Home > Associazioni > Artic Sail Expeditions - ITALIA > Passaggio a Nord Ovest: la prima volta di una barca italiana

Tag in evidenza:

Passaggio a Nord Ovest: la prima volta di una barca italiana

 Stampa articolo
La rotta seguita da Best Explorer nel suo Passaggio a Nord Ovest
La rotta seguita da Best Explorer nel suo Passaggio a Nord Ovest

Il Passaggio a Nord Ovest è la leggendaria via marittima – aperta dal navigatore norvegese Roald Amundsen tra il 1903 e 1906 – che collega l’oceano Atlantico all’oceano Pacifico attraverso la morsa dei ghiacci dell’oceano Artico, passando al di sopra delle coste settentrionali del continente americano.

advertising

Nei 110 anni successivi alla sua scoperta, meno di 200 imbarcazioni sono riuscite a ripetere l’impresa.

Le motivazioni sono tutte da ricercarsi nella estrema difficoltà nel percorrere quelle 5.000 miglia tra i ghiacci che intrappolano le terre degli Inuit (Nunavut) che ne fanno “la rotta più difficile del mondo”.

Nell’estate 2012, per la prima volta nella storia della navigazione italiana, Best Explorer – al comando di Nanni Acquarone – è riuscita nell’impresa portando il  “tricolore” a sventolare attraverso tutto il Passaggio che si snoda tra l’immaginaria linea di partenza – posta alla latitudine del Circolo Polare Artico – nello Stretto di Devis (Baffin Bay) e linea del traguardo alla corrispondente latitudine nello stretto di Bering.

A queste 5.000 miglia vanno aggiunte le oltre 3.000 miglia che sono servite ad avvicinarsi alla linea di partenza e ad allontanarsi dalla linea del traguardo.

L’impresa di Best Explorer comincia infatti da Tromso, città nel nord della Norvegia, dove ha trascorso i 4 anni precedenti scegliendo come campo di prova le Svalbard.

In quel periodo sono state apportate modifiche sia allo scafo, rinforzando la prua con un acciaio più spesso, sia agli interni istallando una stufa che hanno consentito di navigare nel ghiaccio fino alla latitudine massima degli 80° e 47’ Nord, meno di 600 miglia dal Polo Nord.

Partita quindi da Tromso il primo di giugno 2012, con una diretta radio su Caterpillar, dopo uno spettacolare passaggio attraverso i canali interni delle Vesteralen e delle Lofoten, Best Explorer si lancia in Atlantico per raggiungere l’Islanda.

Qui, tra festeggiamenti in ambasciata e a bordo, viene completata la cambusa con oltre una tonnellata di viveri.

Ripartita, completa la traversata Atlantica raggiungendo Kap Farvel (punta meridionale della Groenlandia e luogo dove si concentrano tempeste di inaudita violenza) tenendosi circa 1 grado più a sud per evitare la cintura di ghiaccio che la circonda.

La risalita della costa occidentale della Groenlandia è stata entusiasmante, tanto da far dimenticare ogni difficoltà di navigazione … un susseguirsi di iceberg in mare di forme e colori diversi (chi l’ha detto che il ghiaccio è solo bianco?) e villaggi a terra che abbiamo visitato con interesse per portare nelle scuole il nostro “messaggio culturale”.

Raggiunta la latitudine di 74° Nord, da Kraulshavn abbiamo traversato la Baffin Bay portandoci sul continente americano, facendo tappa a Pond Inlet nell’Eclipse Sound.

Da qui, entrati nel vivo del labirinto del Nunavut, il percorso si fa complicato.

Per ben tre volte siamo rimasti bloccati nel ghiaccio, la prima al largo della Bylot Island dove – alla ricerca di una via di uscita – abbiamo percorso oltre 300 miglia in più rispetto alle previsioni di tappa; la seconda nel Lancaster Sound, che ci ha impedito di raggiungere Beechey Island (il cimitero più a nord del mondo) e la terza che ci ha colti sfiniti, con carburante agli sgoccioli, nel Larsen Sound all’imboccatura del Ross Strait.

L’arrivo a Gjoa Haven, sulla King William Island, è stato tra i più liberatori con riti e manifestazioni d’altri tempi … una volta messi i piedi a terra: gli Inuit ci guardavano perplessi!

Successivamente abbiamo raggiunto Cambridge Bay, un villaggio che si è sviluppato intorno a stazioni di ricerca scientifica dove abbiamo avuto due incontri cronologicamente opposti: da una parte il passato, con il relitto del Maud (una delle navi della seconda spedizione di Amundsen) che giace – perfettamente visibile – arenato nella baia; dall’altra il futuro, con StreetView che immortala Best Explorer al pontile della cittadina.

In assenza di una cartografia efficace, tra correnti che in alcuni punti raggiungono i 4 nodi e bassi fondali (a volte meno di 10 metri), raggiungiamo con un salto di 1.000 miglia Tuktoyaktuk nei Territori del Nord Ovest canadese. Lì, neanche a dirlo, ci coglie una tempesta, con conseguente inondazione, che gli abitanti del luogo non ricordavano da 22 anni.

