KZ-5 di Andy Bianchedi, già matematicamente campione del mondo con due prove di anticipo, ha lasciato alla giornata conclusiva del Campionato del Mondo 12 Metri Grand Prix di Imperia il compito di assegnare gli altri due gradini del podio. A conquistarli sono state Kookaburra II di Patrizio Bertelli, seconda dopo avere vinto entrambe le regate odierne, e KZ-7 Kiwi Magic, terza. Kookaburra III di Maurizio Vecchiola, ancora in corsa per il podio alla vigilia, ha concluso al quarto posto.
La giornata è iniziata con circa 12 nodi da est scesi progressivamente a 10 e in rotazione con oscillazioni, che richiedeva attenzione sia nella lettura del campo sia nella gestione degli avversari. Kookaburra II è riuscita a esprimersi senza gli errori che ne hanno condizionato parte del campionato. Nella prima prova ha dovuto recuperare su Kookaburra III, particolarmente veloce di bolina e capace di girare al comando la seconda boa al vento con circa trenta secondi di vantaggio. Nell’ultima poppa, però, la barca di Vecchiola non è riuscita a difendersi: Kookaburra II l’ha raggiunta e rollata andando a conquistare la prima vittoria di giornata, mentre anche KZ-7 è riuscita a passare Kookaburra III e a chiudere seconda.
La seconda regata è stata disputata con una brezza ulteriormente diminuita, intorno agli 8 nodi. Kookaburra II ha controllato in particolare KZ-7, avversaria diretta nella lotta per il secondo posto, e ha completato la doppietta che le ha consentito di conservare la piazza d’onore nel Mondiale. Kookaburra III non ha invece potuto prendere parte all’ultima prova a causa di un’avaria al vang, che non permetteva di proseguire in condizioni di sicurezza.
“Abbiamo vinto entrambe le prove e oggi abbiamo disputato due belle regate senza grosse sbavature”, ha spiegato Giulio Giovanella, team manager di Kookaburra II. “Nella seconda ci siamo tenuti vicini a KZ-7 per proteggere il secondo posto e abbiamo girato bene tra le boe. Un secondo posto non è certo da buttar via, ma nello sport bisogna rendere onore ai vincitori: KZ-5 è stata costante fin dal primo giorno e ha meritato pienamente il titolo”.
“Torniamo a casa con una lezione. Ci rimane un po’ di amaro in bocca per non essere riusciti a difendere il Mondiale, siamo consapevoli degli errori commessi e comunque soddisfatti di aver mantenuto il secondo posto e chiuso il campionato con onore. Un ringraziamento particolare da parte di tutti noi va a Patrizio Bertelli che ci ha permesso di regatare qui a Imperia, dove sia l'organizzazione delle Vele d'Epoca che il Comitato di regata sono stati perfetti. Da parte mia ringrazio ogni singolo membro del team per l'impegno a favore di tutto il gruppo”.
Il titolo da difendere era quello conquistato a Porquerolles nel 2024, quando Kookaburra II aveva dominato il Mondiale Grand Prix vincendo tutte le sei prove disputate. Giovanella ha però ricordato anche il valore dell’avversaria: KZ-5 non era una presenza nuova ai vertici della classe, perché con il nome Legacy aveva già vinto il Mondiale Grand Prix del 2019 a Newport con un equipaggio danese, precedendo di un solo punto New Zealand KZ-3 e lasciando Kookaburra II al terzo posto. “Sapevamo che fosse una barca forte: è la stessa che ci aveva battuto nel 2019, anche se allora regatava con un altro equipaggio. Oggi a bordo oggi c’erano Pietro D’Alì, Tiziano Nava, Flavio Favini e altri bravi velisti che ben conosciamo e che hanno moltissima esperienza. Hanno fatto tutto senza sbavature e il titolo se lo sono strameritato”.
KZ-7 Kiwi Magic si presentava all’ultima giornata con la possibilità di attaccare Kookaburra II, ma le due vittorie della barca di Bertelli hanno chiuso il confronto. “Siamo arrivati a Imperia pensando che, se tutto fosse andato nel modo giusto, avremmo potuto competere per il titolo”, ha raccontato lo skipper Jes Gram-Hansen. “Dopo le prime due giornate è però apparso chiaro che KZ-5 fosse in una categoria a parte: ha regatato molto bene e ha meritato il Mondiale. A quel punto il nostro obiettivo è diventato il secondo posto, che all’inizio di oggi era ancora possibile, ma Kookaburra II ha disputato due ottime prove. Possiamo comunque essere soddisfatti: il team di Kiwi Magic ha compiuto un importante passo avanti”.
