Vucetti e Bonifacio raccontano le loro ultime vittorie

Vucetti e Bonifacio raccontano le loro ultime vittorie

Vucetti e Bonifacio raccontano le loro ultime vittorie

Sport

12/08/2026 - 14:35
advertising

Due titoli internazionali conquistati nel giro di dieci giorni, prima al Campionato del Mondo Junior di Gdynia, in Polonia, poi al Campionato Europeo Junior di Nida, in Lituania. Lisa Vucetti e Vittorio Bonifacio, entrambi della Società Velica di Barcola e Grignano, hanno completato una straordinaria doppietta nella classe olimpica 470 Mixed, imponendosi sia nella classifica assoluta sia nella categoria Under 21.

Al Mondiale, disputato con 55 equipaggi provenienti da 18 nazioni, la lotta per il titolo è rimasta aperta fino all’ultima prova della Medal Series. Vucetti e Bonifacio hanno iniziato la regata conclusiva a pari punti con gli israeliani Roy Levy e Ariel Gal, campioni uscenti, riuscendo a conquistare l’oro grazie al terzo posto ottenuto nella prova decisiva. Pochi giorni dopo, a Nida, l’equipaggio triestino ha confermato il proprio valore vincendo anche il titolo europeo Junior. Un risultato che prosegue un percorso iniziato molti anni fa e già ricco di successi. Lisa e Vittorio sono cresciuti insieme tra Optimist e 420, classe nella quale hanno conquistato titoli mondiali ed europei, prima di passare al 470. Nel 2025 avevano già vinto il Campionato Europeo Junior 470 Under 17, mostrando fin dall’inizio una rapida capacità di adattamento alla nuova barca. Ora sono impegnati nel confronto con la flotta internazionale senior di una classe che sarà presente ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 come Mixed Dinghy. Nella prima parte del 2026 hanno partecipato anche ai principali appuntamenti del circuito olimpico, chiudendo al diciassettesimo posto la Settimana Olimpica Francese di Hyères dopo aver conquistato l’accesso alla Gold Fleet.

A raccontare questa doppietta, il valore degli allenamenti nel Golfo di Trieste e le prospettive future sono gli stessi Lisa Vucetti e Vittorio Bonifacio, insieme al loro allenatore della Società Velica di Barcola e Grignano, Matjaž Antonaz.

LISA VUCETTI

Gli ultimi due titoli sono stati conquistati grazie a una maggiore velocità oppure hanno fatto la differenza tattica e strategia?

“Credo che siano stati vinti grazie a una combinazione di questi aspetti. In entrambe le manifestazioni riuscivamo spesso a recuperare nelle poppe quando ci trovavamo un po’ più indietro rispetto alle prime posizioni. Allo stesso tempo, molte volte siamo riusciti a passare davanti già nella prima bolina grazie a un buon bordeggio e alle scelte tattiche e strategiche. Questo è avvenuto soprattutto all’Europeo, dove il vento era molto oscillante e bisognava interpretare continuamente il campo di regata”.

Gli equipaggi della XIII Zona stanno ottenendo molti risultati a livello giovanile e non solo. Cosa significa crescere sportivamente a Trieste e, più in generale, in Friuli Venezia Giulia?

“Penso che una parte importante della differenza sia rappresentata dal mare nel quale ci alleniamo. Nel Golfo di Trieste navighiamo in condizioni molto varie e spesso impegnative, con Bora, Scirocco, Maestrale, brezze termiche, onda corta e corrente. Tutto questo obbliga un giovane velista ad adattarsi continuamente, sviluppando una grande capacità di leggere il campo di regata e interpretare situazioni sempre diverse. In altri luoghi si può trovare anche più vento, ma talvolta le condizioni sono più ripetitive e le regate finiscono per assomigliarsi. Nella XIII Zona si cresce bene anche perché esiste un forte senso di comunità. Noi velisti siamo amici e spesso ci alleniamo insieme. In questo modo abbiamo la possibilità di confrontarci con altri equipaggi e di alzare progressivamente il livello generale della flotta triestina”.

Quali sono i vostri programmi per la parte conclusiva dell’anno?

“Adesso ci aspettano circa tre settimane di pausa, utili per riposare e recuperare energie. Alla fine di agosto riprenderemo con i raduni federali a Talamone, per poi spostarci probabilmente a Ostia. A metà ottobre parteciperemo al Campionato Italiano delle Classi Olimpiche, in programma a Napoli”.

VITTORIO BONIFACIO

Quale vittoria di quest’anno vi siete goduti maggiormente, indipendentemente dall’importanza del campionato?