Il cumulo di detriti che la tempesta lascia dietro di sé è impressionante.

Best Explorer resiste legata al piccolo pontile con tutte le cime disponibili, anche quando il mare si è gonfiato fino al punto di sovrastare il pontile di oltre un metro.

Le successive 1.000 miglia dovevano portarci a Point Barrow nell’angolo a nord ovest dell’Alaska, per l’ingresso negli Stati Uniti. Ma la dogana è chiusa, la stagione è ormai tarda, le tempeste imperversano e il ghiaccio è in agguato a poco più di 20 miglia … e quindi allunghiamo la tappa di altre 700 miglia per giungere a Nome, cittadina appena a sud dello Stretto di Bering.

Il Passaggio a Bering è di quelli carichi di spiritualità. Ma rappresenta insieme anche il mito e la realtà, l’oggi e il domani, una cultura e l’altra, cose che immagini possano coesistere solo in un libro di storie misteriose.

Ora è lì, davanti a noi.

Lo stretto (scusate l’ossimoro) è largo all’incirca 40 miglia e separa il continente americano da quello asiatico. Ma nel mezzo, proprio nel mezzo, ci sono due isolette: le Diomede.

Si fronteggiano a meno di 2 miglia l’una dall’altra.

Provenendo da nord, quella alla nostra sinistra, la più piccola delle due, è americana; quella alla nostra destra è russa. Al centro passa la linea convenzionale del giorno per cui quella americana si trova nell’oggi e quella russa sta già nel domani… anche se l’ora è presumibilmente la stessa.

Ci avviciniamo alle Diomede tra la nebbia che si alza quando siamo ad un paio di miglia. Animati da un vento fresco (non solo in senso marinaro), ci spingiamo tra l’una e l’altra sponda del canale per evitare i numerosi scogli affioranti… passando dall’occidente all’oriente, dall’America all’Asia… dall’oggi al domani!

A Nome restiamo bloccati per 18 giorni nell’attesa di una finestra di “buono” che duri alcuni giorni, tanti quanti ne servono per le ultime 800 miglia fino a King Cove, oltre le Aleutine.

Ma il temibile mare di Bering non si smentisce e tra una tempesta e l’altra non passano mai più di tre giorni.

Ne approfittiamo per tornare indietro nel tempo… al “gold rush”, la corsa all’oro.

Sembra incredibile ma in quei luoghi c’è ancora gente in cerca di fortuna che drena le sabbie dei fondali prossimi alla costa. Obiettivo: pepite d’oro.

Bisogna chiedere una concessione temporanea alla municipalità e poi tutto quello che trovi è tuo. E qualcosa si trova.

Alla fine una decisione è necessaria.

Nel corso di una notte si parte sulla coda di una tempesta per giungere alle Aleutine sull’avanzare della successiva. Nonostante il fetch sia solo di alcune miglia le onde e il vento ci strapazzano per bene lungo le ultime 48 ore.

Entriamo a King Cove con 40 nodi. Due ore dopo l’anemometro è a fondo scala. Sulla punta del capo che protegge il porto misurano oltre 90 nodi. Il nevischio punge sulle poche parti scoperte del volto.

Ma siamo in porto e Best Explorer saldamente ormeggiata in banchina!

 

La rotta vera

Prossime navigazioni

Negli anni successivi abbiamo navigato ed esplorato le coste dell’Alaska e del British Columbia, infilandoci in numerosi inlets e arms canadesi dell’Inside Passage, la Vancouver Island, Costa occidentale dell’America fino a San Francisco e San Diego.

Quindi la Baja California e le Galapagos ela traversata di oltre 3.000 miglia senza interruzioni fino alle Marchesi, Tuamotu e Isole del Vento (Tahiti) dove Best Explorer ora riposa.

A breve molleremo nuovamente gli ormeggi per un nuovo viaggio avventura secondo questo programma:

8 - 21 maggio, da Tahiti a Raiatea, passando per Moorea, Huaine e Bora Bora

22 maggio - 4 giugno, da Raiatea a Huaine, Tahaa, Bora Bora e ritorno a Raiatea

5 - 18 giugno, da Raiatea alle Isole Cook

20 giugno - 2 luglio, dalle Isole Cook alle Tonga

3 - 16 luglio, dalle Tonga alle Fiji e giro per le Fiji

17 - 30 luglio e poi 31 luglio - 13 agosto, a zonzo nelle Fiji con base a Nadi

15 - 27 agosto, dalle Fiji alle Vanuatu

29 agosto - metà/fine settembre dalle Vanuatu ad una destinazione di fine stagione in Australia

 

Chi fosse interessato a partecipare trova tutti i dettagli a sul nostro sito www.nordovestitalia.org o richiedere dettagli ai contatti indicati.

