È scomparso David King, fondatore di Princess Yachts e pioniere della nautica UK

14/08/2026 - 10:30 in Editoriale by Press Mare

Da un capannone sul lungomare di Plymouth a uno dei nomi più autorevoli della nautica mondiale. Si è spento all’età di 84 anni David King, fondatore di Princess Yachts e figura di riferimento della nautica da diporto europea. Con la sua scomparsa il settore perde uno dei protagonisti di quella generazione di imprenditori che, a partire dagli anni Sessanta, contribuì a trasformare la costruzione di yacht in una vera industria globale

Nato nel 1942 a Dundee, in Scozia, King conseguì una laurea in ingegneria durante il servizio nella Royal Navy. Nel 1965, insieme agli amici Cliff Viney e Brian Phillips, affittò un capannone sul lungomare di Plymouth. L’idea iniziale era avviare un’attività di charter, costruendo una propria imbarcazione da destinare al noleggio. Nacque così il Project 31, lungo 9,45 metri. Le difficoltà nel reperire i primi clienti convinsero però i tre soci a cambiare strategia: decisero di venderlo per 3.400 sterline.

Il resto è storia, ma sono proprio i dettagli di quell’episodio a raccontare meglio il carattere di King. Solo dopo la vendita i tre fondatori scoprirono che la costruzione dell’imbarcazione era costata 3.460 sterline. Persero denaro sulla prima unità, ma quasi subito arrivarono altri due ordini e la produzione prese definitivamente il via. Con il nome Marine Projects, l’azienda costruì 150 esemplari del Project 31 entro il 1969; l’anno successivo adottò il marchio Princess, destinato a diventare uno dei più conosciuti della nautica internazionale. King ricordava spesso quella vendita in perdita come la lezione più importante della sua vita imprenditoriale: imparare dagli errori, sosteneva, è molto più importante che pretendere di fare tutto bene fin dall’inizio.

La sua visione era chiara fin dai primi anni: il futuro dell’azienda sarebbe passato attraverso yacht sempre più grandi e una crescita industriale che, però, doveva restare radicata a Plymouth. Una strategia che trovò una tappa fondamentale nel 1982 con il lancio del Princess 45, allora il più grande yacht a motore di serie mai costruito nel Regno Unito e il modello che contribuì ad affermare definitivamente il marchio sui mercati internazionali. All’inizio degli anni Novanta oltre il 60% della produzione era destinato all’esportazione, un risultato che fece seguito al Queen’s Award for Export Achievement ricevuto nel 1988. Oggi Princess esporta circa il 90% della propria produzione in oltre cento Paesi.

La crescita del cantiere si sviluppò in un contesto tutt’altro che favorevole. Negli anni Settanta la filiera britannica specializzata nella nautica da diporto era ancora poco sviluppata e molte delle competenze necessarie alla costruzione di yacht dovettero essere create direttamente all’interno dell’azienda. Anche quando il tessuto industriale iniziò a consolidarsi, King preferì mantenere Princess come un cantiere fortemente integrato, concentrando internamente la maggior parte delle competenze produttive. Parallelamente promosse programmi di apprendistato e collaborazioni con gli istituti scolastici del territorio, contribuendo alla formazione di personale qualificato e allo sviluppo dell’indotto che ancora oggi rappresenta uno dei punti di forza dell’area di Plymouth.

Nei primi anni Ottanta Marine Projects fu acquisita dall’imprenditore sudafricano Graham Beck, che confermò King alla guida dell’azienda. Per alcuni anni il cantiere affiancò alla produzione della gamma Princess anche attività conto terzi, tra cui la costruzione delle barche a vela Moody, per poi concentrare progressivamente tutte le proprie risorse sul marchio. Nel 2001 la società assunse ufficialmente il nome Princess Yachts, diventando una delle principali fonti di occupazione dell’area di Plymouth.

Nel 2008 il cantiere passò sotto il controllo di L Capital, il fondo legato a Bernard Arnault e al gruppo LVMH, in un’operazione alla cui conclusione King contribuì in modo determinante. Dal 2023 l’azionista di maggioranza è il fondo statunitense di private equity KPS. Oggi Princess Yachts impiega quasi 3.000 persone, realizza un fatturato annuo superiore a 300 milioni di sterline e costruisce circa 150 yacht all’anno, con una gamma compresa tra 14,6 e 36,5 metri.

Pur avendo ricevuto numerosi riconoscimenti nel corso della carriera, King è sempre rimasto una persona schiva, più incline a valorizzare il lavoro dei propri collaboratori che a rivendicare i propri meriti. Molte delle sue iniziative più significative rimasero a lungo poco conosciute, come il sostegno offerto alle comunità dello Sri Lanka dopo lo tsunami del 2004, quando mise a disposizione personale e stampi per consentire la ricostruzione della flotta peschereccia locale.

King ha dedicato oltre sessant’anni alla crescita dell’azienda. Aveva lasciato da tempo la gestione operativa, pur continuando a essere un dipendente di Princess Yachts e a seguire da vicino l’evoluzione dei nuovi modelli. Ancora nel febbraio 2026 partecipava alle attività di sviluppo prodotto e, nel 2025, era stato il protagonista delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario del marchio.

Insieme a costruttori come Robert Braithwaite (Sunseeker) e Sam Newington (Fairline), King ha rappresentato una delle personalità più brillanti a segnare lo sviluppo della yacht industry inglese, in un contesto di continua competizione e reciproco stimolo verso l’innovazione.

Nel ricordo diffuso da Princess Yachts emerge soprattutto il profilo umano del suo fondatore. L’azienda sottolinea come King non abbia mai cercato riconoscimenti personali per i risultati raggiunti e come i valori che ha trasmesso - umiltà, attenzione alle persone e ricerca della qualità - continuino ancora oggi a rappresentare il fondamento della cultura aziendale e a guidarne lo sviluppo futuro.

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