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CBoat Yacht Builder firma nuovo contratto per Explorer 28S

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CBoat 28S
CBoat 28S

CBoat Yacht Builder, cantiere del made in Italy con base operativa a Monfalcone, ci fa sapere di aver appena firmato il contratto per la costruzione di una nuova nave.

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28m Explorer, questo il tipo di nave che il cantiere si appresta a costruire per il suo armatore, che il 16 agosto ha firmato il contratto con l’azienda per l’avvio dei lavori.

Abbiamo parlato con Mauro Corvisieri, titolare e anima del cantiere, al quale abbiamo rivolto alcune domande:

Sig. Corvisieri, innanzi tutto complimenti per questo nuovo contratto…

Grazie, devo dire che siamo molto contenti di aver portato in azienda questo risultato, ci abbiamo lavorato molto e con il consueto entusiasmo che da ormai 11 anni distingue tutti in CBoat, da me che ne sono titolare a tutte le persone che quotidianamente offrono il loro impegno per realizzare questo sogno. Non voglio sbilanciarmi sull’onda dell’entusiasmo, ma stiamo lavorando seriamente anche ad altri progetti, ma avremo modo di parlarne in seguito magari, a cose più definite, diciamo che siamo molto impegnati e questo nuovo contratto ci fa ritenere di essere sulla strada giusta.

Ci può dire di che tipo di nave si tratta, se è totalmente nuova…

E’ uno dei progetti che proponiamo tra quelli che abbiamo fatto sviluppare pensando a una gamma ben definita di navette. In questo caso, pur basandosi sul concept del precedente yacht di 27 metri da noi costruito e varato quest’anno, la sovrastruttura e le soluzioni di allestimento sono da Explorer puro. Il suo armatore ha apprezzato proprio questo genere di forme e al contempo la nostra capacità di costruire navi in acciaio di qualità, con materiali selezionati minuziosamente e soprattutto in quantità tale da garantire lunga vita a quello che a mio avviso, deve essere un oggetto destinato a vivere a lungo.

Un Explorer sicuramente si rivolge a un armatore con le idee chiare su ciò che vuole dalla sua barca. In questo caso ha avanzato richieste particolari?

Il Cboat 28 Explorer S, ossia della serie custom, ha trovato subito il gradimento del cliente che cercava proprio una barca di questo tipo, con caratteristiche da vero explorer, quindi, scafo in acciaio, robustezza strutturale in grado di permettergli di affrontare anche navigazioni molto impegnative e poi, tanto spazio a bordo nonostante si tratti di uno yacht omologato come imbarcazione, in quanto lo scafo è al limite dei 24 metri. Una delle richieste che rendono questo yacht ancor più originale è quella della piscina a poppa, grande e soprattutto affacciata su una piattaforma davvero generosa, insomma, un beach area da yacht di dimensioni sicuramente maggiori. C’è anche molto altro su questo yacht, tanti dettagli e soluzioni espressamente richieste dall’armatore e che ci siamo impegnati a realizzare.

A giudicare dai rendering i volumi sono stati impegnati in modo molto razionale…

Esatto, su lunghezze simili bisogna stare molto attenti agli equilibri formali, anche quando ci si spinge verso la ricerca di grandi spazi adottando soluzioni come il wide body a prora sul ponte principale. Il rischio di costruire barche esteticamente poco accattivanti c’è, in questo caso il cliente ci aveva chiesto di customizzare il modello base del nostro explorer cercando di ridurre alcune aree interne, dando maggiore enfasi agli spazi all’aperto con particolare attenzione al pozzetto. Inoltre, ci aveva anche chiesto di sviluppare una soluzione capace di esprimere il concetto dell’open space, dunque, ampi spazi ottenuti mettendo in comunicazione diverse aree. I nostri architetti Benedetto Inzerillo e Attilio Albeggiani sono a mio avviso riusciti a interpretare molto bene le richieste del cliente, a modulare ogni cosa in modo adeguato, ottenendo spazi al coperto e scoperti davvero ragguardevoli. Sicuramente siamo stati aiutati dalla larghezza totale di 7,50 m, ma soprattutto dallo studio di design e ingegneria che ha permesso di gestire ogni spazio in modo razionale.

Per quanto riguarda gli interni come li avete suddivisi?

Innanzi tutto la suite armatore è sul ponte principale e occupa l’intera larghezza dello scafo e della sovrastruttura, inoltre, è dotata di un balcone sulla dritta, tanto spazio, tanta luce naturale e tanta privacy. Il ponte inferiore ospita due cabine VIP, molto ampie e ben illuminate da aperture a scafo generose, alle quali si aggiunge una doppia con letti in piano, tutte con bagno privato e accesso da un corridoio centrale. L’equipaggio ha a disposizione l’intera porzione prodiera dello scafo, con due cabine doppie, due bagni, mensa e zona relax. Tornando sul ponte principale qui troviamo il salone che a poppa si affaccia sul grande pozzetto che termina con la piscina e le scale laterali di accesso alla plancia poppiera. Una soluzione che abbiamo sviluppato tenendo in mente l’intero ponte, ad eccezione della suite armatore, può essere vissuto in continuità dall’estrema poppa fino alla lobby da cui poi si accede alla zona armatore. Sul ponte superiore abbiamo previsto la zona pranzo dotata di una vetrata che si apre verso l’alto, in continuità visiva con la lounge all’aperto con affaccio sulla piscina. A prua di questo ponte si trova la plancia, in posizione rialzata e predominante, dotata di grande visibilità sull’orizzonte e alette di manovra in vero stile navale. Infine c’è il sundeck, dove a dritta abbiamo realizzato la stazione di governo all’aperto e poi tutto il ponte è dedicato ai bagni di sole. C’è da aggiungere che gli spazi all’esterno dedicati al relax non sono solo quelli presenti su ogni ponte a poppa, perché il ponte superiore a prora prevede un grande divano posto per madiere da cui godere la navigazione o anche il relax quando si sta alla fonda. Infine, la SPA a poppa, che contribuisce a rendere questo yacht davvero completo.

Un’ultima domanda, ci sembra un mezzo molto adatto anche al charter…

Di fatto lo è, quattro cabine grandi e comode, aree equipaggio che permettono di far vivere comodamente il personale anche per periodi molto lunghi, aree all’aperto e al coperto che assicurano privacy agli ospiti. Insomma, è un progetto che si presta sicuramente all’utilizzo per il charter, ma che per un utilizzo esclusivo è in grado di offrire anche al più esigente degli armatori spazi adeguati anche quando si vuole vivere a bordo un’intera stagione. Del resto la filosofia dell’explorer è proprio quella di offrire la possibilità di avventurarsi in posti remoti, che non si raggiungono in tempi rapidi.

A questo punto non ci resta che congratularci con Mauro Corvisieri e tutto il personale del cantiere per il nuovo contratto appena firmato, anche se, ci rimane la curiosità degli altri progetti dei quali ci ha appena accennato il titolare di CBoat e dei quali speriamo di poter presto parlare. 

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