America’s Cup, scontro totale tra INEOS e Ben Ainslie: emergono accuse, minacce e tensioni interne

07/06/2026 - 12:32 in Sport by Press Mare

Nel pieno della fase di avvicinamento alla 38ª America’s Cup, la battaglia legale tra il gruppo Ineos di Sir Jim Ratcliffe e Athena Racing, il team dello skipper Sir Ben Ainslie, si arricchisce di nuovi dettagli destinati a far discutere.
Secondo quanto riportato dal media britannico Yachting World, gli ultimi documenti depositati presso l’Admiralty Court del Regno Unito descrivono un deterioramento progressivo e particolarmente acceso dei rapporti tra INEOS e Athena Racing nel corso del match finale a Barcellona.
Ricordiamo che la controversia ruota attorno alla proprietà degli asset sportivi, tecnici e intellettuali sviluppati durante la campagna britannica della 37ª America’s Cup di Barcellona.

Ineos sostiene che tali asset appartengano allo sponsor principale del team, mentre Athena Racing ribadisce che siano sempre stati di proprietà della struttura sportiva guidata da Sir Ben. Tra i passaggi più delicati contenuti nei documenti giudiziari vi sarebbe un episodio avvenuto il 12 ottobre 2024, poche ore prima della prima regata del Match di America’s Cup a Barcellona, che vedeva proprio Ainslie al timone della barca britannica.

Secondo la ricostruzione depositata da Athena Racing, durante un incontro presso l’ufficio di Ainslie sarebbero intervenuti Jean-Claude Blanc, amministratore delegato di Ineos Sport, e un dirigente identificato nei documenti come Mr. Nevin. Nel corso della riunione, i rappresentanti di Ineos avrebbero chiesto il trasferimento di tutti gli asset e della proprietà intellettuale del team come condizione per continuare a finanziare future campagne di America’s Cup. Sempre secondo i documenti presentati in tribunale, Mr. Nevin avrebbe pronunciato una frase particolarmente dura nei confronti di Ainslie, facendo riferimento a una presunta filosofia interna del gruppo Ineos definita “scorched earth”, letteralmente “terra bruciata”, con l’implicazione che chi non soddisfa le richieste di Ratcliffe rischia conseguenze molto pesanti.

Athena Racing sostiene inoltre che, il 23 gennaio 2025, giorno in cui la separazione tra le parti venne resa pubblica, un rappresentante di Ineos accompagnato da un addetto alla sicurezza avrebbe ordinato al personale del team di lasciare immediatamente la sede operativa, imponendo anche l’abbandono dei laptop aziendali. I dipendenti del team di Coppa America si sarebbero però rifiutati di lasciare l’edificio. La situazione sarebbe ulteriormente degenerata il giorno successivo, quando il medesimo rappresentante sarebbe tornato presso la sede incatenando e chiudendo con lucchetti l’edificio dall’esterno, lasciando all’interno parte del personale. Secondo quanto riportato nei documenti processuali, Ainslie e il CFO del team Matt Robinson avrebbero lasciato l’edificio utilizzando una scala antincendio, convincendo successivamente i responsabili a rimuovere catene e lucchetti per ragioni legate alla sicurezza del personale. La vicenda rappresenta uno dei casi più delicati e potenzialmente destabilizzanti vissuti negli ultimi anni nell’ambiente dell’America’s Cup, soprattutto considerando il ruolo centrale ricoperto da Ineos nella sfida britannica che, nell’edizione di Barcellona, era arrivata fino al Match finale contro Emirates Team New Zealand.

Resta ora da capire quali potranno essere le conseguenze operative e sportive della disputa per il futuro della sfida britannica, considerato che non risultano disponibili altri AC75 da utilizzare e i tempi per costruirne uno sulla base di un progetto esistente sono assai risicati.

Dal punto di vista finanziario la nuova sfida di GB1 avrebbe la copertura finanziaria di Oakley Capital di Peter Dubens, proprietario tra gli altri asset anche di North Technology Group.

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