GX42, lo yacht ibrido di GX Superyachts

GX42, lo yacht ibrido di GX Superyachts

GX Superyachts GX42, primo yacht della serie di 42 metri

Superyacht

06/10/2026 - 12:25
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GX Superyachts ha presentato il GX42, primo yacht della sua nuova serie di 42 metri, dopo il debutto mondiale al Monaco Yacht Show 2026. Il progetto è stato sviluppato dall'azienda con il design esterno e interno di Marco Casali e il contributo di Names per l'architettura navale e l'ingegneria; lo yacht è costruito presso Ses Shipyard.

Il punto di partenza del progetto è l'architettura energetica. Propulsione, generazione elettrica, accumulo nelle batterie, produzione solare e carichi di bordo sono stati considerati come parti dello stesso sistema, che può scegliere la fonte di energia più adatta in base alle condizioni operative. L'azienda attribuisce a questa impostazione effetti anche sulla vita a bordo, con un ambiente più silenzioso e confortevole, e la collega a un'idea di benessere in mare fondata su calma, relazione e facilità nella vita quotidiana. Nella presentazione del progetto GX Superyachts parla di uno yachting responsabile che non rinuncia al comfort.

"Il GX42 nasce da una filosofia molto chiara: l'efficienza va progettata nello yacht fin dall'inizio, non aggiunta in un secondo momento con singole tecnologie", ha dichiarato Vladimir Zinchenko, CEO e fondatore di GX Superyachts. "Integrando un sistema di propulsione ibrida parallela, un accumulo di batterie consistente, la generazione solare, uno scafo orientato all'efficienza e una gestione intelligente dell'energia, abbiamo creato un'architettura energetica in cui ogni elemento lavora insieme agli altri. Il design di Marco Casali completa questa visione e trasforma l'efficienza tecnica in un ambiente di bordo particolarmente spazioso, silenzioso e confortevole. Per noi è questa la vera innovazione del GX42: una tecnologia che migliora l'esperienza senza diventare essa stessa l'esperienza."

Sul piano tecnico la caratteristica principale del GX42 è la propulsione ibrida diesel-elettrica di tipo parallelo. In un ibrido seriale i motori diesel servono soprattutto a produrre elettricità e la spinta è fornita da motori elettrici; sul GX42 resta invece il collegamento meccanico tra i motori diesel principali e le linee d'asse. Le macchine elettriche sono inserite nella linea di trasmissione, così che potenza meccanica ed elettrica possano essere combinate oppure usate in modo indipendente, a seconda della modalità operativa. La propulsione diesel convenzionale è disponibile per la navigazione prolungata e per le richieste di potenza più elevate, mentre la parte elettrica interviene nelle condizioni a basso carico e nelle modalità ibride. Nella modalità appropriata, secondo l'azienda, le macchine elettriche possono contribuire anche alla gestione complessiva dell'energia di bordo. L'impianto si basa su due motori principali Man con linee d'asse convenzionali. Per GX Superyachts il GX42 va quindi considerato un ibrido parallelo progettato per sfruttare i punti di forza di entrambe le forme di propulsione, diverso da uno yacht a propulsione elettrica che imbarca generatori diesel solo per estendere l'autonomia.

A sostegno di questa architettura c'è un banco di batterie al litio ferro fosfato (LFP) con una capacità nominale di circa 938 kWh, composto da 24 moduli da circa 39,1 kWh ciascuno. Le batterie servono sia alle funzioni legate alla propulsione sia al fabbisogno elettrico di bordo. In rada, invece di tenere sempre acceso un generatore per alimentare i servizi, lo yacht può usare l'energia accumulata nei periodi in cui la domanda lo consente. Secondo GX Superyachts questo riduce le ore di funzionamento dei generatori e può rendere l'ambiente più silenzioso e con meno vibrazioni, in particolare di notte.

L'azienda indica la possibilità di arrivare fino a 48 ore di permanenza in rada a zero emissioni e una riduzione dei consumi elettrici di bordo fino al 45%. GX Superyachts presenta queste cifre come obiettivi operativi dichiarati: le prestazioni effettive dipendono, tra l'altro, dai carichi di bordo, dalla richiesta dell'impianto di climatizzazione, dalle condizioni ambientali, dallo stato di carica delle batterie e dall'apporto solare.

