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Nautica: a bordo di State of Grace, Perini Navi

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Perini Navi 40M State of Grace
Perini Navi 40M State of Grace

State of Grace è la 53° unità varata da Perini Navi, la quarta con scafo di 40 metri dopo Felicità 40 – la prima barca a portare il marchio Perini – Marisa e Thetis. In realtà sono imbarcazioni non troppo assimilabili se non per la lunghezza, perché si tratta di tre ketch mentre State of Grace è il primo esemplare di un’inedita linea di Fast Cruiser, con armo a cutter - un solo albero con randa, fiocco e trinchetta - un progetto firmato da un binomio che sembra inscindibile: Ron Holland e Perini Navi. E’ una barca totalmente nuova anche per le linee d’acqua, realizzata in Turchia negli stabilimenti Perini di Yildiz, per un armatore alla sua seconda unità Perini. Ha lo scafo in alluminio come la sovrastruttura, per il cui allestimento, proprio in virtù delle performance richieste, si è posta particolare cura al contenimento dei pesi. A sottolinearne l’indole sportiva è indubbiamente anche il rig dell’imbarcazione. L’albero è in carbonio, di quasi 52 metri, con stralli e sartie in Nitronic 50, diagonali e paterazzo in PBO, vele (1.194 mq di superficie) Stratis della Doyle, con fibre laminate ad alta pressione. Il tutto gestito con l’ultima e più avanzata release del Reel Captive Winch di Perini Navi, il sistema basato su rulli recessati sotto coperta, totalmente servoassistito, che consente di regolare drizze e scotte nella navigazione a vela letteralmente con un dito, dando la possibilità di governare la nave anche con equipaggio molto ridotto. Gli interni sono anch’essi frutto del lavoro di architetti e tecnici in forza al cantiere viareggino e totalmente custom. Nella nostra visita a bordo abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati da Andrea Petrini, architetto che è stato il trait d’union fra cantiere e armatore, colui che l’ha seguito  in tutto l’iter progettuale e costruttivo con proposte, suggerimenti e il continuo confronto necessario alla realizzazione della sua barca, State of Grace, una nave di sartoria.

Lo stile degli interni è contemporaneo, semplice, con pochi fronzoli, ma capace di farsi ricordare in primis per le opere d’arte che caratterizzano i vari ambienti (l’armatore è un appassionato collezionista) e poi per la presenza di vari dettagli d’arredo e complementi ricercati, in grado di contrastare anche cromaticamente con la linearità dell’allestimento, omogeneo in tutta la barca.

Siamo nel pozzetto, interamente custom, dove a prevalere è il teak massello utilizzato per i quattro accoglienti divani - rivestiti in tessuti Extex, tipo ciniglia, di colore grigio – e per il tavolo grande e quello più piccolo, in grado di assumere altezze, configurazioni e forme diverse per supportare l’area in qualsiasi situazione: pranzo, conversazione, tè, gioco. C’è anche un mobile per la TV a scomparsa, ancora in teak, che come il resto delle essenze è trattato in modo da resistere in esterno, mantenendo un colore assolutamente naturale e omogeneo con la coperta. L’attenzione viene però catturata soprattutto dalla particolare ruota del timone, molto grande e a razze curvate, per contenere la plancia con la strumentazione per il governo. L’armatore – sottolinea il nostro cicerone – è un uomo che ha parecchia esperienza di barche e sa esattamente cosa mettere a bordo. Per la timoneria ha voluto che fosse rialzata, in modo da dare allo skipper una visuale chiara, sopra tuga e bimini, per spaziare da prua a poppa, e la ruota è dello stesso tipo montato sulla sua barca precedente (Elettra, Perini 33 metri), servita da strumentazione touch screen Radio Zeeland.

Gli interni - prosegue Pietrini – sono stati realizzati su nostro disegno da Metrica, un’azienda tedesca che garantisce standard qualitativi molto elevati. I materiali di fondo sono il noce europeo, utilizzato per i pavimenti, con fughe in acero, e per i telai delle boiserie dove le pannellature sono, invece, in rovere decapato. I soffitti sono in stile Perini, cioè bianchi e antiriflesso, che riescono a dare luminosità e carattere, senza essere troppo invasivi. I corpi illuminanti sono stati realizzati dalla BCM sempre su nostro disegno, mentre gli spot a soffitto di Cantalupi.

Mentre parliamo entriamo nel salone principale dove la vista viene subito catturata dalla living room che c’è a dritta, con divano custom dai cuscini rivestiti in tessuto Loro Piana, color vinaccia, tavolo basso da fumo, in ferro acidato, e poltrone in carbonio e pelle nera Ralph Lauren. Sulla sinistra l’armatore ha voluto una zona lettura/relax con libreria e TV a scomparsa, dove protagoniste sono due poltrone Two Leather di Matteo Grassi color ocra/arancio e il pouf in tinta, disegno Perini. Di fronte c’è la grande console contenente la strumentazione di navigazione, servita da un divanetto con schienale ribaltabile, in modo da poter essere utilizzato verso poppa, rendendo conviviale anche questa parte del salone. Una seconda console è a dritta, utilizzabile per il carteggio. Procedendo ancora verso prora, dei gradini portano al lower salon, in pratica un mezzo ponte più basso che sfrutta tutta l’altezza dell’imbarcazione e per questo di grande effetto. E’ dedicato in parte a un’ulteriore area conversazione, con TV a scomparsa, arredata da divani contrapposti tipo Baxter, ancora una volta custom su disegno Perini. Il loro rivestimento è Loro Piana, in lino verde, e i cuscini sono sempre color vinaccia. Dell’area fanno parte due poltrone Ancer con struttura in noce e cuscinerie in lino Loro Piana, stavolta écru.

A centro nave c’è una particolare panca di Matteo Grassi, in fettucce di cuoio intrecciato, e tre tavolini da fumo rotondi, di diametro e altezza diversi, fatti per essere composti fra loro e contenuti nel più grande.

La parte sinistra di questa porzione del ponte è dedicata alla zona pranzo con tavolo centrale in wenger, quasi nero, rettangolare, disegno Perini, e intorno ci sono sedie in cuoio color sabbia di Matteo Grassi.

Nel salone alto, a sinistra nave, c’è la particolare scala a semichiocciola, con listelli continui in legno, che porta al lower deck, dove tutta la porzione poppiera dello scafo è riservata all’armatore. La sua suite è a tutto baglio, con letto in noce, custom, leggermente decentrato a sinistra. A dritta ci sono scrivania e armadi rivestiti in cuoio color arancio, mentre sull’altro lato c’è un divanetto composto da quattro cuscini che si trasforma in chaise longue. Una parete di tende in pelle, ad apertura elettrica e con guide in acciaio, nasconde il guardaroba. Sotto di essa c’è un cassettone che aperto svela un letto shiatsu, utilizzato per i massaggi.

Il bagno dell’armatore si caratterizza come quelli delle altre cabine per il lavello scavato dal pieno, ricavato da un unico blocco di marmo bianco carrara, materiale che riveste anche la doccia/bagno turco, con finitura leggermente satinata. La rubinetteria è della Gessi.

Una menzione, infine, alla cucina, sempre custom. E’ totalmente in acciaio, il piano di lavoro è in granito con nuoance dal bianco al verde, il blocco cottura è professionale, di Angelo Po, e celle frigo su misura della Frigomar.