Ci sono yacht che nascono per interpretare il mercato e altri che sembrano voler ridefinire il perimetro stesso della nautica contemporanea. Con la consegna del 114,2 metri Nausicaä, Lürssen entra decisamente nella seconda categoria. Conosciuto durante la costruzione come progetto Cosmos, il nuovo superyacht è stato progettato integralmente dall’industrial designer australiano Marc Newson, figura già nota per un approccio stilistico distante dai linguaggi tradizionali della nautica. Il risultato è un’unità che, pur mantenendo le proporzioni monumentali tipiche dei grandi yacht Lürssen, introduce un lessico progettuale molto diverso da quello comunemente visto nel settore.
Peter Lürssen, attuale CEO ed esponente della quarta generazione della famiglia fondatrice del cantiere tedesco, ha collegato simbolicamente Nausicaä alle origini stesse del cantiere, ricordando il suo bisnonno Friedrich Lürssen, che nel 1886 collaborò con Gottlieb Daimler alla realizzazione di uno dei primi motoscafi al mondo dotati di motore a combustione interna. Un riferimento utilizzato per tracciare un parallelo tra quella svolta tecnologica e l’approccio sperimentale adottato oggi su: “La consegna di Nausicaä mi ha creato un legame profondo con il mio bisnonno Friedrich Lürssen, che costruì il primo motoscafo al mondo, nel 1886. L’innovazione guida da sempre tutto ciò che facciamo e questo yacht ha davvero aperto nuove strade”.
L’intera imbarcazione, dagli esterni agli interni fino ai dettagli costruttivi, è stata sviluppata sotto la direzione creativa di Newson, che ha avuto ampia libertà progettuale. Il designer australiano sottolinea come raramente un progetto riesca a mantenere fino alla realizzazione finale il livello di coerenza immaginato nella fase concettuale: “Ogni dettaglio, a ogni scala, è stato realizzato nel modo più coerente possibile”.
Dal punto di vista ingegneristico, una delle principali sfide è stata tradurre forme organiche e superfici continue in strutture metalliche di grandi dimensioni. Nausicaä presenta infatti pochissime superfici piane e utilizza un linguaggio fatto di curvature, raccordi morbidi e dettagli lamellari che si ripetono lungo tutta la nave. Particolarmente complessa è stata la realizzazione degli elementi cilindrici in acciaio, geometricamente identici e speculari, utilizzati in diversi punti dello yacht: sul ponte poppiero esterno, attorno all’ingresso principale, lungo varie aperture laterali e persino nella zona del fumaiolo.
Sotto questa impostazione stilistica fortemente scultorea si trova però una piattaforma progettata anche per navigazioni impegnative. Lo scafo è certificato Ice Class 1D, una classificazione che prevede rinforzi strutturali specifici nelle aree più esposte al contatto con il ghiaccio, permettendo allo yacht di operare anche in presenza di ghiaccio leggero. Non si tratta di una nave rompighiaccio, ma di un’unità pensata per affrontare itinerari ad alte latitudini e navigazioni in aree polari o sub-polari con standard superiori rispetto a quelli di uno yacht tradizionale.
Uno degli elementi più spettacolari del progetto è probabilmente lo Skydome, una struttura vetrata composta da sette pannelli da 3.000 x 2.800 mm, con spessore di 62 mm e peso di oltre una tonnellata ciascuno. All’interno trova posto un ufficio armatoriale di 56 metri quadrati con altezza interna di 3,15 metri, collegato direttamente a una terrazza privata esterna. Per realizzare questi pannelli è stato necessario sviluppare un processo di "curvatura a caldo controllata gravitazionalmente". In pratica, le grandi lastre di vetro sono state riscaldate progressivamente fino a raggiungere una temperatura che ne ha consentito la deformazione; a quel punto il vetro si piega lentamente sfruttando il proprio peso e seguendo stampi estremamente precisi. L’intero procedimento ha richiesto un controllo molto accurato di tempi, temperatura e raffreddamento, soprattutto considerando le dimensioni e lo spessore dei pannelli utilizzati su Nausicaä. Prima della produzione definitiva, il sistema è stato verificato attraverso diversi prototipi e prove in scala reale.
Il vetro rappresenta davvero uno degli elementi centrali dell’intero progetto. Una fascia continua percorre infatti tutto l’upper deck, creando l’impressione di un nastro trasparente ininterrotto anche nei punti dove si integrano porte, murate e spazi tecnici. Questa soluzione culmina nella observation lounge prodiera larga 19 metri, posizionata direttamente sotto l’eliporto di prua, non una piattaforma "touch and go" ma un ponte certificato dove poter sostare. "Innovare attraverso il vetro è ormai una firma distintiva di Lürssen", spiega Peter Lürssen, ricordando progetti come Rising Sun e Kismet. "Con Nausicaä continuiamo a spingere oltre i limiti dimensionali e strutturali di questo materiale".
Anche l’area poppiera rompe alcuni schemi tradizionali. Il ponte esterno occupa l’intero baglio della nave, pari a 18 metri, e ospita una Jacuzzi e una piscina sufficientemente profonda per i tuffi e lunga abbastanza da consentire il nuoto. A poppa trova posto inoltre un grande dry dock destinato al tender sportfishing da 12,5 metri, movimentato attraverso un sistema a slitta con capacità di carico fino a 16 tonnellate. Una volta varato il tender, il vano si trasforma in uno spazio protetto rivestito in teak.
L’impostazione degli interni è altrettanto lontana dagli schemi convenzionali. Al posto del classico main salon, il cuore dello yacht è un atrio sviluppato su due livelli, concepito come una vera galleria d’arte. Una grande scultura occupa il centro dello spazio, mentre il ponte superiore si affaccia sull’area attraverso un ballatoio circolare. La parte poppiera dell’upper deck è invece dedicata alla convivialità, con sushi bar, area per il table tennis e sedute integrate, tutte progettate specificamente da Marc Newson.
Sul fronte tecnico, Nausicaä utilizza una propulsione diesel-elettrica composta da cinque motori — due principali e tre ausiliari — che alimentano pod Azimuth completamente elettrici. Il pacco batterie sviluppa fino a 2 MW di potenza, sufficienti per sostenere contemporaneamente tutti i servizi di bordo ai massimi carichi. Questo consente allo yacht di navigare per periodi prolungati in modalità silenziosa e senza emissioni locali. Il progetto prevede inoltre la futura integrazione di una fuel cell alimentata a metanolo, destinata a produrre idrogeno per la generazione elettrica. Una tecnologia ancora emergente nel settore dei superyacht, ma che Lürssen considera già parte dell’evoluzione futura della propulsione navale.
Tra design radicale, ricerca sui materiali, sperimentazione architettonica e soluzioni energetiche avanzate, Nausicaä si posiziona così come uno dei progetti più complessi e fuori dagli schemi realizzati negli ultimi anni dal cantiere tedesco.