Suzuki Italia ha scelto Ponza per presentare alla stampa la gamma di tender Suzukino 2026. L'appuntamento, andato in scena dal 15 al 17 giugno, ha unito la parte congressuale alla prova in acqua, con un giro completo dell'isola a bordo delle unità della linea con poppa abbattibile.
L'incontro si è aperto la sera del 15 con una conferenza stampa presieduta da Paolo Ilariuzzi, direttore della Divisione Moto e Marine di Suzuki Italia. Nel suo intervento Ilariuzzi ha ripercorso l'andamento delle vendite di fuoribordo dal 2011 a oggi, appoggiandosi ai dati di mercato elaborati da ICOMIA, l'associazione internazionale dell'industria nautica. La lettura dei numeri ha fornito il contesto in cui si inserisce la scelta del marchio di rafforzare la propria presenza nel comparto dei tender per yacht.
Alla conferenza ha preso parte anche Claudia De Sanctis di Geniuss, che ha illustrato il funzionamento del brevetto attorno al quale ruota la famiglia a poppa abbattibile. Il sistema prevede un supporto scorrevole e basculante del fuoribordo: con il motore in posizione di tilt, il gambo rientra nella sagoma del battello e l'ingombro esterno del propulsore viene annullato. Ne derivano un migliore sfruttamento dei volumi nel garage dello yacht e tempi più rapidi di varo e recupero, senza dover smontare il motore al momento del ricovero. Per i modelli 330 e 420 è prevista la versione HTS, con movimentazione idraulica.
La gamma Suzukino 2026 si divide in due famiglie. La prima riunisce i modelli a poppa abbattibile, pensati per il ricovero nei garage. La seconda comprende le unità a poppa tradizionale, destinate al trasporto su flybridge, in coperta o al traino. I battelli adottano carena rigida in vetroresina e tubolari in neoprene Pennel & Flipo ORCA, con certificazione CE in categoria C. La parte a poppa abbattibile copre cinque misure documentate, dal compatto 250 Open Invisibile da 2,49 metri fino al 420 HTS Sport Cruiser di 4,20 metri, top di gamma da sei posti riservato ai superyacht. Tra le due estremità si collocano il 285 Open Invisibile, il 290 Duetto con doppia seduta e consolle centrale, e il 330 Cruiser. Sono previste configurazioni differenti, dalle versioni Open alle Sport e Cruiser, con possibilità di personalizzare colorazioni dei tubolari e tappezzerie in base allo yacht madre.
In mare attorno a Ponza
La mattina del 16 il programma si è spostato sull'acqua. Giornalisti del settore e ospiti si sono imbarcati su sette unità della linea con poppa abbattibile e non per la circumnavigazione dell'isola, l'occasione per misurare in condizioni reali mezzi nati come tender di servizio per grandi imbarcazioni.
Ponza si presta bene a una prova del genere. Le coste dell'isola pontina alternano pareti di tufo chiaro a calette raggiungibili solo dal mare, e il periplo consente di passare dalle acque riparate dei versanti sottovento al moto più aperto del lato esposto. Le barche hanno seguito il profilo della costa mantenendo l'andatura su un mare formato a tratti, con la possibilità di accostare nei punti dove la batimetria lo permetteva.
La giornata ha restituito un dato di sostanza al di là della scheda tecnica. Pur progettati per stare in un garage e svolgere i compiti quotidiani della vita di bordo, gli sbarchi in rada, i trasferimenti verso il porto, le escursioni lungo costa, i Suzukino hanno retto un impiego prolungato senza che le dimensioni contenute ne penalizzassero la tenuta. La consolle centrale e la doppia seduta delle versioni più strutturate hanno offerto una posizione di guida stabile durante il giro, e la disponibilità di più misure ha permesso ai presenti di confrontare il comportamento dei diversi modelli sullo stesso tratto di mare.
Il rientro nel pomeriggio ha chiuso la parte dimostrativa dell'evento, che si è concluso il 17. La formula scelta da Suzuki Italia, congresso più prova in acqua, ha consentito di leggere la gamma Suzukino 2026 su due piani: quello dei numeri di mercato e quello, più concreto, di una giornata di navigazione attorno a un'isola.