Pisa e ritornare via mare nel porto di Livorno. Gli alberi piantati lungo le alzaie del canale e il parco di Migliarino ne fanno un posto ideale anche per passeggiate o gite in bicicletta. Ma non basta a 100 metri dal Canale dei Navicelli ci sono i laghi Caverni, una depressione provocata dall'estrazione dell'argilla. è prevista l'apertura di un canale di collegamento con il canale dei Navicelli e l'innalzamento del livello dell'acqua dei laghi. Il luogo, attualmente abbastanza degradato, con l'impianto di alberi e servizi potrebbe diventare un'amena località, ideale per il rimessaggio di house-boat. E Livorno.... come potrebbe partecipare a tutto questo? Facendo venire i turisti da Pisa a Livorno, valorizzando il Quartiere La Venezia. Esiste già un progetto dell'ing. Andrea Cecconi dello Studio Ingegneria delle Strutture: 1. LIBERARE il quartiere da tutte le superfetazioni dequalificanti ed i deterioramenti subiti nel corso degli anni; 2. RECUPERARE e VALORIZZARE le molte preesistenze; 3. ARRICCHIRE l’area con nuove dotazioni, connessioni e servizi. Abbiamo a Livorno un quartiere unico al mondo! Il progettato spostamento del depuratore del Rivellino potrebbe liberare un'area di gran pregio, in adiacenza alle Mura Lorenesi, a ridosso del Forte San Pietro di Alcantara. Potrebbe essere un'occasione per un rilancio alla grande. Vedere una house-boat che naviga il Fosso Reale può sembrare pura fantasia ma perché no? L'Associazione Guide Storiche Livorno e Toscana è stata la prima qualche anno fa a far ripartire il tragitto del canale dei Navicelli con il battello di Tiziano Scama,  il Libur. Ursula Pareti, presidente dell'Associazione Guide Storiche    Livorno e Toscana (tuscanyguide@gmail.com) addirittura suggerisce di intitolare il tour: I MEDICI E LE VIE D'ACQUA, VIAGGIO SUL CANALE DEI NAVICELLI FRA LIVORNO E PISA. Inoltre occorre cominciare a pensare a sinergie e integrazioni tra Pisa e Livorno. La maggior parte dei livornesi si sono laureati all'Università di Pisa e spesso ricorrono alle cure degli ospedali pisani o del CNR. Rinchiudersi in un campanilismo ormai superato serve solo a perdere forze e opportunità. Occorre organizzare manifestazioni insieme; nel campo dell'offerta operistica è stato fatto un accordo tra Livorno, Pisa e Lucca, perché non estenderlo ad altri eventi culturali? Perché non integrare maggiormente i trasporti pubblici tra le due città? Non esiste un servizio automobilistico diretto tra Livorno e Pisa. Il pullman che parte da Livorno per andare a Pisa passa da Tirrenia! Non esiste un servizio di bus tra Livorno e l'aeroporto Galilei. Una metropolitana di superficie che rimediasse a queste carenze potrebbe avere anche un ritorno economico e ambientale ed ovviare ogni mattina all'intasamento alle porte di Pisa. Perché non costruire un unico stadio per le due città ed integrare i due ippodromi? Ho letto su Il Tirreno il tuffo di Befana a Marina di Pisa dei livornesi e pisani: forse è un seme? Il Canale dei Navicelli potrebbe essere l'inizio di un coordinamento maggior tra Livorno e Pisa e divenire una via di sviluppo, sia industriale che turistica, come lo vedeva Cosimo I. Per finire perché non fare un gemellaggio Livorno con Pisa? Livorno è gemellata con Bat Yam Israele, Guadalajara Spagna, Haiphong Vietnam, Novorossijsk Russia e Oakland California. Pisa è gemellata con Cagliari, Iglesias, Santiago de Compostela Spagna, Angers Francia, Unna Germania, Kolding Danimarca, Rodi, Akko Israele, Gerico Cisgiordania, Niles USA, Coral Gables USA e Hangzhou Cina.

Un gemellaggio Livorno - Pisa sarebbe un segnale forte che darebbe risonanza alle due città, ponendo fine ad un antagonismo oramai superato.

Giovanni Giorgetti

 

Le notizie di questo articolo sono tratte dalla  rivista camerale Pisa Economica n.2/97 pagg. 63-78, Roberto Riu La storia dei navicelli, dalla pubblicazione Il Canale dei Navicelli, Storia della Via d'Acqua fra Pisa e Livorno, edito dalla SpA Navicelli di Pisa e da Il Canale dei "Navicelli" nel presente e nel suo prossimo avvenire, memoria dell'ing. del Genio Civile Oliviero Sacenti, Annali dei Lavori Pubblici, 1925. Le foto sono di Giancarlo Sandonnini e Canzio Salvadori.   

 

[1]Le ditte sono: Pisa Superyachts, Mec-Carpensalda di Lotti Bruno & C., Compagnia Interportuale Pisana, Cantiere Nautico Mare Blue, Cantiere F.lli Rossi, Società Navale Pisa, Cantieri di Pisa, Cantiere Nautico Giannetti, Gas and Heat, Cantiere Palumbo, Cantiere Romar, Cantiere Lupi Mare di Mazzanti Massimo, Cantiere Kaminsky, Cantiere Nautico di Orsini & Giusti, Overmarine, Seven Stars, Codecasa, Deriv, Cantiere Carpenter e Sviluppo Navicelli Spa.