Lo scorso luglio, la prima unità Grande 44M firmata Azimut ha lasciato lo stabilimento di Viareggio per raggiungere il mare, e il suo trasferimento è diventato per qualche ora la più evidente rappresentazione del legame tra il cantiere e la città. Quarantaquattro metri di yacht attraversano lentamente le vie di Viareggio, una comunità che con la nautica da diporto ha da tempo un rapporto unico e ormai quotidiano. Le persone si sono fermate a guardare, qualcuno ha seguito il passaggio, altri hanno osservato dai balconi e molti hanno interrotto altre attività per ammirane il percorso. Non un evento organizzato ma una di quelle circostanze che a Viareggio assumono ancora di più un significato particolare, l’imbarcazione che attraversa la città che l’ha vista nascere, con le vie gremite dell’orgoglio delle maestranze che hanno contribuito. Una sorta di accompagnamento spontaneo verso il mare, che ha restituito una dimensione locale ad un progetto che proprio in questi giorni, a pochi mesi di distanza, viene presentato sulla scena internazionale.
È anche in momenti come questo che si ritrova una parte della cantieristica viareggina, culla di competenze artigianali e specialistiche che convivono da tempo con la realtà nautica e costituiscono ancora una componente molto presente nelle fasi di costruzione delle imbarcazioni.
L’ammiraglia Grande di Azimut, pur essendo un progetto che concentra un numero considerevole di innovazioni e soluzioni ingegneristiche avanzate all’interno della gamma del cantiere, porta a bordo anche una grande componente di lavoro manuale e di competenze artigianali delle maestranze che hanno seguito passo passo la costruzione e l’allestimento. Il trasferimento verso il mare ha reso per qualche ora ancora più evidente e concreto al panorama nautico lo stretto e unico legame che caratterizza la nostra industria.
In questi giorni il Grande 44M è stato a Cannes e lo Yachting Festival tra i più famosi e rinomati del contesto nautico, appena concluso, ne ha ospitato il debutto mondiale conferendogli lo Special Jury Award agli Innovation Route Awards, premiando la sua capacità di concentrare in un unico yacht un sensibile insieme di innovazioni concrete e durevoli. La nuova ammiraglia della gamma Grande con i suoi 43,6 m è il più grande yacht costruito dal cantiere fino ad oggi.
PressMare ha avuto l’occasione di addentrarsi di più all’interno di questo nuovo ed ambizioso progetto approfondendo le peculiarità che hanno sancito il successo di questa imbarcazione, e che conta ben sette unità già vendute ai clienti finali.
Il progetto nasce dallo studio del reparto R&D di Azimut su come sfruttare al meglio lo spazio di bordo senza far crescere ulteriormente il volume e il peso dell’imbarcazione. La risposta giace nella progettazione della nuova struttura con “Carbon Fiber Technology” integrata, che incorpora oltre il 50% di carbonio all’interno della carena, consentendo di alleggerire di circa otto tonnellate la sovrastruttura dello yacht, liberando lo spazio ad una configurazione a quattro ponti. Proprio questa scelta ha permesso di modificare la distribuzione degli ambienti di bordo, infatti spostando la timoneria sul quarto ponte l’upper deck diventa perfetto per ospitare prevalentemente l’armatore, con spazi esterni privati e un incremento delle possibilità di configurazione.
Grande 44M nasce dalla collaborazione di Azimut con Alberto Mancini, all’exterior design, e m²atelier all’interior design. Il loro lavoro si incontra brillantemente soprattutto nella gestione dei rapporti tra ambienti interni ed esterni, creando un dialogo costante tra luce, acqua e materiali, senza tralasciare però la funzionalità. Nella zona di prua dell’Upper Deck si configura la possibilità di sfruttare l’ambiente sia come dining verandato per dodici persone, che come media room privata o spazio per gli ospiti adattandosi alle diverse esigenze che l’armatore può avere. Le ampie vetrate aprono la vista verso il salotto esterno di prua, organizzato attorno al firepit che rafforza ancora di più il rapporto tra gli ambienti interni e il paesaggio. A poppa torna il contatto con il mare tramite la “See-Through Pool”, visibile anche dal beach club sottostante, che porta l’acqua ancora più dentro la composizione architettonica.
L’organizzazione degli spazi è un risultato di una buona parte di soluzioni tecniche innovative adottate dal dipartimento R&D di Azimut/Benetti insieme a P.L. Ausonio Naval Architecture, come la carena Dual Mode che unisce i vantaggi di una carena dislocante veloce di prua con quelli di una semi planante di poppa, permettendo inoltre secondo il cantiere di ottimizzare l’efficienza dei consumi dell’imbarcazione lungo tutto il range di velocità. A poppa trova posto anche la tecnologia “foil Hull Vane” in carbonio, sviluppato anch’esso con lo studio sanremese, lavora sulla resistenza idrodinamica e sulla dinamica dello scafo aumentando il comfort di bordo grazie alla sensibile riduzione di beccheggio e rollio.
Sull’ammiraglia della Grande di Azimut la ricerca sull’efficienza non si limita all’ottimizzazione della propulsione, infatti il quarto ponte integra ben trenta metri quadrati di pannelli fotovoltaici. Inoltre, in collaborazione con Asea Nautica l’imbarcazione sfrutta il sistema “Mild Hybrid” composto da due motori elettrici da 50kW e una batteria da 188 kWh espandibile fino a 230. Questo sistema consente di spegnere i generatori e alimentare i servizi di bordo per diverse ore senza ricorrere alla generazione tradizionale quando lo yacht è all’ancora e in più di ricaricare le batterie in sole due ore a una velocità di 15 nodi, consentendo di raggiungere la baia successiva con rinnovata autonomia in Zero Emissions.
Secondo i dati dichiarati dal cantiere, questo insieme di soluzioni tecniche adottare consente una sensibile riduzione delle emissioni di CO2 fino al 30% rispetto alle tradizionali architetture navali delle medesime dimensioni.
Il viaggio di Grande 44M cominciato a Viareggio è arrivato così alla sua prima tappa internazionale.
Nicole Cescutti