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Nautica, vela: visita a bordo del Baltic 107 Inukshuk

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Baltic 107 Inukshuk
Baltic 107 Inukshuk

Lo Studio del famoso architetto argentino German Frers ha disegnato uno yacht da crociera elegante, dalla la tuga bassa e le forme essenziali, in grado di sottolineare l’indole sportiva dello scafo, costruito in sandiwich di composito in carbonio, e per questo leggero – il dislocamento  è appena oltre le 78 tonnellate di cui ben 31,6 sono di zavorra. Una barca ben invelata, potente, con rigging in carbonio e la peculiarità di una deriva telescopica in grado di ridurre il pescaggio dell’imbarcazione dal massimo di 4,85 metri a un minimo di 3,35. Una soluzione tecnica di grande rilevanza, che enfatizza la versatilità dello scafo, consentendogli di navigare anche in acque meno profonde ma senza per questo diminuirne l’efficienza, e per nulla invasiva rispetto agli interni dell’imbarcazione.

Sotto coperta Adam Lay ha pianificato lo spazio per ospitare comodamente otto adulti e due bambini, cui ha dedicato un’apposita cabina con letti a castello, posizionata a tribordo verso poppa. La zona notte è poi suddivisa fra suite padronale, alla quale è consacrata l’estrema prua, una cabina VIP adiacente allo studio dell’armatore e due doppie che si trovano a centro barca.  La zona equipaggio, che è suddivisa in due cabine, è all’estrema poppa, vicino alla splendida cucina di bordo. Poco oltre mezza nave, verso prua, c’è il salone, su un piano rialzato e ben dimensionato, la cui superficie è suddivisa fra area pranzo con relativa dinette, a dritta, contrapposta a due divani a “L”, comodi, che rendono l’ambiente molto accogliente.

“Il cliente – afferma Adam Lay - ha voluto una barca il cui lusso non si manifestasse con lo sfarzo delle soluzioni glamour, fatte per stupire, ma evocando ciò che a lui piace di più: la natura. Quella specifica natura che si trova in una determinata area del nord dell’America, una regione di laghi, ovvero il posto che lui preferisce in assoluto al mondo. Voleva una barca – continua Lay - che non fosse preziosa per le opere d’arte esposte al suo interno, ma che in un certo senso fosse lei stessa un’opera d’arte, come solo la natura sa essere con l’armonia dei suoi colori, delle forme, delle mille sfumature che compongono ogni paesaggio. E’ stato quindi proprio sulla natura che abbiamo focalizzato tutta la nostra attività di analisi e ricerca, in modo da accontentare l’armatore nel focalizzare il suo ideale di barca. Ho visitato boschi, studiato e fotografato alberi, cercando di discernere solo le piante autoctone di quella regione, cogliendo ispirazione nel colore delle piante, delle pietre, del sottobosco… Credo che la forza degli interni di Inukshuk stia proprio nella ricostruzione che siamo riusciti a fare di quegli ambienti fra terra e acqua, talvolta talmente minuziosa e al dettaglio da lasciare stupito chi la osservi.”

Visitando la barca si resta effettivamente impressionati tutta questa cura applicata alla ricostruzione di ambienti dove la natura è la vera protagonista e il collegamento al luogo preferito dall’armatore è in tutto, sempre tangibile nell’uso delle essenze e in grado di riprodurre nuance e cromie tipiche dell’area, in un’esperienza sensoriale che dall’onirico passa ad assumere contorni decisamente fisici, da vedere e da toccare. Nelle testiere dei letti e in alcuni dei tessuti utilizzati a bordo – di Hannah Woodhouse - ad esempio, che sono ispirati ai licheni, ai loro colori ottenuti da pigmenti naturali, utilizzando bacche di piante autoctone, che vanno dal verde brillante all’arancione, a seconda delle cabine. E poi le essenze presenti nel salone, in rovere sbiancato e spazzolato cui contrasta la quercia spazzolata utilizzata per il piano del tavolo da pranzo, realizzata con una particolare finitura capace di mettere in risalto le venature in grigio e argento, proprie della corteccia del pino bianco tipico della zona geografica di riferimento. Servito da sedie colorate – McGuire – il tavolo - Parkway Interiors – è poi poggiato su una struttura che emula un fascio di tronchi d'albero della Georgian Bay, che attraversano il piano restando visibili come fossero inserti sul top. Altri richiami alla natura sono nel legname utilizzato per le particolarissime lampade da parete, che è in acero nativo della regione dei laghi. Nella pelle  presente nel salone e sul rivestimento dell’albero passante nello studio armatoriale - Garrett Leather  - che è leggermente goffrata per avere un lieve effetto corteccia. Nei massi che si trovano davanti ai living del salone, simili a quelli in granito che si possono trovare in riva a un lago, ma realizzati in fibra di vetro e schiuma, o nella pietra calcarea dei bagni - Pierre de Ruoms - liscia ma con fessure e crepe nella superficie, effetto ottenuto con un particolare processo di sabbiatura e spazzolatura.

Insomma, su Inukshuk tutto è stato realizzato ad hoc per accontentare l’armatore, per appagare il suo concetto di barca dove l’hi-tec, la sofisticazione tecnica tipica delle costruzioni Baltic resta ben percettibile all’esterno, in coperta, ma una volta varcato il tambuccio e scese le scale assume toni sempre più sfumati, neutri come i colori di pareti e cielini, orientati a un relax totale per il corpo e per la mente, rispetto ai quali ben risaltano i tessuti dai colori vivi utilizzati nei vari ambienti: Lelievre, Krevet, Pierre Frey, Jab, Romo, Lee Jofa, Rubelli, Armani Casa, Manuel Canovas, GP & J BAKER e Turnell & Gigon

 

Scheda Tecnica

Lunghezza f.t. m 32,64 - Larghezza m 7,43 - Immersione m  3,35/4,85 - Dislocamento kg 78.232 - Zavorra kg 31.600 - Piano Velico m 42,50 (I) – m 12,25 (J) – m 40,50 (P) – m 13,00 (E) - Materiale costruzione composito di carbonio - Riserva carburante l 4.000 - Riserva acqua l 1.500 - Motorizzazione 1x355 MHP Cummins

 

 

 

 

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