Sessa Marine lancia Sessa Classic Division: il programma dedicato al valore nel tempo delle sue barche

29/06/2026 - 09:30 in Barca a motore by Press Mare

C'è stato un tempo in cui il successo di un cantiere si misurava quasi esclusivamente al momento del varo: quanti modelli nuovi, quante vendite, quanta innovazione in vetrina. Quel tempo non è finito, ma si è arricchito di una seconda dimensione. L'usato vale di più, le barche durano più a lungo, e la sostenibilità non è più uno slogan da brochure ma una domanda concreta che armatori e cantieri si pongono insieme. È in questo scenario che Sessa Marine presenta Sessa Classic Division: non un servizio di assistenza come tanti, ma un pezzo della propria strategia industriale. Interventi di aggiornamento tecnico, restyling, refit: il settore nautico li conosce bene, non è qui la novità. A cambiare è la prospettiva. Sessa Marine non vuole semplicemente riparare o rinfrescare le proprie barche quando capita: vuole seguirle, una per una, lungo tutta la loro esistenza, custodendone gli standard qualitativi, l'identità progettuale e, non meno importante, il valore di mercato. Relativamente a questa nuova iniziativa abbiamo intervistato il responsabile di del produzione del cantiere Matteo Re.

PressMare - Matteo, innanzi tutto, qual è la consistenza del parco barche di Sessa?

Matteo Re - Sessa Marine ha 68 anni di storia e oltre 20.000 imbarcazioni costruite, di cui circa 8.000 della fortunatissima gamma Key Largo. Molte di queste continuano a navigare oggi, in ogni angolo del mondo: un patrimonio tecnico e commerciale enorme, che il cantiere ha deciso di non considerare chiuso nel momento in cui la barca lascia lo stabilimento.

Sessa S32

Sessa Classic nasce per dare struttura a questa idea. Il programma copre tutto: il rinnovamento degli interni, l'aggiornamento di impianti ed elettronica di bordo, il refitting delle motorizzazioni, il rinnovo delle finiture, l'integrazione di tecnologie più recenti.

PM - Qual è l’iter, la procedura, la lista dei lavori e dei controlli per le barche che entrano nel programma Sessa Classic?

MR - Ogni lavorazione segue procedure definite dal cantiere stesso, con un equilibrio non scontato da rispettare: aggiornare la barca agli standard di comfort e affidabilità di oggi senza tradirne il carattere originario. Il parallelo con altri settori industriali viene naturale: pensiamo ai programmi di restauro certificato che, nell'automotive o nell'orologeria, tengono in vita il valore di un prodotto ben oltre la sua uscita di produzione. Sessa Marine si muove sulla stessa linea. Su richiesta, gli interventi Sessa Classic potranno essere accompagnati da un dossier tecnico dedicato e da un'attestazione ufficiale che certifica le lavorazioni svolte secondo le procedure del programma.

PM - Mi sembra interessante soprattutto il dossier che serve da certificazione di qualità del lavoro svolto…

È un dettaglio che pesa, soprattutto pensando al mercato dell'usato. Una barca con una storia di manutenzione documentata e certificata non è solo più trasparente per chi la compra: è anche, semplicemente, una barca che vale di più. Il legame tra manutenzione tracciata e valore residuo, nella nautica come altrove, comincia a contare sul serio.

PM – C’è poi un tema che il settore non può più permettersi di considerare marginale: la sostenibilità.

MR – La sostenibilità è uno degli elementi che guidano lo sviluppo dei nostri prodotti. L’attenzione riguarda innanzitutto le nuove imbarcazioni oggi in produzione. Anche il nuovo Key Largo 25, che presenteremo in anteprima al prossimo Salone Nautico di Genova, integra soluzioni pensate per ridurre l’impatto ambientale. Mi riferisco, ad esempio, ai materiali impiegati per le tappezzerie, realizzate in larga parte con tessuti derivati da processi di riciclo, ma anche al processo costruttivo. Utilizziamo infatti la tecnologia dell’infusione, che consente di controllare con precisione la quantità di resina impiegata nella laminazione dello scafo, riducendo gli sprechi e ottenendo strutture più leggere. Una barca più leggera richiede una potenza inferiore per raggiungere prestazioni analoghe a quelle di un modello costruito con la laminazione tradizionale...

Sessa S26

 

PM - Meno cavalli vuol dire meno benzina bruciata e meno emissioni…

Esatto. E se parliamo di sostenibilità, è importante considerare anche ciò che accade durante la costruzione dell’imbarcazione, non solo quando è in navigazione. Il processo di infusione, oltre a permettere una laminazione più efficiente, riduce praticamente a zero le emissioni di stirene nell’ambiente durante la lavorazione. È un aspetto spesso poco visibile, ma fondamentale, perché migliora in modo significativo le condizioni di lavoro all’interno del cantiere e tutela la salute delle persone impegnate nella produzione.

PM - Con Sessa Classic Division però non affrontate il tema ambientale solo inseguendo nuove propulsioni o materiali alternativi, ma anche da un'altra direzione, forse più semplice e altrettanto efficace: allungare la vita utile delle barche che esistono già.

Recuperare uno scafo, aggiornarlo, mantenerlo efficiente significa meno materie prime consumate, meno rifiuti prodotti, meno energia utilizzata nella costruzione, ma soprattutto più valore estratto da ciò che è già stato costruito. Il discorso si fa particolarmente delicato per gli scafi in vetroresina. Materiale che ha cambiato per sempre la nautica da diporto - leggero, resistente, duraturo - ma che resta un rompicapo quando una barca arriva a fine vita. Il refit, in questo senso, non è solo manutenzione: è tempo guadagnato, è una dismissione rinviata o evitata del tutto.

PM - Quando partirà il programma Sessa Classic?

Il programma è di fatto già in corso, anzi Sessa questa attività la svolge già da tempo per tanti clienti che si sono rivolti al cantiere per chiedere interventi sulle loro barche. Era un’attività non evidente alla quale abbiamo voluto dare una connotazione precisa e uno staff dedicato. Non ne facciamo solo un asset commerciale ma Sessa Classic rientra in quella specifica. Pacchetti di intervento dedicati, procedure standardizzate, partner tecnici selezionati in base alle competenze richieste: la struttura è pensata per crescere nel tempo, non per esaurirsi in un annuncio.

Più che il lancio di un servizio, Sessa Classic Division a nostro giudizio segna un cambio di passo nel rapporto tra cantiere e armatore. La barca smette di essere un prodotto destinato a essere sostituito dal modello successivo e diventa un bene da preservare, aggioranare e valorizzare nel tempo.. E’ questa la visione Sessa della sostenibilità: costruire bene, far durare di piu e continuare a dare valore a ciò che porta il suo marchio.

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