Per quasi quattro anni non ha lasciato traccia elettronica di sé, sparendo dai radar proprio mentre attorno a lui si stringevano le sanzioni occidentali contro Mosca. Ora il Graceful è tornato a farsi vedere, e lo ha fatto senza troppi riguardi per la discrezione: scortato da due unità della Marina russa, ha attraversato il Mar Baltico sotto gli occhi delle guardie costiere di almeno tre Paesi. A raccontarlo è la testata specializzata Superyacht Times, che ha ricostruito nel dettaglio il rientro in scena di uno dei megayacht più controversi degli ultimi anni: l'82 metri costruito da Blohm + Voss e da sempre accostato, senza conferme ufficiali, alla figura del presidente russo Vladimir Putin.
Secondo la ricostruzione della testata olandese, il superyacht è stato avvistato il 28 giugno mentre attraversava il Fehmarn Belt, per poi proseguire lungo le coste danesi fino all'altezza dell'isola di Anholt e in direzione di Grenen, la punta settentrionale dello Jutland. Ad accompagnarlo, due unità della Marina russa; a monitorarne il passaggio nelle acque danesi, la motovedetta P521 Freja. Prima ancora di entrare nel tratto di mare danese, l'unità era già stata seguita dalla Guardia Costiera tedesca.
Le immagini più recenti mostrano reti installate sui ponti esterni, una misura che potrebbe servire a proteggere l'unità da eventuali attacchi con droni: un dettaglio non banale, in un momento in cui la guerra dei droni si è estesa ben oltre i confini del fronte ucraino. Resta da capire se la rotta verso Istanbul, segnalata dal sistema AIS della nave, sarà confermata, o se il Graceful punterà invece verso il Mar Nero per un eventuale rientro in Russia.
Le autorità militari danesi hanno intanto precisato che il controllo delle navi in transito negli stretti nazionali rientra nelle normali attività di sorveglianza, a prescindere dalla bandiera battuta.
Il riemergere del Graceful si colloca in una fase che il Cremlino difficilmente definirebbe serena. Il gradimento di Putin, secondo le rilevazioni di fine maggio 2026 del centro statale VTsIOM istituto di sondaggi controllato dal governo russo, ha fatto registrare un calo importante nel gradimento che è passato dal 74% al 65,5%, il livello più basso dall'inizio della guerra e in calo di oltre dodici punti dall'inizio dell'anno. A pesare non è solo la stanchezza per un conflitto che dura ormai da oltre quattro anni, ma anche le difficoltà economiche interne: lo stesso Putin ha riconosciuto pubblicamente, pochi giorni fa, la persistenza di code ai distributori di benzina in diverse regioni del Paese, istituendo una task force per garantire l'approvvigionamento di carburante dopo i ripetuti attacchi ucraini alle raffinerie russe. In questo contesto, con le elezioni per la Duma fissate a settembre e un deficit pubblico in forte espansione secondo i dati del ministero delle Finanze russo, movimenti come quello del Graceful - un asset di lusso che riemerge dal silenzio proprio mentre in Russia si allungano le file per la benzina - assumono un valore simbolico che difficilmente passa inosservato.
Nel corso degli anni il Graceful è stato ripetutamente accostato a Vladimir Putin, ma nei registri internazionali non compare alcuna attribuzione diretta. Secondo Superyacht Times, lo yacht batte bandiera russa ed è gestito dalla società cipriota SCF Management Services, collegata a SCF Management Services Dubai e al gruppo russo Sovcomflot; nei registri di classificazione navale, la società proprietaria più recente risulta essere Argument JSC, registrata in Russia dall'aprile 2021.