L’analisi di Tommaso Chieffi, una splendida Luna Rossa

L’analisi di Tommaso Chieffi, una splendida Luna Rossa

L’analisi di Tommaso Chieffi, una splendida Luna Rossa

Editoriale

02/12/2023 - 17:01

Una splendida Luna Rossa, quella che abbiamo visto nella America’s Cup Preliminary Regatta di Jeddah, con un equipaggio giovane ma super determinato, con il giusto mix di varietà al suo interno: due campioni assoluti, Ruggero Tita e Marco Gradoni, con due spalle tattiche e tecniche di eccelso livello in Vittorio Bissaro e Umberto Molineris. Sicuramente una sorpresa meravigliosa, in un ciclo di Coppa che per ragioni di format vede poche regate di avvicinamento e che questa formula del monotipo AC 40 sicuramente ravviva.

Quattro ragazzi giovani che ricordano molto il nuovo fenomeno del tennis, Jannik Sinner, che faranno vedere grandi cose nel futuro. Peccato solo per qualche lieve problema tecnico a bordo nella penultima e ultima regata e un “nose dive” – una ingavonata – nel corso della poggiata all’ultima boa, dove è uscito il timone a causa delle condizioni decisamente al limite per quel tipo di barche, abbiano fatto sì che non ci fosse la conclusione finale con la ciliegina sulla torta. Quello che è stato impressionante dei nostri è la loro velocità, l’assenza di grosse sbavature, sono stati molto precisi nell’esecuzione delle manovre, sia dal punto di vista della velocità che della tecnica e questo credo abbia avuto un grande ruolo nel tenere il gioco molto pulito.

La giovinezza di questi ragazzi è sicuramente un punto di forza, perché su barche sempre più veloci e sempre più tecnologiche - pensiamo soltanto al fatto che il loro navigatore è un telefonino portatile come quello che ogni ragazzo usa tutti i giorni - la velocità di reazione e la capacità di apprendimento rapido sono fondamentali. Gradoni, proprio perché così giovane, è riuscito a replicare in poco tempo l’esperienza di foiling dei suoi compagni più grandi passando ore al simulatore. Sui valori degli altri c’è poco da aggiungere, Tita è il campione olimpico in carica del Nacra17 foiling, Bissaro ha vinto un mondiale sulla stessa barca, Molineris arriva dallo skiff 49er e porta a bordo l’esperienza della scorsa campagna di Coppa. Gli AC40 stanno agli AC75 come il go-kart - o le formule monoposto minori - sta alla Formula 1 e come nell’automobilismo il go-kart è la base di partenza per poi passare alle formule maggiori, così la AC40 Class è propedeutica alla Coppa America che si disputa sulle barche grandi. Sicuramente le regate a match race con l’AC75 sono un gioco più complicato dove l’esperienza può contare di più, inoltre chi avrà una barca più preparata potrà essere leggermente più veloce, ma siamo alla seconda edizione con gli AC75, per cui penso che questa volta le prestazioni delle barche saranno più livellate.

Luna Rossa credo che possa essere stracontenta di avere quattro campioni così e di averli portati sui campi di regata. Saranno degli ottimi sparring partner per i nostri “anziani” ma esperti Jimmy Spithill e Checco Bruni, sicuramente alzeranno il livello tecnico e agonistico di tutta la squadra che mai come ora fa paura anche ai Defender dell’America’s Cup, Team New Zealand.

Per quanto riguarda l’opacità di alcuni altri concorrenti, al netto di problemi tecnici patiti il primo giorno dagli americani, va detto che si tratta di una classe One Design, per cui ci sta che una settimana possa andare storta, inizia male e così finisce.

Personalmente mi sono divertito davvero molto a seguire queste regate, a conferma che anche il format funziona, però la regia televisiva necessita ancora di una messa a punto.

In conclusione che dire, Ad maiora! Speriamo di vedere altre prove come quelle di questa serie appena disputata da Luna Rossa.

 

Tommaso Chieffi

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