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Il futuro della Marineria italiana in un convegno a Procida

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PROCIDA

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SI RIPARTE DAL MARE

 

PRIMO CONVEGNO NAZIONALE

DELLA MARINA MERCANTILE

 

“Il futuro della marineria italiana”

 

 

 

La situazione dei marittimi italiani può essere considerata esemplare della deriva che interessa nel suo complesso il mondo del lavoro in Italia: precarietà, sempre minore attenzione alla sicurezza, la difficoltà di mettersi al passo con le nuove problematiche aperte dalla globalizzazione, la crisi economica che si fa sentire a tutti i livelli, da un lato la crescente disoccupazione nel settore e dall'altro lo spreco delle potenzialità.

In questo senso è nata da parte del Comune di Procida e del Cosmar (Comitato per la salvaguardia della dignità dei marittimi) l'idea di questo convegno e di fare di Procida la culla della rinascita della dignità del Mare e di tutti quelli che ci ruotano attorno: la gente di mare, le loro famiglie e le comunità costiere. Un universo complesso ed eterogeneo che però ha un unico denominatore comune: il Mare.

Il convegno avrà scadenza annuale, e tutti i diretti interessati, dagli alti vertici politici ed economici, ma anche da chi fa fatica a far sentire la sua voce e che in questo convegno, troveranno a Procida un loro dignitoso spazio.

Dal convegno partiranno proposte e iniziative nella convinzione che le parole non bastano se non sono poi seguite da atti concreti.

 

 

 

 

 

 

Il Comune di Procida e COSMAR (Comitato per la Salvaguardia della dignità dei Marittimi) sollecitano la vostra partecipazione al Primo Convegno della Marina Mercantile Italiana dal titolo Il futuro della marineria italiana che avrà luogo il 22 aprile dalle ore 11:00 presso l’ex Chiesa San Giacomo in Procida.

Nel corso del convegno verranno trattati a 360° i temi che stanno a cuore a chi vive al mare, ma soprattutto a chi lavora in mare e per il mare. Si parlerà del futuro dei marittimi, ma anche dei problemi delle loro famiglie e delle comunità in cui essi vivono. 

In questo senso Procida rappresenta un esempio importante di come queste diverse realtà possano riuscire a convivere e a integrarsi senza perdere le loro rispettive identità. 

Nella convinzione che il Mare debba tornare ad avere anche dal punto di vista economico una sua rilevanza a livello nazionale, contiamo quindi sulla vostra collaborazione e vi invitiamo a darci, con un certo anticipo, comunicazione per eventuali interviste da concordare con i relatori del convegno. 


 
Perché proprio a Procida si è deciso di parlare del futuro della Marineria italiana e di fare di questo convegno un appuntamento annuale?

Procida è sicuramente la sede naturale per parlare di marineria. Noi abbiamo uno tra i più antichi istituti nautici, con una storica tradizione: molti ufficiali delle più grandi compagnie nautiche sono usciti da Procida.  Ma anche questo lavoro sta cambiando, si deve guardare al futuro per essere preparati e non farci prevaricare dai cambiamenti. Già oggi assistiamo a una grave  crisi occupazionale per i marittimi, anche a causa della manovalanza straniera. Inoltre le nuove tecnologie ci costringeranno a breve a modificare il nostro approccio con il lavoro in mare.

Buona parte del Pil isolano è dovuto ai marittimi e per questo l'ambizione della nuova amministrazione comunale è occuparsi di ciò che interessa alla maggior parre della popolazione. Non è un caso che si è arrivati alla costituzione dell'Assessorato al lavoro marittimo.

L'isola è inoltre capofila tra gli altri comuni che hanno tradizioni simili e per questo abbiamo pensato necessario diventare un tramite tra le istituzioni e il mondo del lavoro. Abbiamo trovato la collaborazione del Cosmar con il  quale condividiamo gli obbiettivi e mettiamo in comune le rispettive competenze: noi il sentire dei nostri cittadini, Cosmar la conoscenza diretta e specifica dei problemi dei marittimi.

 
Qual è il futuro che Procida vuole per se stessa, per la gente che vive il mare, e anche per i turisti che amano l'isola? C'è conflittualità tra le due identità di Procida, quella propriamente marinaresca e quella turistica?
 