La barca

Best Explorer è un cutter in acciaio di lunghezza fuori tutto 15,17 metri, progettato dallo Studio Giorgetti & Magrini e costruito nel 1984. La barca è classificata 100 A 1.1 dal RINA (significa che è in perfette condizioni di manutenzione). Disloca circa 25 tonnellate, ha un pescaggio minimo di 1,40 metri e una deriva mobile che, quando abbassata, porta il pescaggio a 2,90 metri. La deriva mobile consente l'avvicinamento e il passaggio in condizioni di fondali ridotti, che si trovano con frequenza al nord. La prua è stata rinforzata ed è in acciaio inox con spessore di 6 mm contro i 5 mm del resto dello scafo. Navigando nei ghiacci del pack succede di urtare le lastre di ghiaccio con discreta violenza e lo scafo non ha mai subito danni. C'è un'ampia dotazione di vele, per la maggior parte in due esemplari. La superficie velica di lavoro al nord (randa e yankee 2) è di 80 mq, le rande sono completamente steccate. Sono presenti anche la randa da tempesta (con la sua rotaia) e la tormentina. L'interno è coibentato con 10 cm. di schiuma. Gli osteriggi sono protetti da lastre di policarbonato amovibili che evitano la condensa. La barca è riscaldata da 3 sistemi indipendenti, tra cui una stufa che non richiede elettricità per funzionare. Ci sono 5 cabine, di cui quella di prua è adibita a cambusa, magazzino e zona tecnica durante le lunghe traversate. Le altre quattro cabine hanno 2 cuccette ciascuna, nelle due posteriori queste sono doppie. Ci sono 3 bagni con doccia, acqua calda e fredda.

 

Nanni Acquarone – Comandante di Best Explorer & Expedition Leader

D

i famiglia con origini liguri, nato nel 1942, figlio della famosa Coreografa e Insegnante di Danza Classica torinese Sara Acquarone, compie tutti i suoi studi a Torino presso l'Istituto Sociale dei Padri Gesuiti prendendo la maturità classica a 17 anni nel 1960. Si laurea ingegnere a 22 anni nel 1965 al Politecnico di Torino ed entra a lavorare in IBM dove rimane fino al 1995, prima a Torino, poi a Milano e a Copenaghen, in Danimarca.

È sposato con tre figli e otto nipotini.

Ottimo sciatore, subito dopo aver interrotto la propria carriera agonistica per un serio incidente, scopre la vela nel 1963.

Comincia a navigare, prima in Mediterraneo e dal 1967 sempre come skipper, poi dal 1983 nel Baltico e nella Manica.

Dal 1995 ha preso a solcare tutti gli oceani, visitando Portogallo, Golfo di Guascogna, Olanda, Canarie, Madera, Isole del Capo Verde, Azzorre, Patagonia, Isole Falkland, Capo Horn, Scozia, Irlanda, Thailandia, Malesia, Nuova Scozia, New England, Columbia Britannica, Baja California e Isole Fiji, Far Oer, Islanda, Jan Mayen e Norvegia.

Dal 2008 naviga con Best Explorer alle Isole Svalbard nell'Artico tra i ghiacci, spingendosi fino oltre gli 80° nord. Ha pubblicato il libro: "Best Explorer - Dal Mar Ligure al Mare Glaciale Artico", Edizioni Il Frangente.

Dopo aver comandato la spedizione del Passaggio a Nord Ovest ha portato Best Explorer verso sud lungo le coste americane del Pacifico fino in Baja California e in Messico, accumulando non meno di 70.000 miglia.

 

Salvatore Magri

Marinaio da quattro generazioni, nasce a Napoli nel 1956 e vive a Roma dal 1976.

Massimo esperto di “Servizi e Sistemi di Pagamento”, il lavoro lo porterebbe altrove ma lui naviga a vela dal 1985.

Appassionato frequentatore dello Ionio e dell’Egeo, non si è sottratto ai mari circostanti la penisola italiana. Nel 1995 ha passato una stagione di alta scuola di marineria a bordo del GRANDE ZOT di Giancarlo Toso tra le isole Caraibiche. Successivamente ha navigato nell’Inside Passage (British Columbia – CA) e ha attraversato l’Atlantico nei due sensi.

Nel 2006 viene in contatto con VelistiPerCaso e, al Comando di Filippo Mennuni, collabora al trasferimento di ADRIATICA fino a Panama City, toccando le Isole San Blas e attraversando il Canale di Panama.

Parallelamente ha continuato a navigare per diporto in lungo e in largo per il  Mediterraneo come skipper.

A maggio del 2012 lascia il lavoro per prendere parte all’intera traversata del Passaggio a Nord Ovest insieme a Nanni Acquarone su BEST EXPLORER.

 

Contatti

www.nordovestitalia.org

https://it-it.facebook.com/Nordovestavela

nordovestitalia@gmail.com

salvatore-magri@alice.it

https://www.youtube.com/channel/UC3GWRdYBKXo3v_BczgRXa8w

Le ultime notizie di oggi