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60m per vincere le regate e girare il mondo

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Perini Navi ha recentemente presentato il secondo esemplare della sua serie di 60m, Perseus, che segue “Seahawk” dal quale si differenzia per numerose soluzioni tecniche.

Il concetto si serie in un ambito produttivo come quello che affronta Perini Navi ha connotazioni ovviamente molto diverse da come si è soliti intenderlo nelle produzioni industriali. Infatti, pur chiamando “serie” questi yacht di 60 m, è necessario specificare che si tratta di un’architettura navale di base costante ma di progetti fortemente personalizzati.

Perseus è un esempio molto forte di questa capacità di realizzazione di navi a vela tra loro molto diverse ma che condividono la piattaforma navale propria di Perini Navi. Questa seconda unità condivide con la prima molto poco, a cominciare dal piano velico, la prima armata a Ketch e Perseus armata a sloop per esempio, ma poi la doppia timoneria, il centro di carena arretrato di un’ordinata, armo interamente in carbonio e PBO/Kevlar. Tutto questo ha portato a un abbassamento del baricentro e a un bilanciamento che in mare, dopo i test eseguiti nel corso della recente regata di Palma de Mallorca, hanno confermato la validità del progetto. L’equipaggio durante un trasferimento da Malta verso la costa Toscana ha affrontato mare formato e venti di prora tra i 25 e i 30 nodi, registrando una stabilità di rotta e un comportamento sull’onda che non hanno esitato a definire sorprendente. Non solo, i dati registrati alle varie andature a vela rendono Perseus un vero avversario da battere nel mondo dei Maxi, in quanto grazie alla Doyle e al reparto di ricerca e sviluppo di Perini Navi si è ottenuto un piano velico molto potente ma equilibrato, al quale fa eco uno scafo con una tendenza al raddrizzamento elevata derivata dall’abbassamento del baricentro.

L’armatore è soddisfatto, ha sicuramente la barca giusta per vincere le regate dei grandi maxi, ma al contempo la barca che gli permette in assoluta sicurezza di attraversare gli oceani, cosa che già alla fine dell’estate farà con il suo equipaggio doppiando capo Horn in rotta per il Pacifico.

Perini Navi attinge alla sua lunga esperienza maturata anche nello sviluppo di soluzioni per l’avvolgimento di drizze, scotte e manovre volanti in genere. Naturalmente parliamo di manovre di grandi navi a vela dove i carichi in gioco sono talmente importanti da richiedere lo sviluppo di progetti specifici. In questo caso su Perseus sono stati installati winch di grandi dimensioni accoppiati a tamburi nascosti sotto coperta che permettono a tempo record, e non stiamo esagerando, di affrontare virate e strambate mettendo le vele a segno sulle nuove mura in pochi secondi. Su un 60 m che ha una superficie velica tale da aver costretto la Doyle a realizzare la più grande vela mai realizzata sinora, è facile intuire che riuscire a essere più veloci in queste manovre di barche concorrenti può rappresentare quei metri sulla linea di arrivo che decretano la vittoria. Dunque, non solo sviluppo tecnico su scafo e piano velico ma anche sugli impianti deputati a gestire l’una e l’altra cosa, perché anche la timoneria per esempio, è gestita da una centralina elettronica che permette al timoniere di avere sulla ruota il feedback necessario per mantenere sempre l’andatura più corretta.

Il livello di tecnologia presente su questa splendida nave a vela è sicuramente d’avanguardia, e le prestazioni lo testimoniano. La velocità massima di progetto è di 15.5 nodi, ma con 12 nodi di vento reale Perseus ha navigato a 13 nodi, dato che per un 60 m è decisamente importante in termini prestazionali.

Con un albero di 75 m e una chiglia retrattile che può variare il pescaggio da 4,30 m a 12,30 m, la capacità di stringere il vento e di sfruttare al massimo l’apparente si traduce in prestazioni elevate anche con poca aria, il che, per chi vuole vincere le regate, è sicuramente un elemento importante.

Ci sarebbe molto altro da dire su questa splendida nave esempio delle capacità ingegneristiche e produttive italiane, ma lasciamo spazio alle immagini che da sole riescono a esprimere molto di quello che vorremmo continuare a raccontare, come la qualità degli interni, il lusso e le tante possibilità di vivere sia dentro sia fuori nel corso della crociera.

Perseus è uno sloop unico nel suo genere, un cruise capace di affrontare in sicurezza il giro del mondo e al contempo di imporsi sui campi di regata internazionali dedicati ai maxi.

 

SCHEDA TECNICA

 

Costruttore/interior design: Perini Navi – Architettura navale Perini Navi/Ron Holland - L.f.t. m 60 – lunghezza al galleggiamento m 50,40 – larghezza massima m 11,40 – velocità massima nodi 15,5 – immersione m 4,30/12,30 – materiale di costruzione scafo/sovrastruttura Alluminio – Gross Tonnage 498 GT – dislocamento 570 tons – riserva carburante litri 47.500 – riserva acqua litri 12.000 – altezza albero sulla linea di galleggiamento m 74,2 – certificazione ABS Maltese Cross A1 Yachting Service; AMS+MCA LY2 – Materiale di costruzione albero e boma: carbonio – bompresso: carbonio – sartiamo in PBO e Kevlar – Superficie velica: randa 808 mq, Reacher 1.160 mq – Blade Jib 706 mq con stecche in carbonio verticali – Working Jib 370 mq – Code 0: 1.804 mq – A2 2.602 mq – A3 2.173 mq – Spinnaker Staysail 721 mq.