Per noi è fondamentale preservare e conservare la cultura marinara che tanto benessere ha dato e continua a dare all'isola e al tempo stesso sviluppare quel turismo naturalistico e culturale  che ben si concilia con l'essenza dell'isola. Il turista che arriva a Procida vuole immergersi in un'esperienza intima, non commerciale, è questo che viene a cercare insieme alle straordinarie bellezze naturali dell'isola.
Procida è un piccolo gioiello in mezzo al mare che dobbiamo proteggere in modo che nel futuro si continui a non snaturarne l'anima marinara, anche aprendosi ad un turismo sostenibile e rispettoso.
 
E' cambiato il rapporto di Procida e dei suoi abitanti con il Mare rispetto al passato?

Sostanzialmente no, anche se un tempo il mare era l'unica risorsa dell'isola mentre ora il turismo si è conquistato un suo spazio. Una volta, proprio per  questo nostro strettissimo legame con il mare,  c'era quasi una diffidenza da parte della gente di Procida rispetto a chi veniva da fuori. Il mare sa essere generoso, ma anche spietato: molti isolani hanno perso la vita andando per mare. Ci sembrava che i turisti che arrivavano sulla nostra isola per goderne le bellezze non potessero capire l'ambivalenza di quel mare, così straordinariamente attraente, ma al tempo stesso crudele, un mare che sa portare benessere, ma costringe anche a grossi sacrifici. 

A Procida ci siamo potuti permettere di fare a meno dei turisti e per questo non abbiamo modificato il nostro modo di vivere quando loro scendevano dai traghetti. E proprio questo li ha affascinati: la nostre forte identità marinaresca. Molti intellettuali sono approdati a Procida e se ne sono innamorati, alcuni hanno deciso di viverci. Elsa Morante vi ha ambientato L'isola di Arturo e  Massimo Troisi uno dei suoi capolavori, Il postino. Un po' alla volta anche noi abbiamo capito che anche i non isolani potevano arricchire la nostra cultura, aiutarci a prendere consapevolezza dei tesori che custodivamo. Grazie ai turisti rispettosi e attenti alla salvaguardia dell'ambiente abbiamo cominciato ad essere orgogliosi di mostrare Procida e il suo mare al mondo intero.

 
Quali sono le vostre aspettative da questo convegno?

Abbiamo lavorato affinché da qui partano modifiche legislative, proposte concrete per migliorare la vita dei marittimi, delle loro famiglie e delle comunità costiere. Ci aspettiamo che questo convegno diventi un volano per raccogliere le istanze dei marittimi e proporre soluzioni. Dal successo di adesioni che abbiamo raccolto fin da subito è nata l'idea di fare di Procida. Si riparte dal mare un appuntamento annuale, un luogo fisico e virtuale che diventi un punto di riferimento per tutti i marittimi. 

Perché ha reputato necessario organizzare questo convegno per dare voce alla gente di mare?

Le istituzioni pubbliche e private sono state poche attente alle esigenze e alle problematiche della gente di mare e le associazioni di categoria e i maggiori sindacati non sono stati a mio giudizio in grado di dare il giusto supporto alle istituzioni pubbliche per sollecitarle ad intervenire nell'interesse dei marittimi.

E' una dichiarazione molto forte. Ma secondo lei da cosa è derivata questa sottovalutazione dei problemi della gente di mare?

In prima istanza credo che purtroppo spesso manchino le competenze tecnico-nautiche di quelle che sono le normative internazionali. Come altri  settori anche quello marinaresco patisce per un provincialismo tipicamente italiano. Pensiamo di non aver bisogno di confrontarci con gli altri e di poter vivere di rendita con quello che la natura e il nostro passato culturale ci hanno regalato e lasciato in eredità. Così non facciamo nulla per proteggere il nostro patrimonio ambientale e culturale. E non ci accorgiamo che gli altri, meno fortunati di noi, ci superano e ci danno lezioni. Un esempio per tutti: i corsi di formazione fatti in Italia vengono riconosciuti dai paesi membri IMO (International Maritime Organization), ma non viceversa. Chiaramente in questo caso, oltre al provincialismo, ci sono a mio giudizio anche altre motivazioni, per esempio quella di favorire qualche interesse privato.

