FIV: Campionato Sociale J24 2026 concluso a Olbia

FIV: Campionato Sociale J24 2026 concluso a Olbia

FIV: Campionato Sociale J24 2026 concluso a Olbia

Sport

06/05/2026 - 11:24

Si conclude a Olbia il Campionato Sociale J24 con la 4 tappa.
Sventola alto il guidone della Lega Navale La Maddalena, portato ancora una volta in vetta alla classifica dal team isolano di Botta Dritta, timonato da Mariolino Di Fraia, con Camillo Di Fraia alle scotte, Ezio Diana in pozzetto, Filippo Morosi all’albero e Andrea Tirotto a prua.

La giornata ad Olbia diceva sole in abbondanza e vento teso ma nessuno aveva immaginato che da scirocco potesse diventare tanto forte nel corso della mattinata.
L’ufficiale di regata Salvatore Corda, coadiuvato in barca comitato da Lorenzo Piazza, Marco Pizzimentu e dal Vicepresidente della Lega Navale Olbia Alessandro Doveri, nonostante vento e onde, è riuscito a piazzare un campo perfetto grazie al poliedrico Riccardo Pirina alle boe, dando il via alla prima prova della giornata.

Subito avanti Vigne Surrau all’attacco dalla seconda posizione della classifica generale con l’intento di rosicchiare il vantaggio di soli tre punti di Botta Dritta, terzo alla prima boa di bolina, dietro 12.1.

Aurelio Bini e il suo equipaggio domavano vento, onde e barca, allungandosi lungo tutto il percorso, fino a vincere indisturbati, dimostrando perfetta padronanza in condizioni di vento forte salito nel frattempo fino a 25 nodi di intensità. Dietro, escluso un solido 12.1 condotto da Gianluca Manca (Antonio Soddu, Costantino Soddu, Andrea Manca, Fabrizio Garau i membri dell’equipaggio) che manteneva testa alle condizioni sempre più dure dimostrandosi padrone della situazione, Aria del capo flotta Marco Frulio era costretta al ritiro per la rottura del boma, spezzatosi in una strambata impegnativa. L’uscita di scena di Aria dava respiro a Botta Dritta, in difficoltà nella prima poppa senza spinnaker, terzo alla fine nonostante la rottura della torretta del carica basso e di un rinvio della drizza genoa.

Apprensione per un membro dell’equipaggio di Glicerina, vittima di un incidente con trauma costale, con rientro anticipato in porto per opportuna visita in pronto soccorso, da dove sono poi arrivate notizie rassicuranti pur nella serietà dell’infortunio. Tutti i partecipanti non hanno potuto che augurare una pronta guarigione al loro compagno perché se c’è una cosa che in questa flotta non viene mai meno è l’unione intorno a valori come amicizia e solidarietà.

Al termine della prima prova le condizioni del vento peggioravano ancora e come se non bastasse, nonostante caparbietà e insistenza, il comitato di regata non riusciva a rimettere la barca giuria in sicurezza su di un solido ancoraggio che continuava a venir meno a causa del moto ondoso e del forte vento. Saggia la decisione di porre fine alla giornata di regate anche alla luce delle avarie occorse e i ritiri, perché la sicurezza viene sempre prima di tutto.

Un sospiro di sollievo per tutti sicuramente, forse meno per i ragazzi di Vigne Surrau pronti all’assalto finale, negato dalle condizioni meteo.

Una calda spaghettata annaffiata da birra gelata ha messo alla fine tutti d’accordo come al solito, in un clima di grande sportività. Come quella dimostrata dal vincitore Botta Dritta che per bocca del suo timoniere Mariolino Di Fraia, dopo i ringraziamenti di rito agli organizzatori, alla Lega Navale La Maddalena e al proprio equipaggio, ha reso l’onore delle armi agli amici di Vigne Surrau manifestando il piacere di condividere con loro il primo posto. Il Circolo Nautico Arzachena faceva comunque il pieno di premi occupando anche il terzo gradino del podio con Sardares.

Marco Frulio ha dato quindi appuntamento a tutti ad ottobre per il campionato zonale e la tappa del circuito nazionale, sempre ad Olbia, sempre ospiti della Locale Sezione della Lega Navale, con l’auspicio di vedere in acqua al completo la flotta dei 10 J24 presenti e altri armatori infoltire il numero dei partecipanti. Perché se c’è una cosa che hanno dimostrato le 10 prove disputate, è che la classe è sempre viva, fatta di velisti di altissimo livello, sempre invitati a far parte degli equipaggi di tutte le altre regate in giro per l’isola; una classe capace di tenere unite generazioni anche molto distanti di velisti giovanissimi e dai capelli argentati che si dimostra tecnica, impegnativa e imprescindibile, nonostante una evoluzione che alla vela avrà anche messo le ali ma che l’adrenalina che ancora sanno regalare le planate in J con trenta nodi di vento nessun foil può equiparare.

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