Sulle superfici superiori dello yacht sono installati circa 27 kWp di pannelli fotovoltaici, compresi elementi collegati alle ali apribili del sundeck. L'energia solare entra nel sistema elettrico di bordo come le altre fonti: quando le condizioni lo permettono alimenta le utenze e ricarica le batterie, riducendo la quota di energia da produrre con il carburante. L'azienda precisa che su un 42 metri il fotovoltaico non può sostituire i motori di propulsione né coprire tutto il fabbisogno di bordo in ogni condizione operativa. Il suo contributo è cumulativo: ogni kilowattora prodotto dal sole è energia che non deve essere generata da un motore diesel né prelevata dalle batterie.

Il progetto parte anche dalla carena. Il GX42 ha uno scafo snello, pensato per la navigazione a lungo raggio, secondo il principio che ridurre l'energia necessaria a muovere lo yacht conta quanto aumentare quella disponibile. I dati di progetto attuali indicano un'andatura economica di circa 9 nodi e un'autonomia dichiarata di oltre 5.000 miglia nautiche; la propulsione convenzionale consente velocità di crociera più alte. Nella descrizione dell'azienda gli elementi si sostengono a catena: uno scafo più efficiente richiede meno potenza, la minore richiesta amplia il campo di impiego del sistema ibrido, le batterie permettono di usare motori e generatori meno spesso o più vicino ai loro punti di carico efficienti, e il fotovoltaico aggiunge energia senza consumo di carburante.

La gestione dell'energia è affidata a un sistema di controllo che coordina le fonti disponibili in base alla domanda e alla modalità operativa, senza che ospiti o equipaggio debbano gestire attivamente l'impianto ibrido. Quando il GX42 resta in rada alimentato dalle batterie, si evitano il rumore continuo, le vibrazioni e i gas di scarico dei generatori tradizionali. Per questo l'azienda considera l'ibridazione una tecnologia legata al comfort oltre che all'energia e alle emissioni. L'obiettivo dichiarato è che la tecnologia lavori in gran parte dietro le quinte e renda la vita a bordo più silenziosa, fluida ed efficiente, senza farla percepire come più tecnica. La gestione energetica punta a limitare l'uso dei motori a combustione quando non è necessario, mantenendo l'autonomia e la flessibilità operativa che ci si aspetta da un superyacht convenzionale.

GX Superyachts ricorda che nessuna delle tecnologie installate a bordo, dai motori diesel alle macchine elettriche, dalle batterie al litio ai pannelli fotovoltaici fino ai sistemi di gestione dell'energia, è inedita se presa singolarmente. Ciò che l'azienda indica come distintivo è la loro integrazione su uno yacht di lusso di 42 metri destinato alla navigazione a lungo raggio, in cui propulsione, generazione elettrica, accumulo e consumi di bordo sono trattati come un unico sistema interconnesso.

Il primo esemplare è nella versione Raised Pilot House, con sovrastruttura dalle linee curve e ponte superiore a profilo basso. Secondo GX Superyachts gli spazi sono stati concepiti per lunghi periodi a bordo con la famiglia, e il design di Casali usa i volumi ottenuti grazie all'impostazione tecnica per creare ambienti ampi e silenziosi. Il ponte superiore è pensato per collegare la vita negli interni con quella all'aperto. La configurazione prevede cinque cabine: sul ponte principale c'è la suite armatoriale a tutto baglio, con una terrazza privata a prua; sul ponte inferiore si trovano una suite VIP con balcone abbattibile e altre tre cabine per gli ospiti.

Gli spazi comuni sono concentrati sul ponte principale e sul ponte superiore. Il primo ospita una zona pranzo per 10 persone e il salone; il secondo aree lounge, prendisole, un bar e una Jacuzzi.

L'azienda descrive il linguaggio progettuale di Casali come coerente con il carattere sobrio dell'ingegneria dello yacht. Per gli interni il designer ha scelto noce, pelle italiana, pietra e tessuti neutri, con curve ad ampio raggio ripetute nei dettagli dei soffitti, negli arredi, negli specchi, nei mobili e nelle aperture. Marmo turco retroilluminato, pannelli in metallo liquido e opere d'arte selezionate fanno da punti focali, mentre le vetrate a tutta altezza aumentano la luce naturale. L'illuminazione, diretta e indiretta, è firmata da Ultra Luce e permette di passare da un'atmosfera luminosa e conviviale a una più raccolta.

©PressMare - riproduzione riservata

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