Il nuovo armatore del gigayacht Nixie finisce in tribunale: causa da 17,5 milioni contro il fondatore di Revolut

05/08/2026 - 09:28 in Superyacht by Press Mare

Una delle più importanti compravendite di gigayacht degli ultimi anni è approdata nelle aule dell’High Court di Londra. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Nik Storonsky, fondatore e amministratore delegato di Revolut, è stato citato in giudizio dal broker britannico Cecil Wright & Partners, che reclama una commissione di 17,5 milioni di euro, pari al 5% del valore di acquisto del gigayacht NIXIE, unità Lürssen da 102,4 metri valutata circa 350 milioni di euro.

Dai documenti giudiziari esaminati dal quotidiano britannico emerge che nell’ottobre 2024 un consulente del family office di Storonsky avrebbe inizialmente incaricato Cecil Wright di seguire la costruzione di un nuovo yacht. Successivamente la richiesta si sarebbe orientata verso un’unità già in avanzata fase di realizzazione. Il broker avrebbe quindi individuato il 102 metri in costruzione presso il cantiere tedesco Lürssen, ma nel gennaio 2026 l’acquisto sarebbe stato concluso direttamente con il precedente proprietario, l’imprenditore canadese Patrick Dovigi, senza il coinvolgimento finale dell’intermediario.

La causa ruota attorno al principio giuridico dell’“effective cause”, frequentemente richiamato nei contratti di brokerage internazionali. Cecil Wright sostiene infatti che il proprio intervento sia stato determinante per la conclusione dell’operazione e che, proprio per questo, la commissione sia comunque dovuta. I rappresentanti del family office di Storonsky hanno invece definito la richiesta “priva di fondamento” e hanno annunciato che verrà contestata davanti al tribunale londinese.
Al centro della vicenda c’è NIXIE, uno dei gigayacht più significativi consegnati quest’anno da Lürssen. Con una lunghezza fuori tutto di 102,4 metri, rappresenta una delle più recenti espressioni tecnologiche del cantiere tedesco. Il progetto porta la firma dello studio RWD per il design esterno e gli interni, mentre architettura navale e ingegneria sono state sviluppate internamente da Lürssen. L’unità dispone di una propulsione diesel-elettrica supportata da un avanzato sistema di accumulo dell’energia, soluzione adottata per migliorare efficienza operativa, comfort acustico e gestione dei consumi durante le diverse modalità di navigazione.
Sempre dal punto di vista tecnico, NIXIE presenta un baglio di 15 metri e una stazza lorda di circa 3.360 GT, con sistemazioni per 20 ospiti distribuiti in 10 cabine, assistiti da un equipaggio composto da 34 persone.

Tra le dotazioni più caratteristiche figurano un beach club di circa 270 metri quadrati, sviluppato su più livelli con terrazze laterali apribili, una piscina infinity con fondo in vetro larga sei metri, sospesa in parte sopra la piattaforma bagno, e un’area wellness che comprende anche una palestra dotata di camera per la crioterapia, elementi che ne fanno una delle unità più sofisticate oggi presenti nel panorama dei gigayacht.

La storia dell’unità è stata inoltre particolarmente movimentata. Secondo il Financial Times, NIXIE era stato inizialmente commissionato proprio da Patrick Dovigi, per essere successivamente ceduto a un armatore brasiliano. Dopo l’arresto di quest’ultimo nell’ambito di un’indagine per una presunta frode bancaria, Dovigi avrebbe riacquistato il gigayacht prima di rivenderlo a Storonsky.

Il fondatore di Cecil Wright & Partners, Chris Cecil-Wright, ha dichiarato al Financial Times che casi di questo genere sono estremamente rari nel mercato dei gigayacht e che, nella sua lunga esperienza professionale, è la prima volta che decide di ricorrere alle vie legali per ottenere il riconoscimento di una commissione di intermediazione. La vicenda potrebbe quindi assumere un rilievo che va oltre il singolo contenzioso, offrendo un precedente di interesse per l’intero settore del brokerage internazionale.

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