“La regata che ci ha emozionato maggiormente è stata sicuramente quella del Mondiale. Arrivavamo da un periodo di allenamenti e competizioni nella categoria senior e avevamo voglia di tornare a confrontarci anche con gli equipaggi Junior. Non partivamo con aspettative precise, volevamo semplicemente esprimerci al meglio. È stata una vittoria molto combattuta, con diversi equipaggi rimasti in corsa fino alla fine. Proprio per questo il Mondiale è probabilmente il successo che abbiamo vissuto con maggiore emozione”.

In un periodo nel quale molti giovani sono attratti dalle classi foil, che cosa trovate ancora affascinante e attuale nel 470?

“Nel 470, rispetto alle classi foil, si possono giocare molte più carte. La velocità pura non è l’unica componente decisiva. Bisogna saper leggere il campo, conoscere bene la barca, capire che cosa fare e scegliere con attenzione la parte del percorso verso la quale dirigersi. È una classe che richiede una conoscenza molto approfondita e una continua interpretazione delle condizioni. Non è una capacità scontata e, quando si riesce a svilupparla, può diventare un elemento importante da sfruttare a proprio favore”.

In quale modo gli allenamenti a Trieste e la crescita nella XIII Zona hanno influito sul vostro percorso sportivo?

“Gli allenamenti svolti in Zona hanno influito moltissimo sulla nostra crescita, soprattutto quelli affrontati negli anni del 420 e che abbiamo portato con noi nel passaggio al 470. Ci siamo allenati quasi sempre a Trieste con Matjaž Antonaz e con la Società Velica di Barcola e Grignano. Il lavoro svolto in quel periodo ci ha fornito una base tecnica e sportiva fondamentale per tutto ciò che è arrivato successivamente”.

L’ALLENATORE MATJAŽ ANTONAZ

Quali sono le qualità migliori di questo equipaggio?

“La loro qualità principale è sicuramente l’affiatamento. Il legame di amicizia tra Lisa e Vittorio nasce già ai tempi dell’Optimist, è proseguito nel 420 e ora continua nel 470. Tra loro esiste una chimica particolare. In barca servono poche parole per comprendere quale tattica o strategia applicare. Questa intesa permette loro di prendere decisioni rapidamente e di reagire insieme alle diverse situazioni che si presentano sul campo di regata”.

Crede che possano ambire alla partecipazione a un’edizione dei Giochi Olimpici?

“Certamente possono ambire alle Olimpiadi. A Los Angeles 2028 mancano due anni e oggi ci sono due equipaggi senior italiani che hanno maggiore esperienza e sono più avanti nel percorso. Lisa e Vittorio, però, crescono giorno dopo giorno e possono continuare a lavorare senza avere eccessive pressioni sulle spalle. Nello sport non si può mai sapere che cosa possa succedere. Pensando a Brisbane 2032, invece, li considero tra gli equipaggi che potranno essere in prima fila. Se la salute li accompagnerà e potranno contare sui finanziamenti necessari, li vedo sul campo di regata olimpico con la possibilità di essere protagonisti”.

Un equipaggio capace di ottenere risultati tanto importanti può aiutare la crescita del movimento del club e della XIII Zona?

“Nel 420 Lisa e Vittorio hanno sicuramente contribuito a trainare il movimento della Zona. La loro presenza e i loro risultati hanno offerto agli altri equipaggi un riferimento importante durante gli allenamenti. Ora la situazione è diversa. Nel 470 sono l’unico equipaggio del nostro gruppo e avrebbero bisogno di altre barche con le quali allenarsi regolarmente a casa. Non essendoci attualmente altri equipaggi della stessa classe, sono costretti a spostarsi a Portorose oppure in Liguria. È un problema concreto, perché comporta trasferte, costi e una maggiore complessità nell’organizzazione del lavoro”.

La doppietta mondiale ed europea rappresenta quindi un nuovo punto di partenza. Dietro ai titoli di Lisa Vucetti e Vittorio Bonifacio ci sono l’amicizia nata da giovanissimi, gli anni trascorsi insieme in barca, il lavoro della Società Velica di Barcola e Grignano e le condizioni sempre differenti del Golfo di Trieste. Il prossimo passaggio sarà consolidare il confronto con la flotta senior internazionale e proseguire il percorso nella classe olimpica. Los Angeles 2028 resta una possibilità da affrontare con serenità, mentre Brisbane 2032 rappresenta una prospettiva sulla quale costruire, giorno dopo giorno, il futuro sportivo di uno degli equipaggi più interessanti cresciuti nella XIII Zona FIV.

advertising
PREVIOS POST
Vela, arriva Cadamà: inclusione e pari opportunità approdano alle Vele di Imperia
NEXT POST
Una settimana al Trofeo Mario Formenton a Porto Rafael, Palau