La quinta edizione di The Grand Tour Sailing si è conclusa a Greenwich, sul Tamigi, dove Manuel Vlacich e Franco Deganutti hanno portato a termine l’ultima tappa della stagione 2026. I due velisti della Società Vela Oscar Cosulich di Monfalcone hanno risalito e ridisceso il fiume a vela, attraversando il Meridiano Zero, il riferimento dal quale il mondo misura convenzionalmente il tempo.
La navigazione è stata effettuata nel pomeriggio, dopo un’attenta valutazione del traffico commerciale e delle maree del Tamigi, caratterizzate da escursioni che possono raggiungere i sette metri nell’arco di poche ore e generare correnti particolarmente intense.
«A Londra tutto si è svolto perfettamente», ha raccontato Vlacich al rientro a Monfalcone. «Abbiamo risalito e quindi ridisceso il Tamigi veleggiando di pomeriggio, sia per evitare il traffico commerciale del mattino sul fiume, sia a seguito di un attento studio delle maree. È stata un’esperienza straordinaria, che ha suscitato grande curiosità tra le persone che affollavano i pub lungo le rive e ci vedevano navigare a pochi metri da loro su imbarcazioni decisamente insolite».
Le barche utilizzate sono infatti le leggere derive pneumatiche Tiwal, facilmente trasportabili e già impiegate dal progetto nelle precedenti spedizioni internazionali. Per organizzare la tappa britannica è stato determinante il supporto del Greenwich Sailing Club, scelto come base logistica, oltre alla collaborazione di un volontario dello Shadwell Basin Outdoor Activity Centre nei pressi del Tower Bridge e al coordinamento con l’autorità portuale londinese.
Tre luoghi per raccontare il tempo
La navigazione di Greenwich ha completato il percorso tematico scelto per il 2026, riassunto nel motto “Non misuriamo il tempo, lo attraversiamo”. Vlacich e Deganutti hanno individuato tre luoghi nei quali il rapporto con il tempo assume significati differenti.
La stagione era iniziata a Varanasi, in India, con una navigazione lungo il Gange, indicata dagli organizzatori come la prima esperienza documentata di una barca a vela sulle acque del fiume sacro. Il viaggio era quindi proseguito a Sommarøy, nel nord della Norvegia, l’isola divenuta nota per la proposta simbolica di abolire il tempo e dove, durante il periodo del sole di mezzanotte, la distinzione tra giorno e notte perde parte del suo significato.
Il cerchio si è infine chiuso a Greenwich, nel luogo dal quale il mondo comincia a contare le ore e a definire i fusi orari. Tre tappe molto diverse, unite dal tentativo di raccontare il tempo non attraverso il cronometro, ma attraverso l’esperienza della navigazione.
«Senza dubbio l’esperienza più forte sotto ogni punto di vista è stata quella sul Gange», hanno spiegato i due velisti tracciando un bilancio della stagione. «Ma di ciascuna avventura portiamo nel cuore soprattutto gli splendidi rapporti personali creati con le persone che abbiamo incontrato e alle quali ci siamo appoggiati per l’organizzazione e la realizzazione delle tappe».
Esplorazione e regate si alternano nel progetto
The Grand Tour Sailing alterna tradizionalmente stagioni dedicate all’esplorazione ad altre maggiormente orientate all’attività agonistica. Nelle prime, Vlacich e Deganutti raggiungono località remote o insolite con le Tiwal; nelle seconde tornano alle regate internazionali utilizzando imbarcazioni come Melges 24, UFO 28, Meteor e Hobie Cat Tiger.
Dopo la conclusione anticipata del programma esplorativo 2026, da settembre i due velisti riprenderanno l’attività sportiva nel calendario della XIII Zona FIV. Parallelamente è già iniziata la preparazione della stagione 2027, che dovrebbe comprendere tre appuntamenti internazionali: una regata nei Caraibi, un ritorno in Inghilterra e una successiva competizione in Europa.
Il progetto, giunto alla quinta edizione, aveva ottenuto un Guinness World Record nel 2022 e negli anni successivi aveva portato Vlacich e Deganutti a navigare sul lago Titicaca, a 3.812 metri di altitudine, tra gli iceberg della baia di Ilulissat in Groenlandia e nel lago sotterraneo di Saint-Léonard, in Svizzera. Nel 2024 i due erano stati premiati come “Velisti dell’anno” nella categoria Passion, mentre nel 2025 avevano conquistato il secondo posto alla Kékszalag, la grande regata lacustre ungherese.
Le spedizioni vengono realizzate anche con il sostegno del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, del quale Vlacich e Deganutti sono ambasciatori, e con il patrocinio gratuito di One Ocean Foundation. L’organizzazione non profit promuove la Blue Economy attraverso soluzioni capaci di produrre effetti positivi sulla natura, sostenendo la ricerca scientifica, diffondendo la conoscenza dell’oceano e coinvolgendo imprese e cittadini nella tutela attiva degli ecosistemi marini.