Sea Fend, un “salvabarca” 100% Made in Italy

27/05/2026 - 10:40 in Accessorio by Press Mare

VARAZZE (SV) – Un dispositivo di sicurezza apparentemente semplice ma geniale, che si rivolge agli armatori per rendere gestibili le situazioni di emergenza, anche estrema, durante la navigazione, minimizzando i rischi per tutto l’equipaggio.

Parliamo di Sea Fend, una sorta di “air bag” per imbarcazioni presentato alla Marina di Varazze nel corso di un evento organizzato dall’azienda in occasione del Match Race 2026. Si tratta di un sistema brevettato di ausilio al galleggiamento, una tecnologia unica al mondo progettata per intervenire in caso di danneggiamento dello scafo o rischio di affondamento.

Il cuore dell’innovazione sta in un sistema intelligente che, in caso di incidente o falla (per esempio il cedimento di una presa a mare con conseguente ingresso dell’acqua a bordo, evento ricreato durante la dimostrazione pratica di Varazze), rilascia e gonfia istantaneamente speciali galleggianti interni, che sono in grado di mantenere l’imbarcazione a galla. In questo modo la barca può essere poi trainata facilmente in porto, evitando guai maggiori.

La tecnologia Sea Fend si completa con una app dedicata che consente il monitoraggio continuo dell’imbarcazione da remoto, con tracciamento GPS, controllo dello stato della barca e notifiche automatiche ai contatti di emergenza. Queste funzioni ampliano i servizi a disposizione, offrendo protezione e rassicurazione a chi si trova a bordo ma anche a familiari a terra.

Sea Fend è un progetto di Save Our Ship Srl, azienda con sede a Modena ma con sito operativo in provincia di Bergamo.

Press Mare ha intervistato Manuela Sandri, general manager di Sea Fend.

Manuela Sandri

PM – Quanto ha richiesto lo sviluppo di questa novità?

MS – Sea Fend è il frutto di tre anni di ricerca, con la collaborazione di uffici tecnici e di professionisti. E’ un prodotto costruito insieme a chi vive in mare, sotto diverse sfaccettature quindi da chi progetta imbarcazioni e da chi lo vive come amante e appassionato. Abbiamo raccolto tutti i feedback, abbiamo sviluppato diversi prototipi fino ad arrivare a quella che è attualmente la versione definitiva.

PM – A che tipo di compratore vi rivolgete? Cantieri, armatori o entrambi?

MS - Il target è molto ampio: Sea Fend si rivolge a imbarcazioni che vanno grossomodo dai 10 ai 20 metri, fino a un massimo di 45 tonnellate, per la nautica da diporto ma anche mezzi professionali e militari. Il sistema può essere installato anche su barche già esistenti, oltre che di nuova costruzione.

PM – Parliamo di prezzi, qual è il range?

MS – Dipende dalla versione del kit, indicativamente fra il 3 e il 5% del valore della barca. E' importante sottolineare che il sistema non va ad impattare, o lo fa in minima parte, sull’estetica, gli spazi interni, gli ingombri e soprattutto la performance della barca: ad esempio va a diminuire di uno o due nodi al massimo la velocità dell'imbarcazione.

Il tastierino di controllo di Sea Fend

PM - Il prodotto potenzialmente sembra poter avere molto appeal sul mercato, con l’attenzione sempre crescente per la sicurezza, sia in Italia che all’estero.

MS - Assolutamente, noi puntiamo al mercato internazionale ma prima partiremo ovviamente da quello locale, perché Sea Fend è un prodotto che deve essere mostrato. Per questioni logistiche cercheremo di rivolgerci prima di tutto al pubblico italiano, per poi andare alle principali fiere di settore, pensiamo al salone di Genova e poi al prossimo Mets.

PM - Ci fa una fotografia dell'azienda?

MS – Oggi siamo una realtà giovane ma già strutturata internamente, con un ufficio tecnico dedicato allo sviluppo e all’integrazione dei sistemi. Ora stiamo lavorando all’ampliamento della rete commerciale e distributiva, con l’obiettivo di costruire una presenza sempre più capillare e un rapporto diretto con l’utente finale. Vogliamo crescere in modo graduale e sostenibile: preferiamo procedere un passo alla volta, misurando la risposta del mercato per poi pianificare gli sviluppi successivi. Parallelamente stiamo creando sinergie con aziende della sicurezza, dell’elettronica di bordo e della strumentazione, con l’obiettivo di sviluppare integrazioni sempre più evolute e ampliare le collaborazioni di Sea Fend.

Riccardo Masnata

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