Al centro dell’incontro promosso da Nautica Assistance la collaborazione tra yachting, Guardia Costiera, ricerca scientifica e operatori della tutela ambientale, con particolare attenzione a formazione, Posidonia, cetacei, tartarughe marine e nuovi strumenti per ridurre l’impatto del settore.
Domenica 30 agosto la Terrazza Bollinger del 7Pines Resort ha ospitato la seconda edizione del workshop sulla navigazione sostenibile promosso da Ocean Lovers, progetto ideato e curato da Nautica Assistance, in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo. La scelta del 7Pines Resort ha sottolineato la condivisione di obiettivi legati alla sostenibilità, alla tutela del territorio e a un modello di accoglienza attento all’ambiente. All’incontro ha partecipato il team dell’AMP Tavolara, con il saluto del direttore Leonardo Lutzoni, che ha richiamato l’importanza della cooperazione tra gli enti impegnati nella tutela dell’ambiente marino e il mondo del diporto. Numerosa e qualificata la partecipazione degli operatori del settore, con equipaggi di superyacht, direttori di marine locali, rappresentanti dei principali yacht club e compagnie di charter.
Formazione reciproca tra yachting e Capitaneria di Porto
Tra i temi emersi durante la serata, particolare rilievo ha assunto l’intervento del Direttore Marittimo del Nord Sardegna Gianluca D’Agostino, che ha aperto alla possibilità di sviluppare un percorso di formazione reciproca. L’obiettivo è prevedere, da una parte, sessioni dedicate agli equipaggi dei superyacht per approfondire normative, comportamenti corretti e tutela ambientale e, dall’altra, momenti formativi rivolti al personale della Capitaneria di Porto per conoscere più da vicino dinamiche operative, esigenze e peculiarità dello yachting d’alto bordo. Un modello di collaborazione che punta quindi a mettere in comunicazione competenze ed esperienze diverse, favorendo una gestione più efficace e trasparente del territorio costiero.
Posidonia, cetacei e tartarughe: il contributo scientifico
Una parte centrale del workshop è stata dedicata agli aspetti scientifici e alle principali sfide legate alla conservazione dell’ecosistema marino. Pier Panzalis, biologo e Responsabile dell’Ufficio Ambiente dell’AMP Tavolara, ha illustrato il valore della Posidonia oceanica e i rischi derivanti dall’impatto delle attività umane, con particolare riferimento agli ancoraggi impropri. Nel suo intervento sono state indicate anche soluzioni e comportamenti utili per favorire un ormeggio più consapevole e ridurre i danni alle praterie sommerse. La naturalista e cetologa Laura Pintore si è invece concentrata sulle specie di cetacei presenti nel Mediterraneo, sulle difficoltà che possono incontrare e sui comportamenti che marittimi ed equipaggi possono adottare durante la navigazione e l’osservazione per contribuire alla loro tutela. Andrea Camedda, ricercatore del CNR e Direttore Scientifico del CReS, ha ripercorso le esperienze di recupero e liberazione delle tartarughe marine realizzate anche grazie alla collaborazione con Ocean Lovers. Al centro del suo intervento il valore della “connessione emozionale” che nasce quando equipaggi e ospiti partecipano direttamente al percorso: dall’adozione simbolica della tartaruga e dalla conoscenza della sua storia di recupero e cura fino alla liberazione in mare direttamente dallo yacht.
Dalla footprint alla handprint
Il rapporto tra impatto ambientale e capacità del settore di contribuire attivamente alla rigenerazione degli ecosistemi è stato affrontato da Vienna Eleuteri, Initiator e Vice President di Water Revolution Foundation. Eleuteri ha evidenziato l’opportunità per lo yachting di passare dalla sola valutazione della propria footprint a una vera e propria handprint: misurare l’impatto prodotto per poter restituire risorse all’oceano attraverso nuovi strumenti e meccanismi di finanza blu, come il programma Ocean Assist.
Ocean Lovers, un ponte tra yachting e tutela del territorio
A condurre il workshop è stata Federica Tilocca, responsabile del progetto Ocean Lovers e Marketing Manager di Nautica Assistance, che ha richiamato uno degli obiettivi centrali dell’iniziativa: ridurre la distanza che ancora esiste tra il mondo internazionale dello yachting e chi opera quotidianamente sul territorio per la tutela dell’ambiente marino. Tilocca ha dichiarato: “La nostra idea è semplice quanto essenziale: c'è una grande necessità di colmare quel gap che spesso separa il mondo internazionale dello yachting dagli operatori che sul nostro territorio si occupano quotidianamente di tutela ambientale. Ocean Lovers nasce ed esiste proprio per questo: per creare ponti e cooperazione reale. Perché, come ha ricordato così bene Vienna Eleuteri durante la serata, dobbiamo superare l'idea di “usare” il mare: il mare lo viviamo, è la nostra casa, noi ne facciamo parte”.
A chiudere l’incontro è stato Alberto Cadeddu, General Manager di Nautica Assistance, che ha ribadito l’impegno dell’azienda nella protezione del patrimonio naturale e nella prosecuzione del percorso avviato con Ocean Lovers.
La serata si è conclusa con la proiezione del video dedicato alla liberazione di una tartaruga marina effettuata esattamente un anno prima dal M/Y Adventure, nelle acque del sud della Sardegna. Un’esperienza scelta per riportare l’attenzione sull’obiettivo concreto dell’iniziativa: trasformare la collaborazione tra operatori dello yachting, istituzioni e mondo scientifico in azioni capaci di contribuire alla conservazione dell’ambiente marino.