Che cosa pensate di proporre per superare queste difficoltà?

Le normative IMO che dovrebbero essere lo standard minimo di conoscenza, da noi ancora fanno fatica ad essere applicate. Altri Paesi hanno invece hanno superato da molto questo livello di base, anche perché riescono a recepire e mettere in pratica immediatamente i dettati IMO e andare oltre. In altri Paesi la formazione continua  e la  sicurezza sono considerati un vantaggio economico. Loro hanno acquisito questa consapevolezza. 

Noi come Cosmar pensiamo che non ci sia bisogno di grandi studi e intuizioni per superare l'impasse in cui ci siamo incagliati. A noi basterebbe “copiare” quello che già fanno in Inghilterra, Francia, Belgio Stati Uniti, solo per citarne alcuni paesi che guardano oltre le vigenti normative IMO.

Cosmar ha trovato nel Comune di Procida un valido compagno di viaggio e anche una “casa” per portare avanti il suo progetto  Si riparte dal mare.   Un'esperienza importante che è già diventa un appuntamento annuale. Ma quali sono le vostre prossime iniziative?

Abbiamo due obbiettivi: da una lato far conoscere la vera vita della gente di mare, dall'altro offrire informazioni e servizi ai marittimi.

Abbiamo già attivato alcune iniziative per risolvere problemi pratici dei marittimi: assistenza legale e burocratica, un'assicurazione dell'abilitazione professionale, una linea d'ascolto diretta con i marittimi per aiutarli ad affrontare nel modo più efficace la crisi occupazionale del settore.

Per quello che riguarda l'informazione stiamo lavorando a due importanti progetti: la realizzazione di una rivista periodica di natura tecnica nautica che sia però comprensibile a tutti, che parli dell'universo mare, con un occhio di riguardo a chi ci lavora, al suo indotto, e anche alle prospettive future.

Dal progetto editoriale si sviluppa un settore video. Stiamo cominciando a lavorare ad un docu-film che racconta appunto le diverse figure che ruotano attorno alla vita di Mare.

Perché avete scelto proprio l'isola di Procida come compagna di viaggio per questa prima importante esperienza pubblica?

Il 60% dei marittimi vive in Campania e Procida ha una tradizione marinaresca di tutto rispetto. Per noi Procida è sintesi e metafora di quello che riteniamo il senso del vivere il mare a 360°, senza mai perdere la propria identità pur rimanendo al passo con i tempi. 

Chi sono i vostri referenti in questo convegno e per il futuro?

Ovviamente il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Comando generale delle capitanerie di porto e le istituzioni in genere, governo compreso.

Noi riconosciamo le difficoltà e la complessità del lavoro di chi governa, a tutti i livelli, dal piccolo Comune costiero ai vertici più alti della politica. In questo senso vogliamo offrire il nostro contributo  nella convinzione che nessuno meglio dei marittimi può conoscere e aiutare a risolvere i problemi dei marittimi.

Noi vogliamo rappresentare tutta la gente di mare, nessuno escluso, in modo eterogeneo, aperti a tutte le categorie e i gradi. Vogliamo che i marittimi tornino ad essere protagonisti e non comparse dei loro destini professionali per il loro benessere, delle loro famiglie e delle comunità costiere. Il nostro Paese ha 8mila chilometri di costa, ogni centimetro dei quali non va lasciato in ombra.

Il Comandante Giorgio Blandina è capitano di lungo corso. Ha assunto il primo comando di una nave gasiera a 27 anni. E' stato per 25 anni al comando di navi gasiere, chimichiere e petroliere. Ha lavorato a terra come fleet manager con una compagnia di navigazione inglese ed una olandese. E' stato presidente emerito del Collegio nazionale capitani di L. C. & M. E' iscritto all'albo dei docenti dell'Accademia nazionale della marina mercantile di Genova ed è perito e consulente del Tribunale di Genova. E' membro della Commissione per i sinistri marittimi della Direzione marittima di Genova.

E' stato ideatore e fondatore del Cosmar.

 

 

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