Elisa Boschin concede il bis mondiale al Mondiale Ilca Master

Elisa Boschin concede il bis mondiale al Mondiale Ilca Master

Elisa Boschin concede il bis mondiale al Mondiale Ilca Master

Sport

11/06/2026 - 12:06
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Elisa Boschin si conferma sul tetto del mondo ILCA Master. Dopo il titolo conquistato nel 2025 a Formia, la velista triestina ha bissato il successo ai Mondiali ILCA 6 Master femminili disputati a Kalamaki, Atene, chiudendo una settimana di regate condotta con solidità, esperienza e grande lucidità nei momenti decisivi. La velista italiana ha chiuso la manifestazione dopo 10 prove con 45 punti, precedendo la greca Maria Vlachou, seconda, terza l'argentina Verónica Jordana quasi con il doppio di punti di Elisa. Un successo costruito nell'arco dell'intera settimana di regate e maturato in una flotta internazionale di livello. 

Interessante notare che a metà campionato Boschin si trovava alle spalle della greca Vlachou (29 contro 28 punti dopo sei prove), per poi riprendere il comando nelle giornate decisive e chiudere con un margine di 19 punti sulla seconda classificata. 

1. Dopo Formia, Atene: cosa significa confermarsi campionessa del mondo?

Confermarsi è stato più difficile che vincere la prima volta. A Formia era arrivato un titolo bellissimo; ad Atene sapevo che il livello sarebbe stato alto, con veliste forti e con esperienze importanti, anche legate a campagne olimpiche.

2. C’è stato un momento della settimana in cui hai sentito che il titolo era davvero nuovamente alla tua portata, oppure hai preferito restare concentrata prova dopo prova, senza guardare troppo la classifica?

Ho cercato di guardare la classifica il giusto. In un Mondiale così lungo cambia tutto in fretta, quindi per me era più importante restare dentro la regata: partire bene, scegliere bene, andare veloce e fare meno errori possibili. Dopo il terzo giorno ero a un punto dalla prima, ma non ero contenta di come avevo regatato quel giorno. Avevo fatto troppi errori nelle due prove e sapevo che, se volevo vincere, dovevo rimettere ordine. Nei due giorni successivi sono riuscita a ritrovare più concentrazione. La prova più importante è stata l’ultima: vincerla, come avevo fatto nella regata di apertura, mi ha dato un vantaggio importante e mi ha permesso di chiudere il campionato con più controllo. Durante la settimana non è stato tutto lineare: ci sono state condizioni diverse, giornate complicate, salti di vento e una classifica sempre aperta. Essere riuscita a restare lì, a regatare bene anche con pressione addosso e a chiudere il campionato davanti mi dà grande soddisfazione. Sono grata a chi mi ha aiutata, ma sono anche orgogliosa del lavoro fatto. Confermarsi non era scontato.

3. Molti velisti e veliste, terminata l’attività giovanile o universitaria, smettono di regatare. Tu sei la dimostrazione che si può continuare a competere e togliersi grandi soddisfazioni anche da adulti. Perché consiglieresti di tornare in regata e cosa offre oggi il circuito Master?

Io sono tornata in barca al mio 40esimo compleanno, dopo che da ragazzina avevo regatato tanto e avevo vinto un Mondiale 420, poi a un certo punto la vita cambia: studio, lavoro, famiglia, altre priorità. Ricominciare non è stato automatico, però mi ha fatto bene. Mi ha rimesso in movimento, mi ha ridato obiettivi e mi ha fatto ritrovare una parte di me che era rimasta lì. È chiaro che da adulti è più complicato. Devi incastrare famiglia, lavoro, allenamenti e trasferte. Però con un po’ di organizzazione e con la voglia di farlo si riesce. Non sempre tutto, non sempre come vorresti, ma molto più di quanto si pensi. Il circuito Master, che riunisce atleti dai 30 anni in su,  secondo me funziona perché è serio in acqua, ma molto bello fuori. Si regata davvero, il livello è alto, però c’è anche un clima umano forte. Ho conosciuto persone e amici in tutta Italia, in Europa e nel mondo. E poi la vela è uno sport che non ha età. Ad Atene c’erano tra i 155 partecipanti anche tre regatanti over 85: questo dice tutto.

4. Quanto hanno contato, nella tua crescita velica, i circoli, il tuo circolo, e il movimento della XIII Zona FIV? E cosa significa portare un titolo mondiale in un territorio che da sempre esprime una forte cultura della vela?

I circoli contano tanto perché sono il posto dove scopri l’amore per il mare, dove ti alleni, dove trovi le persone che ti fanno crescere e che ti danno anche la voglia di continuare. Io sono cresciuta alla Società Nautica Pietas Julia di Sistiana. È ancora il mio circolo, il posto dove mi alleno con la squadra ILCA e con il coach Elia Stocco. È il posto che chiamo casa. Portare a casa un secondo titolo mondiale, in un territorio come il nostro, mi rende molto orgogliosa. Nella XIII Zona FIV la vela si vive davvero: c’è una tradizione forte e ci sono persone che mettono esperienza, tempo ed energia a disposizione dei circoli e dei giovani velisti. Penso a Giovanna Micol, Direttrice Sportiva della Pietas Julia, che sta facendo un grande lavoro con tutte le squadre agonistiche della Società, dagli Optimist fino alle classi più grandi. E penso anche a figure come Francesca Clapcich, un’altra velista triestina straordinaria, che rappresenta bene il livello e la cultura velica di questo territorio.

Questo secondo oro mondiale femminile Master ILCA 6 è certamente mio, ma dietro ci sono anche allenamenti, persone e un ambiente che mi ha aiutata a crescere.

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