Quando si entra in porto con vento al traverso, corrente o poco spazio di manovra, il bow thruster diventa uno degli alleati più preziosi a bordo. Con un semplice comando permette di correggere l’allineamento della prua e affrontare l’ormeggio con maggiore sicurezza. Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una scelta tecnica importante: meglio una singola elica o una configurazione a doppia elica?
A prima vista, la doppia elica può sembrare la soluzione più potente. A parità di condizioni, può offrire un incremento della spinta nell’ordine dell’1–3%. Un vantaggio limitato, che tuttavia non coincide necessariamente con una maggiore efficacia in manovra.
In manovra non conta soltanto la spinta generata, ma anche il punto in cui viene applicata. Più il tunnel è posizionato verso prua, maggiore è il braccio rispetto al centro di rotazione dell’imbarcazione e, di conseguenza, il momento prodotto sulla barca.
Grazie al minore ingombro longitudinale, una soluzione a singola elica può consentire, quando la geometria dello scafo lo permette, di collocare il tunnel più avanti. In determinate installazioni, il braccio utile può aumentare fino al 35%: un vantaggio che può incidere sull’efficacia della manovra più di pochi punti percentuali di spinta nominale.
C’è poi il comportamento dell’acqua nel tunnel. In un sistema a doppia elica, le due giranti lavorano nello stesso flusso e la loro interazione deve essere attentamente ottimizzata. Un accoppiamento non ideale può aumentare turbolenze, cavitazione e rumorosità, riducendo parte del vantaggio teorico di spinta.
Una singola elica con pale “skewed”, progettata per lavorare efficacemente nei due sensi di rotazione, permette invece di ottenere un flusso regolare e una spinta ben equilibrata, limitando vibrazioni e rumore trasmesso allo scafo.
Anche semplicità costruttiva e manutenzione meritano attenzione. Rispetto a una configurazione a doppia elica, una soluzione a singola elica presenta una minore massa rotante e un’architettura più semplice. Questo può tradursi in minore peso, maggiore accessibilità nel tunnel e interventi di controllo e sostituzione più agevoli.
La domanda corretta, quindi, non è se due eliche siano sempre meglio di una, ma quale configurazione trasformi più efficacemente la potenza disponibile in controllo dell’imbarcazione. Spinta nominale, posizione del tunnel, equilibrio nei due sensi, rumorosità, assorbimento e semplicità di manutenzione devono essere valutati come parti dello stesso sistema.
Tabella di confronto
È su questi principi che VETUS sviluppa da oltre 60 anni i propri sistemi di manovra. Elica, tunnel, motore e controllo vengono progettati come un unico sistema, con l’obiettivo di offrire una spinta equilibrata, silenziosa e prevedibile in entrambe le direzioni. Perché durante un ormeggio impegnativo non conta soltanto la forza dichiarata, ma il controllo effettivamente disponibile al comando.