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Coppa America colpo su colpo, Luna Rossa vince ed ETNZ risponde

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36esima America’s Cup
36esima America’s Cup

Il terzo giorno di regata della 36ma America’s Cup continua con un punteggio di parità tra Challenger e Defender. Oggi più che mai, in condizioni di marginal foiling dove tenere la barca in volo è di per sé un’impresa da supervelisti, le partenze sono state determinanti. Tuttavia, mentre ieri notavamo come il concorrente che beneficiava dell’ingresso con anticipo mure a sinistra appariva avvantaggiato, oggi le partenze sono state vinte da chi è entrato 10 secondi dopo nel box di prepartenza, dando così conferma alla convinzione espressa da Spithill nell’intervista post regata.

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Partenza regata 5 Coppa America 36
Partenza regata 5 Coppa America 36

La quinta regata inizia con condizioni meteo assolutamente simili a quelle trovate nella giornata di ieri, anche se il vento, già debole sugli 8-9 nodi, cala a 7 proprio nelle fasi dello start. Partenza schiacciante in favore di Luna Rossa, entrata mure a dritta sul campo di regata e dunque per seconda. Gli italiani vanno subito molto profondi per poi risalire e approcciare la linea di partenza sopravento ai kiwi, con ampio spazio per poggiare e restare veloci in foiling mentre bruciavano gli ultimi secondi prima dello start sul pin, mentre ETNZ non riusciva a riprendere velocità, forse anche per via della diversa conformazione, a T, dei sui foil. Immediatamente, la barca condotta da Checco Bruni e James Spithill, con Pietro Sibello nel ruolo di randista e tattico, si allunga sulla sinistra e solo dopo un tempo che per i Defender sembra interminabile, New Zealand riesce ad accelerare, virare sulla dritta del campo e cercare una rimonta, ma la regata è ormai compromessa. Il distacco alla prima boa è già di 32 secondi, che rimane inalterato anche dopo la prima poppa, regatata senza apparenti difficoltà: gli italiani virano la boa cercano il vento e poi quando New Zealand completa la stessa manovra, iniziano a coprire l’avversario secondo i dettami del match race.

Il vantaggio si mantiene così sempre più o meno attorno ai 250 metri. La seconda bolina termina con un distacco ridotto a 22 secondi ma, nonostante i tentativi di recupero di New Zealand, Luna Rossa sembra ancora in totale controllo. La seconda poppa termina con oltre 300 metri di distacco che in termini temporali diventano 27 secondi, quindi con un piccolo guadagno della barca italiana. L’ultima bolina trascorre senza sussulti, con una serie di virate giocate da New Zealand, cercando disperatamente di recuperare, ma puntualmente marcate dal pozzetto italiano fino all’ultimo cancello che porta alla poppa conclusiva. L’ultima boa fa segnare un vantaggio di 23 secondi per la barca italiana che sfrutta subito una maggiore pressione del vento, tale da farle fare un ulteriore balzo in avanti portando la distanza fra le due barche a oltre 300 metri. L’ultimo lato, ancora di poppa, prosegue “in discesa” per la barca italiana che taglia così il traguardo per prima, portandosi sul 1 a 0 di giornata, 3 a 2 sul computo totale delle regate.

Con questa vittoria James Spithill coglie due record: raggiunge Dennis Conner in testa alla classifica dei timonieri più vincenti nella storia dell’America’s Cup, entrambi a 17 vittorie, e porta a tre i successi di un team italiano in una finale di Coppa America, cosa mai accaduta prima.

Partenza regata 6 Coppa America 36
Partenza regata 6 Coppa America 36

La seconda prova di giornata vede Luna Rossa entrare mure a sinistra, dunque per prima nel box di prepartenza del campo di regata. Un piccolo vantaggio che New Zealand cerca subito di annullare piombando sulla poppa degli italiani ma poi scegliendo di virare a sinistra per prendere una raffica di vento più fresco. Luna Rossa invece subisce la stessa sorte vissuta dai neozelandesi nella regata precedente: un buco di vento porta la barca in semidislocamento sul bustle, la chiglietta, e non in full foiling che fatica ad accelerare. ETNZ invece è libera di volare e di essere portata sui suoi angoli, che di bolina sono relativamente bassi ma con maggior velocità, e il distacco diviene subito significativo, anzi enorme. Dopo un minuto di regata siamo oltre i 400 metri e alla prima boa i secondi di ritardo già 52. Regata segnata anche perché l’aria leggera e rimane sostanzialmente costante, non offrendo alcuna opportunità di recupero approfittando di salti o buchi. La regata così scorre senza storia, con ritardi sempre crescenti, virata dopo virata, lato dopo lato, e Team New Zealand vince portando il punteggio di giornata sull’1 a 1, e il computo totale dell’America’s Cup sul 3 a 3.

La 36ma edizione della Coppa America è ancora ben lungi dall’avere un padrone. Peter Burling e i suoi dimostrano di saper reagire con freddezza ai momenti di pressione e di fare immediato tesoro degli errori commessi, ma altrettanto vale per Luna Rossa, che sinora è sempre stata la prima a portarsi in provvisorio vantaggio, una situazione che di certo non fa dormire sonni tranquilli al team leader kiwi, Grant Dalton, e ai suoi che probabilmente contavano su una superiorità del mezzo ben più evidente.

Appuntamento a domattina ben prima dell’alba italiana, ad Auckland sarà pomeriggio e con meteo previsto ancora una volta di sole e brezza termica leggera.

Giuliano Luzzatto

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