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Pirati e corsari: attenti a non fare confusione

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La Torre di Calafuria in una cartolina d'epoca
La Torre di Calafuria in una cartolina d'epoca

La piccola insenatura del Maroccone, poche miglia a sud di Livorno, con la sua torre medicea della foto, serviva per l'avvistamento e la segnalazione dell'arrivo dei pirati - allora cosiddetti barbareschi o turchi - che hanno infestato le coste d'Italia per centinaia di anni, fin dall'epoca dell'antica Roma. Sapete fino a quando? Non immaginate tempi lontani: nel Santuario di Montenero, vicino alla città, nella galleria degli ex-voto è esposto un giubbino da donna, tutto decorato in oro e le scarpette, altrettanto colorate, che appartenevano ad una ragazza rapita dai pirati e portata ai primi del 1800 a Costantinopoli, dove poi fu riscattata dal fratello, che li portò come ex-voto nel Santuario della Madonna, protettrice della città e dei marinai.

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Dunque, non in tempi così nebulosamente lontani!

I pirati furono sempre una sciagura per tutte le coste italiane e per le navi in mare. Si nascondevano con le loro veloci barche (gli sciabecchi) nelle insenature della costa, con le vele ammainate per non farsi notare e, appena vedevano passare una barca carica (bastava guardare se il bordo libero fosse basso), alzavano le vele, l'abbordavano uccidendo chi si opponeva e rapendo chi era a bordo, per poi chiedere un riscatto.

Quando non assalivano le navi in mare, scendevano a terra, rapivano tutti quelli per i quali avrebbero potuto chiedere un riscatto e, soprattutto nel Sud Italia, uccidevano e spesso bruciavano i raccolti dei campi.

Calafuria oggi
Calafuria oggi

Ecco il perché del grido di terrore dei romani: "mamma gli turchi!" quando questi sbarcavano a Ostia inaspettati.

I Medici, Granduchi di Toscana, terra che intendevano proteggere insieme alle sue ricchezze, armarono delle navi e tennero a freno i pirati, grazie anche alle torri di guardia, come quella della foto, con cui è stata difesa la costa del Mar Tirreno, torri che arrivavano fino al Sud Italia, costruite dai vari sovrani.

La pirateria, almeno quella dal mare in Italia, per fortuna è finita, ma questo detestabile traffico in mare è ancora ben vivo altrove.

Altro che romantici personaggi da film! I pirati erano predoni senza pietà e questo spiega la diffusione delle torri di guardia, molte delle quali sopravvissute, che ancora punteggiano le coste d'Italia, bene in vista l'una dell'altra, perché le segnalazioni erano fatte con fuochi sulla terrazza di copertura delle torri, normalmente costruite come fortezze con un unica apertura verso terra. La scala di accesso, di solito, era retrattile e le pietre utilizzate per la costruzione erano quelle locali, in modo da potersi confondere, per quanto possibile, con il paesaggio circostante.

Andrea Doria
Andrea Doria "il-Corsaro", quadro di Sebastiano del-Piombino

A conclusione, faccio notare che non si possono confondere pirati con corsari. I corsari erano autorizzati con una "lettera di corsa" da uno stato in guerra con un altro stato, ad assalire le navi nemiche per catturarle o affondarle. E preferivano, ovviamente, abbordare le barche nemiche per trarne il massimo guadagno possibile, prendendo tutto quello che poteva essere utile o redditizio a bordo della nave assalita.

La guerra di corsa si faceva non con navi da guerra ma da commercio: ecco perché avevano bisogno di una lettera che le autorizzasse ad assalire altre navi, comportandosi come navi da guerra temporanee.

Arch. Gino Ciriaci

 

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