Gram-Hansen ha confermato l’intenzione di continuare a regatare con KZ-7, guardando con particolare interesse agli appuntamenti italiani della classe e a Napoli. Per il velista danese si tratterebbe anche di un ritorno in una città alla quale è legato dall’esperienza con il team Mascalzone Latino. “Mi piace molto regatare in Italia e spero che la flotta possa rimanere unita. Le regate con queste barche sono fantastiche e sarebbe bello vedere presto anche altri team italiani”.
Più amaro il bilancio di Kookaburra III, che ha mostrato una velocità notevole di bolina senza riuscire a trasformarla in un posto sul podio. “Le aspettative erano un po’ diverse”, ha spiegato l’armatore Maurizio Vecchiola. “Non avevamo la pretesa di vincere il Mondiale, ma al podio avevamo pensato. La barca ha disputato boline magistrali: nella prima prova di oggi avevamo accumulato trenta secondi su Kookaburra II all’ultima boa al vento. Di bolina ha prestazioni straordinarie, mentre in poppa soffre maggiormente. Lavoreremo su questo aspetto e sull’affiatamento dell’equipaggio”.
Per Kookaburra III, costruita per la selezione australiana della Coppa America del 1987 e vincitrice del Mondiale Grand Prix del 1988 a Luleå, il risultato di Imperia diventa così un punto di partenza. Vecchiola ha annunciato un programma di lavoro rivolto al prossimo appuntamento di Napoli: “È una barca con un grande pedigree e cercheremo di migliorarla, lavorando con tenacia”.
Il titolo resta però saldamente nelle mani di KZ-5, portacolori dello Yacht Club Italiano con Pietro D’Alì al timone, Flavio Favini alla tattica e Tiziano Nava skipper e randista. La vittoria all’esordio ha sorpreso lo stesso Andy Bianchedi, che aveva acquistato la barca dopo averne visto a Newport una fotografia con la scritta “KZ-5 World Champion 2019”. L’imbarcazione si trovava ancora negli Stati Uniti, rimessata in un capannone e in vendita. Da quell’incontro quasi casuale è nato il progetto di riportarla in Europa, affidandone la preparazione a Sangiorgio Marine di Genova e dotandola di un nuovo gioco di vele. La prima partecipazione alle Voiles de Saint-Tropez era servita soprattutto a prendere le misure alla barca; il Mondiale di Imperia doveva rappresentare il primo vero confronto con la flotta.
“Non ci aspettavamo di vincere, tanto meno con due prove di anticipo”, ha raccontato Bianchedi. “Sapevamo di avere lavorato bene e che la barca andava forte, ma non avevamo idea di dove fossimo rispetto agli altri. È un progetto nato due o tre anni fa e arrivare subito a questo risultato mi rende molto felice”.
Alla base del successo Bianchedi pone soprattutto la costruzione del gruppo. Quasi tutti i velisti imbarcati su KZ-5 avevano già regatato con lui sul ClubSwan 50, sullo Swan 98 o sul 6 Metri Dan, creando rapporti consolidati prima ancora dell’inizio del progetto Grand Prix. “Se ho un merito, è quello di essere riuscito a creare un bel gruppo, una bella serenità in barca e fuori. Sono persone che conosco da tanti anni, abbiamo navigato molto insieme e posso dire che sono amici. Ci vediamo anche fuori stagione, organizzo occasioni per stare insieme e questo ci tiene uniti”.
Una filosofia nella quale il risultato rimane importante, ma non diventa l’unica misura dell’esperienza. “Tengo molto all’affiatamento e al fatto che ci sia felicità nel gruppo. Per me la vela è un momento di svago, non mi arrabbio quando il risultato non arriva e non cerco colpe. Mi interessa prima di tutto l’esperienza; poi, quando c’è la possibilità di mordere, lo facciamo. Questa volta è arrivata anche la vittoria ed è stata la ciliegina sulla torta: sono felicissimo per me, ma soprattutto per i ragazzi. Questa politica ha premiato”.
Giuliano Luzzatto