Archiviato il Cannes Yachting Festival e con il Monaco Yacht Show ormai prossimo, Stassi Anastassov, CEO di Ferretti Group, ha inviato una nuova lettera ai dipendenti per ringraziare le persone che hanno contribuito all'avvio della stagione dei saloni nautici internazionali. Un messaggio che, più che sui risultati ottenuti a Cannes, si concentra sul ruolo di chi lavora dietro le quinte: dagli addetti alla preparazione e movimentazione degli yacht a chi si occupa di assistenza, manutenzione, prove in mare, accoglienza e gestione operativa.
Anastassov allarga il ringraziamento agli oltre 2.000 dipendenti del Gruppo e alle centinaia di persone appartenenti a fornitori e partner di servizio, ponendo il tema del riconoscimento individuale al centro del messaggio. "Se non conoscete il loro nome, ricordate almeno il loro cognome: FERRETTI", scrive il CEO, collegando direttamente il contributo delle persone alla costruzione di quella che definisce una "grande cultura" aziendale, passaggio ritenuto necessario per accompagnare Ferretti Group nella propria evoluzione.
Di seguito il testo integrale della lettera.
Cari tutti,
mentre salutiamo Cannes e guardiamo già a Monaco, ho una richiesta molto importante.
Vi prego di trasmettere da parte mia un grande e personale grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questo ottimo inizio di stagione.
Naturalmente molti di voi sono in copia. Ma questo messaggio è soprattutto per tutti gli altri.
Le persone che fanno di Ferretti ciò che Ferretti è sono gli oltre 2.000 colleghi del Gruppo, insieme alle centinaia di persone dei nostri fornitori e partner di servizio che lavorano al nostro fianco ogni giorno.
Spesso non sono quelli che indossano abiti scuri, cravatte, camicie bianche o bluse.
Sono le persone che preparano le barche, le puliscono, le movimentano, le riparano, le proteggono, le guidano, le provano, accolgono i nostri ospiti, risolvono i problemi all’ultimo minuto e fanno sì che, alla fine, tutto funzioni.
Sono anche le persone che troppo spesso non vengono davvero viste.
Troppo spesso non vengono riconosciute.
E che, per molti di noi “in giacca e cravatta”, purtroppo rimangono senza nome.
Per questo vi chiedo un favore.
Se non conoscete il loro nome, ricordate almeno il loro cognome: FERRETTI.
Perché loro sono Ferretti.
Sono ciò che questa azienda è oggi: una buona azienda che sta diventando una grande azienda.
E per diventare una grande azienda, tutto comincia da una cosa:
una grande cultura.
Grazie, davvero, a ciascuno di loro.
Arrivederci Cannes. Ci vediamo a Monaco.
Stassi